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Trento - Novara FC 1-3


Di Giovanni Chiorazzi

Per meglio comprendere l’impresa ottenuta dal Novara in casa del Trento ci si è volutamente presi qualche ora di valutazione, al fine di rimanere il più equilibrati possibili. Partiamo da un dato… la squadra gialloblu era reduce, prima di questa sfida, da ben 16 risultati utili consecutivi. Riuscendo nell’impresa di ottenere punti contro gli azzurri, il Trento avrebbe raggiunto il record societario di 17 partite con punti all’attivo. Non propriamente un dato secondario, se si analizza al meglio tale circostanza. Beh… il Novara è riuscito a rovinare la festa al Trento, che oltre a non aver potuto festeggiare sotto questo aspetto, ha incassato una sconfitta per molti tratti inaspettata alla vigilia… E anche osservando i minuti iniziali della partita, era difficile ipotizzare un punteggio similare a quello definitivo. La partenza “a razzo” dei padroni di casa, la scelta di affidarsi ad un gioco di rimessa da parte degli azzurri, il “gollonzo” subito dopo appena venti minuti di gioco a seguito di un doppio clamoroso rimpallo… tutte situazioni che, per un attimo, hanno fatto presagire al peggio per i colori azzurri e che sommate agli infortuni (e ai tanti giocatori impiegati, ma in non perfette condizioni) avrebbero potuto condizionare la prestazione di qualsiasi squadra di Serie C, forse finanche il Padova. Invece il gruppo di mister Gattuso ha saputo reagire alle difficoltà. Riuscendo a soffrire davanti alle incursioni avversarie e con un tridente di tutto rispetto in attacco, nel quale figurava anche l’ex azzurro Peralta, il Novara ha pian piano preso le misure agli avversari e saputo sfruttare nel migliore dei modi la trasformazione di un primo rigore che, nonostante tutte le proteste trentine, è apparso più che evidente. Così il Novara ha scoperto di avere in casa uno “specialista” nella battuta dagli undici metri, il capitano Ranieri che non si è tirato indietro e ha spiazzato una prima volta il portiere del Trento. Ma il grande merito degli azzurri, che hanno ugualmente mantenuto lo stesso schema di gioco anche nella ripresa, è stato quello di colpire alla prima occasione utile della seconda parte di gara, in un’azione innescata (guarda caso) sempre da Ranieri, bravissimo a servire Morosini e che con altrettanta freddezza, una volta entrato in area, ha trafitto nuovamente il portiere gialloblu per un gol (il suo sesto stagionale) valso un ribaltone e anche una pesante “manata” sul piano psicologico per i padroni di casa. È stato in quel momento che i tifosi del Novara hanno cominciato a capire che nulla poteva dirsi precluso, perché in campo era netto il divario sul piano della serenità: il Trento costruiva molto ma, in concreto, risultava confusionario nelle manovre e poco tranquillo. Dall’altra parte il Novara trasudava in ogni reparto sicurezza, in particolar modo per il reparto difensivo, che nonostante le tante sollecitazioni ha saputo mantenere sempre alta la guardia. Il terzo sigillo, giunto grazie alla trasformazione di un altro penalty (sempre di Ranieri) ha donato ancora più tranquillità al Novara, che nel finale ha anche sfiorato in un paio di circostanze il “poker”, per un risultato che avrebbe reso ancora più straordinaria la prestazione del “Briamasco”.


