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Esclusiva VNV: L’intervista a Giulia Leonardi


Di Alberto Battimo 
Foto © Luca Pietro Santi

Vederla con la maglia della Igor è una bellissima emozione. Vanta una carriera costellata di successi e soddisfazioni e ha sempre interpretato il ruolo di libero con la giusta attitudine ed efficacia. Possiede un’energia e una vitalità fuori dal comune, incita sempre le sue compagne ed è pronta a spronarle infondendo sicurezza e autostima. La stagione è partita sotto i migliori auspici e le sconfitte contro Conegliano e Scandicci non devono trarre in inganno. Sarà una stagione da vivere intensamente, il margine di errore sarà minimo. Ha accettato con responsabilità il ruolo di vice-capitana e di secondo libero. Quest’anno la Igor ha una risorsa in più, si chiama… Giulia Leonardi.

Contro Scandicci è arrivata la seconda sconfitta in campionato, decisivo il tie-break in favore della squadra toscana. C’è rammarico nell’avere portato a casa un solo punto, soprattutto dopo avere conquistato i primi due set. Mister Bernardi ha individuato nel calo mentale il motivo principale del mancato successo. Come possiamo spiegare questo "blackout", comparso nella parte finale del terzo set in poi? “C’è tanta amarezza all’interno del gruppo, non riusciamo a darci una spiegazione su cosa sia successo nella seconda parte di partita. Il giusto merito va dato anche alle avversarie, con un assetto diverso sono riuscite a spingere di più e a crearci diversi grattacapi. Gli attacchi della Franklin ci hanno dato molto fastidio ed è stato sempre più difficile contrastare Antropova, migliorata con il passare dei set. Sono d’accordo con mister Bernardi per quanto riguarda il calo mentale, quando perdi il terzo parziale in quel modo viene difficile ritrovare la retta via. Voglio comunque ricordare che stiamo giocando senza l’opposto titolare, non vuole essere una scusante però non è mai facile districarsi senza un elemento di riferimento come Tatiana Tolok”.

Dobbiamo guardare avanti, c’è un trittico di partite da affrontare: Perugia, Vallefoglia e Milano nel giro di una settimana. Quali miglioramenti ci dobbiamo aspettare dalla squadra? “Il mister ci chiede di essere più ciniche, ogni buona occasione dovrà essere sfruttata per prenderci il punto. Dobbiamo ambire alla perfezione, solo così continueremo a crescere come squadra e a incrementare la nostra intesa. Un altro aspetto da ottimizzare è la corretta gestione delle diverse fasi di una partita, in certi frangenti dovremo essere più attente e sfruttare appieno i momenti a nostro favore. Saranno giorni non semplici da affrontare e preparare, sarà importante pensare una partita alla volta. Perugia è una squadra ostica, il loro palazzetto è complicato da espugnare. Siamo consapevoli delle difficoltà ma noi dobbiamo riprendere il nostro cammino, ci stiamo preparando a questa settimana con l’obiettivo di ben figurare in tutte e tre le partite che ci aspettano. Non possiamo lasciare punti per strada, il campionato italiano non perdona troppi passi falsi”.

L’incombente inizio della Champions League ci costringerà a giocare quasi ogni tre giorni. Oltre al lavoro quotidiano con la squadra, come si deve comportare un’atleta per riuscire a essere sempre lucida e concentrata? “Quando gli impegni sono così ravvicinati il riposo diventa fondamentale, è la soluzione principe per riuscire a recuperare energie fisiche e mentali in tempi brevi. Non basta però, è necessario seguire una precisa e corretta alimentazione. Una parte dello staff è focalizzata su questo, è un aspetto rilevante per non perdere vigore e concentrazione. Per quanto riguarda la parte sportiva, sarà importante privilegiare la qualità dell’allenamento rispetto alla quantità, in modo da svolgere un lavoro di squadra completo e senza prolungare i tempi di attività”.

