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DASPO: tutto ciò che c’è da sapere

Di redazione vanovarava.it

Dato che se ne parla sempre molto, sui giornali ma anche in televisione, abbiamo contattato l’Avv. Antonio Costa Barbé, noto legale di Novara, per fare un po’ di chiarezza circa l’argomento “DASPO” (acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive), cercando di sottolineare gli aspetti più cari alle varie tifoserie di tutta Italia. Pubblichiamo la prima parte di questo argomento molto sentito.

redazione vanovarava.it

In base all’autorità competente, ad emetterlo e al contenuto del divieto, il DASPO può così essere suddiviso:

1. DASPO del Questore: è emesso dal Questore della Provincia ricorrendo i presupposti di cui all’art. 6 L. n. 401/1989 e successive modifiche. In caso di prescrizione è richiesta la convalida dell’Autorità Giudiziaria. Ha durata minima di un anno e massima di cinque anni;

2. DASPO giudiziario: è quello emesso dal Giudice ordinario, a seguito di una sentenza di condanna per reati connessi a manifestazioni sportive; dispone il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l’obbligo di presentazione in un ufficio o comando di polizia per un periodo da due a otto anni, con eventuale aggiunta di pena accessoria dell’effettuazione di attività socialmente utili per la collettività;

3. DASPO preventivo: in questo caso il divieto di accesso a manifestazioni sportive non presuppone l’accertamento di un reato connesso alle manifestazioni stesse, ma è preventivamente disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulti aver tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza, in concomitanza con manifestazioni sportive o tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica o in occasione o causa delle manifestazioni stesse;

4. DASPO internazionale: è il caso in cui il provvedimento sia esteso anche a manifestazioni che si svolgono all’estero, oppure qualora venga comminato dalle competenti Autorità degli Stati membri UE per le manifestazioni che si svolgono in Italia.

Il DASPO, come già detto, è un provvedimento amministrativo ed è pertanto soggetto alle prescrizioni di cui alla L. n. 241/90 sulla trasparenza amministrativa. E’ dunque necessaria ai sensi dell’art. 7, L. n. 241/90 la comunicazione di avvio del procedimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti.

Gli interessati hanno in tal modo DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI e di presentare controdeduzioni scritte e documenti, che l’amministrazione ha L'OBBLIGO di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento.

All’art. 1-septies, L. 88/2003 è prevista poi l’applicazione del DASPO, per un periodo da tre mesi a due anni, nei confronti di coloro che non rispettano il regolamento d’uso dell’impianto dedicato a manifestazioni calcistiche.

Avv. Antonio Costa Barbé

 

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