Grande solidità difensiva del Novara contro il Trento

Il successo ottenuto conferma la determinazione e la voglia di un gruppo che, di partita in partita, sta crescendo al di là di tutte le difficoltà legate a infortuni o aspetti similari. Paradossalmente, proprio a centrocampo (dove si registravano le assenze di Calcagni e Di Munno), mister Gattuso ha potuto contare sulla prestazione ottimale di tutti i suoi ragazzi, bravi a creare una sorta di “cuscinetto” che arginasse i pericoli sul nascere ma che, al tempo stesso, innescasse rapidi contropiedi che questa volta sono stati sapientemente sfruttati. Se a questo si somma l’ottima prova in fase difensiva, il quadro su quanto sia riuscito a collezionare il Novara è ben presto chiaro, tanto che dopo questo successo la compagine azzurra ha un po’ gettato via la maschera di comparsa e indossato, invece, quella da protagonista, in un campionato che potrà ancora dire molto sul piano delle soddisfazioni. Del resto, nel calcio i numeri vogliono sempre dire molto se analizzati nel modo corretto e solo una squadra con dei valori è in grado di ribaltare un passivo iniziale, in trasferta, sino a raggiungere l’intera posta in palio e farlo in modo convincente, senza andare più di tanto in affanno, come testimonia il fatto che a fine gara nessun azzurro sia stato ammonito dall’arbitro. Insomma… bravo il Novara a centrare un risultato che potrebbe davvero rappresentare la svolta in questa stagione, ma altrettanto bravo mister Gattuso che continua il suo percorso senza lasciarsi condizionare da nessuna “critica” o “suggerimento”, a cominciare dal fatto che il tecnico abbia preferito lasciare in campo per tutti i novanta minuti la stessa formazione, nonostante i problemi di condizione da lui stessi menzionati nel pre e post-gara. Problemi che in qualche frangente si sono anche intravisti, ma che non hanno limitato la determinazione di un gruppo dedito alla sofferenza e al bene comune di tutta la squadra, con grande spirito di sacrificio: un esempio fra tutti la prestazione di Donadio, ancora una volta provvidenziale nel procurarsi il rigore decisivo nel corso della sfida.
Logicamente è bene restare con i piedi ben saldati al terreno, ma dopo un risultato del genere è lecito festeggiare e farlo con una certezza: se chi tirerà le fila del mercato per i colori azzurri sarà in grado di non snaturare l’identità di squadra che si è venuta a creare, puntando solo sul rafforzamento dell’organico nei tasselli giusti, allora si potrebbe assistere ad un girone di ritorno decisamente interessante. Considerando, inoltre, che (forse) chi ha costruito questa squadra nella scorsa estate ci aveva visto lungo… ecco, la stessa lungimiranza dovrà essere bissata anche nel prossimo mercato di riparazione.

Giovanni Chiorazzi


Capitan Ranieri: con i due rigori trasformati contro il Trento
sale a 4 gol segnati in campionato

TRENTO (4-3-3): Barlocco; Vitturini (dal 37'st Kassama), Cappelletti, Barison, Bernardi (dal 37'st Sangalli); Di Cosmo (dal 25'st Ghillani), Aucelli, Giannotti (dal 32'st Petrovic); Peralta, Di Carmine, Anastasia.
A disposizione: Santer; Tommasi; Trainotti, Vallarelli, Uez, Fini.
Allenatore: Luca Tabbiani.

NOVARA FC (3-5-2): Minelli; Bertoncini, Lancini, Lorenzini; Ghiringhelli, Donadio, Ranieri, Basso, Agyemang; Morosini (dal 45'st Migliardi), Ongaro.
A disposizione: Desjardins; Negri; Cannavaro, Khailoti, Koblar, Riccardi, Cancola, Ganz, Gerardini, Manseri.
Allenatore: Giacomo Gattuso.

Arbitro: Sig. Felipe Salvatore Viapiana della sezione di Catanzaro.
Assistenti: Sigg. Francesco Macchi (sezione di Gallarate) e Mattia Bettani (sezione di Treviglio).
Quarto ufficiale: Sig. Maicol Guiotto (sezione di Schio).

Marcatori: 20'pt Di Carmine (T), 30'pt Ranieri (N) su rigore; 21'st Morosini (N), 29'st Ranieri (N) su rigore.

Ammonizioni: Cappelletti e Di Carmine per il Trento; nessuno per il Novara FC.

Espulsioni: nessuna.

Calci d’angolo: 9 per il Trento; 3 per il Novara FC.

Recupero: 1'pt; 3'st.

Spettatori: 1.250 circa, con una piccola rappresentanza di tifosi azzurri al seguito. Incasso non comunicato.

Note: serata fredda, cielo sereno, terreno in erba naturale in buone condizioni, temperature nella media stagionale. Novara FC in campo con la seconda divisa da gioco, con maglia, pantaloncini e calzettoni di colore bianco con inserti azzurri.