I vari infortuni non stanno aiutando il lavoro quotidiano della squadra, prolungando il percorso di crescita. La panchina lunga ha il compito di sopperire a queste defezioni, giocare però ogni tre giorni richiede un apporto costante da parte di tutto il roster. Nonostante queste difficoltà, state dando il massimo con tutte le risorse che avete. Cosa ti ha colpito di questo gruppo? “Di questo gruppo mi ha colpito la voglia di non mollare mai, anche durante gli allenamenti. Quando ci “sfidiamo”, alla fine di ogni sessione, noto sempre il desiderio di emergere e di vincere. Le nostre sfide sono sempre impegnative, molti scambi sono lunghi e faticosi. Non è scontata come situazione, ho giocato in tante squadre e ti posso dire che non sempre è così. Sono sorpresa in positivo da tutto questo, è un gruppo composto da ragazze responsabili. Di questo roster mi piace anche l’impegno profuso durante l’analisi di una partita: studiamo le avversarie con cura e condividiamo utili dettagli. Vogliamo assimilare i nostri compiti, il tempo dedicato al ripasso finale è un bel momento di unione e collaborazione. Faccio parte di un roster di professioniste, atlete piene di entusiasmo e con una voglia matta di imparare e aggiornarsi. Ammiro molto questo gruppo: si lavora con armonia e serietà, ingredienti fondamentali per dare vita ad una squadra solida e ben collaudata”.

Gli infortuni possono capitare, è una variabile che deve essere considerata nell’analizzare una stagione. In base anche alla tua esperienza, noti dei dati peggiorativi attinenti questo argomento? Pensi che certi ritmi - e i vari impegni tra Nazionale e club - possano compromettere lo stato fisico di un’atleta? “Sì, chi gioca in Nazionale è più soggetto a infortuni. Ne siamo consapevoli, per questo ognuna di noi cerca sempre di preservare il suo stato fisico attraverso una gestione oculata. Adesso, con l’inizio della Champions, cambierà anche il tipo di pallone. Sembra una sciocchezza ma è un aspetto da considerare: cambiano le caratteristiche della sfera, questo potrà incidere sul controllo, aumentando la possibilità di traumi. Non è facile riuscire a curare il proprio stato fisico e mentale, soprattutto se si arriva da un’estate con la Nazionale. Rinnovo il mio dispiacere per la Tolok, non escludo che l’infortunio alla spalla sia anche dipeso dai precedenti impegni con la Nazionale russa. La strada migliore è quella di creare un organico all’altezza, la Igor ce l’ha e faremo di tutto per cercare di ovviare a queste defezioni nel migliore dei modi”.

“Non siamo né da primo né da secondo posto. Cerchiamo di fare del nostro meglio, con tutte le problematiche che abbiamo, per arrivare terzi. Attenzione però, c’è anche Chieri”. Questa è una delle dichiarazioni rilasciate a caldo da mister Bernardi dopo il match contro Scandicci. Come possiamo interpretare le sue parole? Sincerità o un messaggio nascosto a voi giocatrici, per trasmettervi ulteriori stimoli e carica? “Questa considerazione è stata fatta anche davanti a noi giocatrici. Penso che la sua dichiarazione sia sincera, in questo momento non siamo da primo posto. Dopo un inizio complicato, Conegliano si sta ritrovando. Ha un roster collaudato e le migliori giocatrici del mondo giocano in Veneto. Il discorso del mister è realistico, il nostro obiettivo è il terzo posto. Inutile fare grandi proclami quando pensi siano irraggiungibili, se ci avesse chiesto il primo posto probabilmente ci saremmo scoraggiate perché siamo ben consapevoli che Conegliano è davanti. Ogni tanto anche loro regalano qualcosa, non basta comunque per ritenerci al loro livello. Per essere completi nell’analisi, ancora non abbiamo visto il vero livello della Igor, gli infortuni non ci stanno permettendo di lavorare con il roster al completo. Siamo a novembre ma non sono ancora certa di cosa sia capace la Igor a pieno organico, vedo però un grandissimo potenziale. Il risultato a sorpresa è sempre dietro l’angolo, dovremo essere brave nel non perdere punti con le squadre che ci stanno dietro in classifica e, allo stesso tempo, affrontare al meglio le avversarie che saranno in lotta con noi per le posizioni di vertice. Condivido le attenzioni che il mister ha rivolto a Chieri, sono molto forti e giocano una bella pallavolo. Noi siamo riuscite a batterle 3-0, è stata una vittoria importante e quei tre punti conquistati sono d’oro per le nostre ambizioni di classifica”.

