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Il simbolo di Novara!

L’intervista a Francesca Gallina


Di Alberto Battimo

Dopo quindici anni di onorata carriera ha deciso di lasciare lo snowboard per dedicarsi ad altri interessi. Il suo messaggio è stato toccante e significativo, parole di amore vero e sincero verso lo sport che tanto le ha dato, sia dal punto di vista professionale che umano. In questa intervista ha voluto spiegarci i motivi di questa scelta e quali sono le sue prospettive future, mentre sta poggiando le basi per poter poi scalare nuove cime anche in altre vesti. Ragazza con la testa sulle spalle e con una chiara visione della vita, apprezzando e valorizzando i principi base che la caratterizzano. Lucida anche nel saper trattare argomenti sensibili e che, purtroppo, imperversano nella quotidianità come il bullismo. Insieme si può combattere ogni situazione complicata. Vi invitiamo a leggere il suo punto di vista e a farne tesoro. Lei è… Francesca Gallina.

Notizia di qualche settimana fa il tuo addio ufficiale allo snowboard, dopo quindici anni si conclude la tua vita da atleta. Per chi ti segue sui social questa decisione è stata inaspettata, non si intravedevano segnali del genere. Quali sono i motivi che ti hanno spinto a non lasciare nessuna traccia, per poi comunicare a tutti i tuoi seguaci questa decisione? “La tua osservazione è corretta, sui social ho cercato apposta di non lasciare nessun indizio prima dell’annuncio ufficiale. Ho preferito agire in questo modo perché i fattori da considerare erano tanti, visto anche il mio legame diretto con il centro sportivo. Dietro a questa decisione ci sono tanti aspetti che sono stati valutati minuziosamente, ho ponderato ogni situazione prima di decidere di abbandonare lo snowboard. Questa fase non l’ho condivisa perché volevo tenerla riservata il più possibile, mi riferisco a chi mi segue sui social. Non è stato un “fulmine a ciel sereno" per chi mi sta vicino quotidianamente: la famiglia, i compagni di squadra e i miei amici erano già a conoscenza di questa mia scelta e del percorso che mi ha portato fino a qui. Quando poi mi sono convinta mi sembrava doveroso aggiornare tutti: chiedo scusa se qualcuno è rimasto spiazzato, spero che questa spiegazione abbia fatto chiarezza sul mio comportamento via social relativo a questo tema. Adesso vi posso anche raccontare un particolare: sul mio profilo personale troverete una serie di foto e video di me con il costume da gallina datate 8 aprile, quel giorno c’è stata la mia festa di “pensionamento”. Non ho voluto specificare il vero motivo di quella giornata, non mi sentivo pronta e volevo aspettare il momento giusto per poter diffondere tutti i miei pensieri e le sensazioni che questi quindici anni di snowboard mi hanno regalato. Ho preferito rimandare e avere una situazione più chiara e nitida dentro di me, quando ho dissolto ogni dubbio ho reso pubblico il mio addio alla vita da atleta”.

Quando hai cominciato a pensare di lasciare questo sport? “Ho identificato questo anno come quello spartiacque per valutare il mio futuro, solo in caso di un salto di qualità importante sarei andata avanti. Questo non è successo e ho cominciato a pensare che era arrivato il momento di smettere. Tutto è partito così, proprio in quei frangenti cominciava a balenarmi in testa il pensiero di abbandonare. Nel mentre in me è aumentata la voglia di cimentarmi in altri settori, mi sono resa conto che non ero più focalizzata al massimo su quello che stavo facendo, non creando i giusti presupposti per poter arrivare a dei risultati nel modo corretto. Non potevo andare avanti così, era anche irrispettoso nei confronti di tutto lo staff che mi ha sempre seguita passo dopo passo e ha fatto di tutto per farmi andare più forte in ogni circostanza”.

I successi sportivi sono sotto gli occhi di tutti, l’aver partecipato alle Olimpiadi è sicuramente una delle più grandi soddisfazioni. In passato abbiamo avuto modo di condividere insieme queste sensazioni, però esiste anche il rovescio della medaglia. Dietro a queste affermazioni si nascondono momenti difficili, affrontati con carattere e determinazione. Riuscire a superarli al meglio ti ha permesso di crescere sia come atleta, ma anche come persona. Qual è stato il punto più buio della carriera e quanto è stato importante per arrivare a dei successi sportivi di livello e a migliorare la tua personalità? “Il momento più difficile è stato a Pyeongchang, durante le olimpiadi invernali in Corea del Sud, nel 2018. Per una serie di motivi non sono riuscita a partire, essere lì e non gareggiare è stato avvilente. Ho voluto vederlo come un nuovo punto di inizio della mia carriera, riuscendo a togliermi delle belle soddisfazioni nelle gare successive. Sono arrivata due volte quarta ai Mondiali e tanti altri risultati soddisfacenti si sono succeduti in sequenza. Sono stata brava a trasformare la delusione olimpica in carica ed energia per il mio prosieguo di carriera, ringrazierò sempre il centro sportivo, l’intero staff mi ha supportato tantissimo in quel periodo per me complicato. La vicinanza che tutti i tecnici e la federazione mi hanno dimostrato è stata emblematica, senza il loro sostegno non sarei mai riuscita a raggiungere importanti obiettivi durante la suddetta stagione. Quello è stato il mio punto di svolta e che identifico come un passaggio fondamentale della mia carriera, questo atto di resilienza mi ha fatto crescere e capire che ci si può sempre rialzare anche dopo una caduta rovinosa”.

