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‘Ndua ‘Nduma: Modena (Sassuolo)

Di Manuela Riboldazzi

Contro la capolista della serie cadetta servirà il miglior Novara per cercare di invertire una rotta davvero deludente. Sono già tanti i tifosi azzurri che seguiranno la squadra fino a Modena, allo stadio “Braglia”, dove il Sassuolo disputa le partite interne. Altri decideranno di partire solo all’ultimo istante. Importante sarà sostenere la squadra con calore per superare assieme questo momento difficile.

La Storia: La società sassolese venne fondata nel 1922 ed utilizzava gli stessi colori dello stemma comunale, ovvero giallo e rosso. La squadra partecipò per molti anni ai tornei dilettantistici emiliani. Il primo risultato significativo la squadra lo ottenne nel campionato 1968-69 quando partecipò al campionato di Serie D, girone B, con squadre lombarde e altre squadre emiliane (Carpi e Mirandolese). Al termine della stagione arriva la salvezza. L'annata successiva in un girone simile, con l'inserimento dell'allora Parmense, ovvero l'attuale Parma, la Cremonese e la Gallaratese, la squadra si piazza a centro classifica con 33 punti. Dalla stagione 1970-71, sempre in Serie, D gli emiliani si presentano con i colori neroverdi e la denominazione F.C. Sassuolo. Nell'estate del 1973, sotto la guida del Presidente Cantelli, la Giofil e la F.C. Sassuolo sportiva decidono di dare vita ad un sodalizio comune: le due squadre si fondono, dando vita ad una nuova società che prende la denominazione di Sassolese, con maglia a strisce verticali rossoblù e pantaloncini bianchi, probabilmente in onore del Bologna, da cui arriva anche l'allenatore: una gloria del calcio nazionale come Ezio Pascutti, che da poco aveva smesso di giocare proprio con i felsinei. Nell'estate del 1974, la Sassolese diventa U.S. Sassuolo Calcio, sempre con maglia rossoblù e calzoncini bianchi.
La U.S. Sassuolo calcio si ripresenta al campionato di Interregionale nella stagione 1981-82, ottenendo il 6º posto finale grazie alle 13 reti del bomber Maini. L'annata seguente il bomber locale si conferma con 12 segnature: per i neroverdi è 8º posto, in un girone misto emiliano-veneto, ponendo le basi per il salto di categoria, con la società che passa nelle mani di un nuovo proprietario, il Rag. Claudio Sassi.
Negli anni ‘90 c’è il ritorno nei dilettanti ed è nel 1996 che arriva la promozione in C2, con un ripescaggio per inadempienze finanziarie di altre società.
Stagione 2000-01, per gli emiliani arriva una salvezza sofferta con un solo punto di vantaggio dai play-out, ma nella stagione 2002-03 il Sassuolo retrocede in virtù delle due sconfitte sempre per 2-1. In estate arriva però arriva il ripescaggio, sempre per inadempienze finanziarie di diverse società di Serie C.
Nel 2005-06 si punta al salto di categoria sfuggito, che viene stavolta raggiunto. Nel campionato 2006-07 la società del patron Squinzi, ancora con pochi ma mirati innesti come il portiere Agazzi ed il centrocampista italo-argentino Erpen dalla Triestina, i centrocampisti Gambadori e Giardina dal Pisa, Jiday dal Castel San Pietro, il roccioso difensore Tarozzi e la guizzante punta Selva dal Padova, sfiora lo storico traguardo della promozione in Serie B rimanendo sempre nelle primissime posizioni e spesso in vetta solitaria. Nel campionato 2007-08 la squadra di mister Massimiliano Allegri trova la storica promozione in Serie B, con una giornata d'anticipo nella partita casalinga contro il Manfredonia vinta per 1-0, con il gol di testa siglato da capitan Piccioni al 22' del primo tempo.
Al primo anno di Serie B il nuovo allenatore è Andrea Mandorlini. Fin dall'inizio la squadra stupisce e prima di Natale si trova in testa alla classifica. Nel girone di ritorno, però, il cammino non è altrettanto brillante, sprofondando in un periodo di otto partite senza vittoria. Il Sassuolo conclude il campionato al 7º posto mancando così la qualificazione ai play-off. Obiettivo che viene raggiunto nella stagione successiva, quando, dopo un inizio non brillante, la squadra chiude al quarto posto in classifica. Nelle semifinali, però, il Torino estromette i neroverdi vincendo 2-1 in trasferta dopo il pareggio dell'andata.
La stagione 2010-11 termina al 16º posto. L'anno seguente il Sassuolo termina ad un brillante 3º posto, qualificandosi per i play-off; qui viene subito eliminato dalla Sampdoria perdendo 2-1 allo stadio “Marassi” e pareggiando al “Braglia” 1-1.

I Tifosi: Il gruppo prevalente è quello degli “Ultras Sassuolo”. La rivalità più sentita è per ovvie ragioni di vicinanza contro il Modena, sebbene le partite interne dei neroverdi vengano disputate proprio nello stadio di quest'ultima.

Lo Stadio: Lo Stadio “Enzo Ricci” di Sassuolo è lo stadio dove giocava le partite casalinghe la società neroverde prima della promozione in Serie B.
Dopo la promozione in cadetteria avvenuta il 27 aprile 2008 è stato approvato un progetto per ampliare lo stadio, tuttavia attualmente la squadra gioca allo stadio “Alberto Braglia” di Modena. Inaugurato nel 1936 (originariamente dedicato a Cesare Marzari, miliziano fascista caduto nella guerra di Spagna), ha mantenuto intatta la sua struttura fino al 2003, quando sono partiti i lavori per il completo rifacimento. Oggi la capacità dell'impianto, grazie ai lavori eseguiti, è di 21.151 posti.