Dopo stagioni da valorosa avversaria sei finalmente approdata a Novara. Un libero dalla tua esperienza (e da un’invidiabile carisma) sarà di grande aiuto sia all’interno dello spogliatoio che in campo. Il DG Enrico Marchioni, in un’intervista rilasciata al nostro sito, aveva specificato di avere messo subito in chiaro il tuo ruolo da secondo libero, ovviamente con tutte le variabili del caso che possono capitare in stagione. Cosa ti ha spinto ad accettare questa posizione? “È già da qualche anno che penso di smettere, l’intenzione c’era dopo la fine della scorsa stagione. La chiamata di Novara ha cambiato le mie prospettive, ho valutato l’offerta e ho accettato. Non mi sento più quella giocatrice capace di essere sempre ad alti livelli: ho una famiglia, un figlio da crescere e l’età non mi aiuta. Questo però non mi ha fermato: la proposta della Igor mi ha stimolato ad andare avanti, fare anche parte di una squadra di vertice è stata un’ulteriore spinta. È bellissimo potersi allenare insieme a delle compagne di assoluto valore e tornare a fare la Champions. Mi merito questa possibilità, mi sono fatta questo regalo. La stagione scorsa non è stata semplice: a Firenze ci siamo salvate solo all’ultima partita, dopo avere vissuto momenti difficili. Non volevo chiedere la carriera così, anche se l’esito finale è stato positivo. All’improvviso si è palesato l’interesse di Novara, proprio nel momento in cui ero abbastanza convinta di smettere. Ho sentito il direttore Marchioni e parlato con il mister: sono stati entrambi chiari sul mio ruolo, sia dentro che fuori dal campo. Ho apprezzato molto le loro parole, mi hanno convinta ad andare avanti e accettare questo importante incarico. In realtà non si è mai pronti a smettere, fai fatica ad abbandonare uno sport quando fa parte di te. Avvertivo questa sensazione, d’altro canto pensavo ai sacrifici che avevo fatto la scorsa stagione per farmi trovare sempre pronta come atleta e, allo stesso tempo, cercare di rimanere vicino alla mia famiglia. Novara è la giusta soluzione anche da questo punto di vista, mio marito e mio figlio vivono a Milano. Sono felicissima di essere riuscita a trovare il giusto compromesso, ho ancora voglia di pallavolo e di dire la mia. Quando entro in palestra mi diverto, provo le stesse emozioni di quando ero una giovane di belle speranze. Non è ancora arrivato il momento di dire basta, ringrazio la società per avermi dato questa bellissima e importante opportunità”.

Sei anche vice-capitana, dopo due anni da caposquadra a Firenze. Qual è l’atteggiamento giusto per presentarsi alle compagne di squadra? “Quando mister Bernardi mi ha riferito di questa scelta gli ho chiesto se era sicuro della decisione presa (ride, N.d.R.). Non me l’aspettavo, è un incarico importante e ne vado fiera. È il giusto riconoscimento alla mia carriera, sono onorata e darò il massimo anche sotto questo aspetto. Le mie compagne mi rispettano, con alcune ho già giocato in passato e sono molto felice di condividere questa mia esperienza a Novara insieme a loro. Il mio carattere non è sempre perfetto, però tutte sanno che su di me potranno sempre contare. Voglio essere da esempio, rispettare ogni regola e dare tutto nel quotidiano. Non mi sono mai tirata indietro e posta dei limiti, per me nulla è impossibile. Tramite il lavoro e l’impegno ho sempre pensato di potere raggiungere ogni traguardo, anche sotto il profilo personale. Mi porto dietro questo pensiero sin dai primi passi nella pallavolo, se vuoi eccellere in qualcosa devi credere in te stessa. Sono felice che la capitana sia Sara Bonifacio, non poteva esserci atleta migliore per guidare la Igor. Conosce ogni particolare di questa società: potrà dare una grossa mano in vari ambiti, sarà la nostra autorevole portavoce”.

Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi della Igor e ai lettori del sito? “Certo! Ringrazio tantissimo i tifosi, giocare al “Pala Igor” è bellissimo. Mi avete emozionato contro Conegliano e Scandicci, sensazioni che non provavo da tempo. Un saluto a tutti i lettori del sito, il mio augurio è quello di vedervi sempre più numerosi. Abbiamo bisogno del vostro continuo supporto, il calore che ci trasmettete ci piace e ci carica a mille. A presto!”.

Grazie a Giulia Leonardi per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa della Igor Gorgonzola Novara per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Servizio di Alberto Battimo
Foto © Luca Pietro Santi

 

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