Oltre ad essere un’atleta di primo piano sei sempre stata molto apprezzata dai tuoi compagni per la tua allegria e leggerezza che hai sempre messo a disposizione per il bene di tutti. Sono tante le documentazioni che mettono in evidenza questo tuo approccio solare, sempre presente nel quotidiano: una cura naturale sia per te che per tutti i tuoi colleghi. Come hanno reagito i tuoi compagni dopo avere manifestato la tua decisione di lasciare lo snowboard e cosa speri di avere trasmesso in loro grazie al tuo carattere? “Questi tanti anni insieme hanno permesso di cementare il gruppo e di renderlo unito e solido in ogni circostanza. Tra le mie compagne c’era una in particolare, Sofia Belingheri, che era più triste di me. Io e Sofia abbiamo iniziato il percorso insieme, abbiamo un anno di differenza ma la nostra carriera è sempre andata avanti di pari passo. La nostra amicizia dura da più di dieci anni, siamo stati tanto tempo insieme ad allenarci e si è creato un legame speciale. Quando le ho raccontato le mie sensazioni, relative al mio addio, mi è subito stata vicino e ha appoggiato questo mio pensiero: aveva capito che se queste erano le mie intenzioni e percezioni non c’era altra strada che quella di mollare tutto. Mi auguro di aver lasciato un bel ricordo ai compagni e allo staff, tante sfide abbiamo vissuto insieme e condiviso tanti momenti indimenticabili. Da parte loro ho ricevuto un sacco di insegnamenti in tutti questi anni, servirebbero pagine di intervista se volessi raccontare ogni particolare di questo cammino stupendo. Mi limito a dire che siamo sempre stati un gruppo affiatato, quando c’è una certa affinità puoi solo trarre vantaggio da ogni situazione e crescere come persona e atleta. Quante volte ci siamo confrontati, non solo sullo sport, questo fa capire quanta maturità e voglia di conoscenza c’era in noi: ogni momento era quello giusto per imparare dagli altri e affrontare insieme anche momenti complicati. Se devo essere sincera sono più io che ho imparato da loro che i miei compagni da me, questo legame speciale non avrà mai fine”.

Ora c’è da pensare al futuro. Nel tuo messaggio di commiato hai aggiunto che sta per iniziare una nuova fase della tua vita, senza entrare troppo nei dettagli, anche per dare il giusto risalto alla tua carriera. Ci puoi aggiornare sul tuo percorso e sulle novità in arrivo? “Ho tante idee in testa, devo organizzarmi bene e mettere in pratica tutti i miei progetti. A novembre dell’anno scorso mi sono laureata in economia, sicuramente continuerò a studiare perché è un settore interessante e allarga gli orizzonti. Continuerò a rimanere all’interno del centro sportivo, questa volta occupando il ruolo di allenatrice. Aiuterò le giovani leve ad affrontare questo sport con le giuste credenziali, il mio obiettivo sarà quello di migliorare continuamente i ragazzi e a trasmettere loro la giusta autostima per poter andare avanti con convinzione e fiducia. Inizierò a lavorare negli uffici della caserma ma poi entrerò nel vivo di questo corso per allenatori: se in futuro ci sarà la possibilità di lavorare sul territorio o all’interno di una squadra per far nascere gli atleti del domani vorrò essere in prima linea per collaborare attivamente a tutto questo. Questo corso diventerà fondamentale per dar vita ai miei sogni e contribuire alla crescita del centro sportivo, il mio punto di riferimento. Sarebbe un’opportunità importante anche per me, mettermi in gioco in questo nuovo ruolo mi affascina: spero che questo possa accadere, ancora nulla è stato deciso ma mi auguro che questo mio desiderio possa diventare realtà. Sono già maestra ma ancora non ho allenato e fatto lezioni, devo prima capire come si programma un allenamento e ricavare il mio profilo da questo punto di vista. Niente ancora di definito ma già quando hai nella mente queste intenzioni, così chiare e decise, non puoi far altro che andare avanti con l’obiettivo finale già ben saldo in testa. Questo spiega perché, nel mio messaggio di saluto, ho lasciato una porta aperta ad un ritorno: non era riferito ad un eventuale rientro alle gare ma perché mi piacerebbe essere parte integrante di un progetto volto a far crescere i ragazzi del futuro. Sarà una responsabilità non da poco ma sono pronta ad affrontarla, penso di avere la giusta attitudine per questo ruolo e il corso non potrà far altro che riempirmi di tante altre nozioni e affinare tutte le mie idee e convinzioni”.