Come raggiungere lo stadio: Arrivando da Milano (A1 Autostrada del Sole): uscire a “Modena Nord”, alla rotatoria svoltare alla prima uscita a destra e salire sul cavalcavia di raccordo con la tangenziale. Seguire il senso di marcia fino all’uscita numero 10 e le indicazioni per lo stadio.

La Città: Sassuolo è un comune di 41.306 abitanti della provincia di Modena. Il comune, situato a 16 km a sud-ovest di Modena, è uno dei principali centri industriali dell'Emilia Romagna, capoluogo del cosiddetto comprensorio ceramico, di cui fa parte insieme ai comuni di Fiorano Modenese, Formigine e Maranello. Tale complesso ha origini antiche e ha conosciuto una fortissima espansione dal dopoguerra, estendendosi lungo la valle del Secchia e comportando anche un certo dissesto naturale della zona.
Il centro di Sassuolo conserva ancora alcuni interessanti testimonianze del suo passato di Comune e addirittura di piccola Signoria, prima sotto i Della Rosa, poi dai Pio di Carpi e dagli Estensi di Ferrara e Modena.
Merita d'essere menzionato il sontuoso Palazzo Ducale recentemente restaurato, residenza estiva dei duchi di Modena, edificato su disegno di Bartolomeo Avanzini nel 1634, sul sito del castello dei Pio. Nel grande Parco annesso alla residenza si trova la pittoresca Vasca (chiamata dai sassolesi “Il fontanazzo”), una piscina circondata da “finte rovine” che suggeriscono l'idea di un'antica città sommersa e il viale prospettico che porta al Casino del Belvedere, dove si trovano le tempere raffiguranti dodici Ville di delizia degli Estensi.
La chiesa di San Giorgio, in piazza Martiri Partigiani, è la principale della città già dal Medioevo. San Giorgio è stato ufficialmente nominato patrono di Sassuolo dalla fine del XIV secolo. Nel XVII e nel XVIII secolo si è sviluppata, nella maniera che la conosciamo oggi, Piazza Garibaldi, detta dai sassolesi Piazza Piccola. Simboli della piazza sono la Torre Civica, conosciuta come il Campanone e il portico costruito dall'architetto Pietro Bezzi. A fianco del Campanone si trova una lapide in ricordo del passaggio a Sassuolo, poco prima della Spedizione dei Mille, di Giuseppe Garibaldi, eroe che dà appunto il nome alla piazza. Sotto al Campanone si trova una scultura in bronzo di Giuseppe Graziosi.
Sassuolo è rimasta poi una comunità rurale fino alla grande svolta del XX secolo: a partire dagli anni cinquanta il comune ha praticamente quadruplicato la propria popolazione grazie al boom dell'industria ceramica e all'immigrazione prima dall'Appennino emiliano e negli ultimi anni (dagli anni novanta) da paesi esteri, specialmente dal Nord Africa e dall'Est Europa.
Il comune di Sassuolo è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare.

La Cucina: Il sassolino è un liquore all'anice, perfetto per i dolci, gustoso col caffè. La “sassolina”, invece, secondo alcuni per distinguerlo dal liquore, designa anche un insaccato simile, per composizione e modo di cucinarlo, allo zampone modenese; la ricetta è esclusiva e tenuta segreta dai gestori della famosa salumeria “Fochetti”, in Sassuolo. Il salume Sassolino (stesso impasto dello zampone con involucro diverso, formato da un tubo di cotenna cucita, (possibilmente di gola di maiale ed in alternativa di pancetta o di lardo) è nato in quel di Sassuolo agli inizi del '900 nel premiato salumificio Agnani che si trovava in centro a Sassuolo nell'attuale piazza Martiri Partigiani. L'idea di avvolgere l'impasto dello zampone nel foglio di cotenna fu di un maestro salumiere - Alberto R. - che svolgeva il proprio lavoro presso il salumificio Agnani e che utilizzava questo sistema per campionare l'impasto degli zamponi. La facilità di cottura di questo nuovo prodotto, a differenza dello zampone più delicato durante la cottura, portò l'azienda Agnani ad immettere sul mercato questo nuovo prodotto subito molto apprezzato dai consumatori. Alla chiusura negli anni ‘20 del salumificio Agnani, a causa della morte dei titolari, alcuni operai salumieri aprirono delle piccole attività artigianali dove continuarono a produrre il Sassolino, ognuno con la propria ricetta. Il segreto dell'impasto originale del salumificio Agnani fu utilizzato per anni nel laboratorio di Alberto R. e dei suoi eredi che, tuttora, nonostante la chiusura del laboratorio-salumeria, ne conservano gli ingredienti. Alla Salumeria Fochetti di Giuseppe Bondi va il merito di essere l'ultimo salumiere Sassolese a tramandare la tradizione del salume Sassolino. Il nome sassolino venne deciso in un'osteria dove Alberto R. si trovava con il produttore del liquore Sassolino Galdino Caselli, che sentita la bontà del prodotto gli consigliò di denominarlo come il famoso liquore.
Tipici della zona sono anche lo gnocco fritto, le crescentine (o tigelle) e la “stria” (una tipica focaccia). Tra i dolci il bensone (al busilaun).

Manuela Riboldazzi

 

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