Cronaca: Il Novara è chiamato all’insidiosa trasferta in casa del Trento, squadra che in questa stagione ha collezionato ben 16 risultati utili consecutivi e punta, proprio nella sfida contro gli azzurri, a raggiungere il record assoluto in questo senso, al fine di superare quello stabilito nella lontana stagione 1970-71. Dall’altra parte, però, anche la squadra di mister Gattuso vuole proseguire il proprio cammino nonostante l’emergenza a centrocampo e qualche giocatore non al massimo della condizione, come Agyemang, Ghiringhelli e Ongaro. Sulla panchina gialloblu siede quest’anno Luca Tabbiani, la scorsa stagione tecnico del Fiorenzuola, che contro il Novara dovette incassare un’amara retrocessione ai play-out. Per questa sfida Tabbiani si affida ad un 4-3-3 con il pericoloso tridente offensivo composto da Peralta (ex azzurro), Di Carmine e Anastasia. Gattuso risponde invece con il consueto 3-5-2, composto da Bertoncini, Lancini e Lorenzini davanti a Minelli, Ghiringhelli e Agyemang sugli esterni, Donadio Ranieri e Basso al centro e, in attacco, la coppia composta da Morosini-Ongaro.

I padroni di casa partono forte effettuando subito un pressing aggressivo. Tuttavia, la prima occasione degna di nota è a favore degli azzurri al 7', quando Donadio serve Basso in area e il centrocampista prova la girata al volo da posizione favorevole, senza che però la sfera inquadri lo specchio della porta. Il Trento non rimane a guardare e due minuti più tardi è bravissimo Lancini a salvare di testa sulla propria linea di porta e sugli sviluppi di un tiro molto pericoloso. Al 10' Donadio prova la conclusione dalla distanza, ma anche in questo caso la mira non è perfetta. 15' Minelli si mette in luce respingendo un tiro di Di Carmine, la palla giunge sui piedi di Barison, ma la difesa azzurra fa buona guardia e ribatte la successiva conclusione in porta trentina. L’equilibrio viene rotto dalla rete dei gialloblu che giunge al 20': a firmare il vantaggio del Trento è Di Carmine che approfitta, con un veloce guizzo, di un fortunoso rimpallo in area azzurra, dopo che una conclusione di Bernardi viene respinta con il viso una prima volta da Ghiringhelli e, una seconda, da Bertoncini. Di Carmine segna così il suo decimo gol stagionale. Il Novara però non si scoraggia e alla mezz’ora arriva al pareggio: l’arbitro assegna un rigore agli azzurri al termine di un’azione dove la squadra di casa si è resa autrice di ben due falli, un atterramento in area e un tocco di mano a terra di un difensore trentino. Ad incaricarsi della battuta Ranieri, che non fallisce e trasforma dal dischetto per il momentaneo 1-1. Prima dell’intervallo, Trento ancora pericoloso con Anastasia che serve Bernardi, quest’ultimo va alla conclusione ma Minelli compie un autentico miracolo respingendo di piede.

La ripresa si apre senza cambi, con il Novara chiuso in difesa e pronto ad agire di rimessa. Al 5' Basso mette in luce le sue qualità provandoci con un tiro dalla distanza, ma il portiere Barlocco riesce a deviare in angolo. All’11' l’ex azzurro Peralta impegna Minelli che riesce ad opporsi alla sua conclusione. Ma al 21' il Novara trova la rete che ribalta il risultato: un perfetto passaggio filtrante di Ranieri serve Morosini che può in questo modo inserirsi in area, l’attaccante azzurro è bravo a mantenere la calma e trafiggere il portiere avversario con un diagonale indirizzato sul secondo palo. Al 27' Capelletti atterra Donadio in area e per l’arbitro, appostato lì vicino, è nuovamente calcio di rigore per il Novara: è ancora Ranieri a incaricarsi della battuta e, anche se questa volta Barlocco intuisce la direzione del tiro, la sfera si insacca in rete per il terzo gol di serata del Novara. Peralta potrebbe riaprire la sfida a pochi minuti dal termine, ma la sua conclusione si rivela imperfetta. Ben altra storia poco dopo sul tiro di Kassama, dove è Minelli a rendersi provvidenziale con la sua deviazione in angolo. Allo scadere esatto l’arbitro annulla un gol al Trento per un evidente tocco di mano di Di Carmine, prima che la sfera varchi la linea di porta. Nei minuti di recupero il Novara potrebbe addirittura calare il “poker”, dopo un ottimo assist di Ongaro per Agyemang che in contropiede appoggia in area per Basso, il centrocampista però si fa ipnotizzare da Barlocco in uscita. La sfida termina qui. La formazione di Gattuso centra una vittoria importantissima perché conferma il Novara come un gruppo di valore e, soprattutto, rilancia nelle posizioni di vertice la compagine azzurra.

redazione vanovarava.it

 

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