Insieme ad altre atlete di notevole spessore, come Martina Bernile e Cristina Chirichella, hai partecipato all’incontro “Terzo Tempo, Bullismo nello Sport” davanti ai ragazzi dell’Università del Piemonte Orientale. Un tema importante, sia nella vita che nello sport, affrontato il mese scorso con l’obiettivo di evitare questi incresciosi comportamenti. Il continuo educare di giovani e adulti, ad una condotta sana incentrata sul rispetto e sull’aiuto reciproco, è essenziale per sconfiggere questa piaga. Come ciascuno di noi può combattere questo tema? “Questa è una domanda complicata, l’argomento è delicato e difficile. I primi a dover riflettere su questa piaga sono gli adulti e mi ci metto dentro anche io. Dobbiamo lavorare insieme ai ragazzi, bisogna includerli perché solo in questo modo li si rende partecipi e soprattutto riescono a capire il limite da raggiungere. Secondo me non bisogna solo dire cosa è giusto e cos’è sbagliato, bisognerà argomentare ogni decisione per far comprendere ai più giovani i motivi di quella determinata condizione e arrivarci con il ragionamento, non solo perché sanno che quella cosa è ritenuta corretta o meno da altri. Sono delle spugne, imparano quello che vedono e che pensano di conoscere, siamo dei punti di riferimento e questo non ci permette di sbagliare davanti a loro. Tutto deve partire da noi adulti, ma il vero obiettivo sarà sempre quello di dotare la giovane comunità di un pensiero critico, di valutare ogni comportamento e di prendere sempre la decisione corretta per il rispetto di tutti. Quando saranno gli stessi giovani a “farsi lezione” tra di loro potremmo dire di avere raggiunto appieno il nostro scopo”.

L’uso improprio dei social ha allargato questa problematica, visto che ormai fanno parte del nostro mondo dobbiamo essere noi a trovare le giuste difese: qual è la corretta gestione di una pagina social per riuscire a non diventare succubi di tutto questo e, allo stesso tempo, farla diventare una risorsa? “I social sono un mezzo molto potente, veicolano messaggi velocemente e in maniera capillare ad una marea di persone. Condivido pienamente il tuo pensiero: ormai fanno parte della nostra vita, di questo ne dobbiamo prendere atto, quello che possiamo fare è potenziare la loro presenza e non renderla un problema. Questa domanda mi permette di aggiungere un’altra cosa: bisogna avere ben chiaro che quello che vediamo sullo schermo non sempre rappresenta la realtà, non è tutto così vero. Quando arriveremo a pensarla tutti in questo modo vuol dire che saremo a buon punto. Nello specifico vedo tanti piccoli atleti che si soffermano su dei video concentrandosi molto su quello che fanno gli altri, senza analizzare certi aspetti che ti permettono di capire la differenza tra realtà e finzione. C’è anche da dire che non è detto che quello che vediamo in quei piccoli secondi rappresenti il vero lavoro che viene seguito quotidianamente, mi è capitato di sentire dire di cambiare un esercizio perché sui social è stato visto compiere diversamente. Prendere per reale e corretta ogni cosa che si vede a priori è sbagliato, per questo ritengo che tutti noi dobbiamo possedere un pensiero critico e non farci sottomettere da ogni cosa che vediamo senza prima valutare i pro e i contro. Siamo noi che controlliamo i social, siamo noi a decidere cosa vogliamo postare e condividere, invito tutti a ragionare su quello che si vuole veramente mostrare e, mi raccomando, accertatevi sempre delle fonti e valutate ogni foto e video che vedete prima di commentare e di ritenerlo autentico. Questo è il passaggio fondamentale, non siamo robot e abbiamo il cervello per ragionare, usiamolo!”.

Vuoi lasciare un saluto a tutti i tuoi sostenitori e ai lettori del sito? “Grazie a tutti i lettori del sito, sono contenta di poter condividere con voi questo mio nuovo percorso. Ho ricevuto tanti feedback positivi, c’è tanta fiducia intorno a me e questo mi trasmette una grande carica ed energia nell’andare avanti, mi state facendo capire che la strada intrapresa è quella giusta e andrò avanti con sempre più convinzione. Grazie a voi della redazione per questo spazio dedicatomi: è sempre bello diffondere lo snowboard, merita di avere più spazio e spero che questa intervista possa creare curiosità nel provare questa meravigliosa disciplina. Vi terrò aggiornati su tutto, ci vediamo presto!”.

Grazie a Francesca Gallina per la disponibilità nel concederci questa intervista. Da parte di tutta la redazione del sito e di tutti gli sportivi, un grandissimo “in bocca al lupo” per nuove soddisfazioni.

Servizio di Alberto Battimo

 


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