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Il simbolo di Novara!

Conferenza di presentazione della nuova proprietà del Novara FC


Di Giovanni Chiorazzi
Foto © Guido Leonardi

Tempo di presentazioni in casa Novara, con la nuova proprietà subentrata a Ferranti che si è mostrata alla piazza, in una conferenza stampa molto gremita e nel contempo molto attesa, sia per capire quali siano le ambizioni dei nuovi soci, sia per delineare il futuro della squadra nell’immediato. A parlare per primo è stato Pietro Lo Monaco (che assume la carica di direttore generale), autentico “deus ex machina” di questa nuova avventura: “Fare troppi voli pindarici sarebbe fuori luogo, dobbiamo prima pensare di salvare la squadra che non rappresenta un’impresa facile, perché quando si è ultimi in classifica un motivo c’è ed evidentemente ci sono delle problematiche che vanno risolte nel più breve tempo possibile. Dopo si andrà a progettare quello che è nella testa di tutti noi, ovvero un Novara solido, affidabile dal punto di vista societario e che possa ambire a discorsi più ambiziosi di quelli attuali”.

Lo Monaco ha poi ceduto la parola al neo-presidente del Novara FC, Marco La Rosa: “Oltre a un ringraziamento a Ferranti, vorrei ringraziare anche Antonio Stinà, direttore commerciale, che mi ha coinvolto in questa bellissima esperienza e Pietro Lo Monaco e la famiglia Boveri per avermi voluto come presidente di questa società gloriosa. Ne sono orgoglioso perché consapevole di avere una grande responsabilità nel rappresentare una piazza con grandi tradizioni calcistiche come quella di Novara”.


Da sinistra Stinà, La Rosa, Fortina e Accornero

Per finire, in rappresentanza del terzo socio, ovvero la famiglia Boveri, ha preso la parola Fabio Boveri: “E’ un onore per me essere qua e a nome della mia famiglia ringrazio tutte le persone presenti e il direttore che ci ha voluto con lui a Novara in questa nuova avventura. Per noi è un orgoglio e speriamo di fare qualcosa di bello per Novara e per questa società storica”.

La conferenza è entrata nel vivo con le domande più significative. La prima, doverosa, su cosa ha spinto degli imprenditori a puntare su Novara per un eventuale ritorno in termini economici. A rispondere Pietro Lo Monaco: “Ho ricevuto una chiamata da parte del dott. Stinà che mi ha parlato del Novara in vendita a un euro, ma la società acquirente avrebbe dovuto farsi carico di tutta la posizione debitoria e della gestione attuale e futura. La nostra idea iniziale era quella di avere una società con quattro soci che avessero il 25% ognuno, dividendosi equamente il carico dell’esborso economico e stiamo perseguendo questa strada. Abbiamo individuato nel dott. La Rosa e nella famiglia Boveri gli altri soci, con gente che conosce il calcio e che ha voglia di investire, sapendo bene che l’investimento non è il punto di ritorno e ben consci che in queste categorie un ritorno lo si ottiene soltanto con una promozione. In Serie C si tratta di tirare fuori solo dei soldi, mentre in Serie A se si è bravi per davvero si possono fare anche i soldi. I soci sono perfettamente consapevoli di questa situazione, ma tutto parte dalla salvezza. Con il mercato di gennaio cercheremo di aiutare la squadra perché le lacune ci sono se siamo ultimi in classifica, sperando che il tempo non ci sia tiranno… perché dipende molto anche dal tempo che i giocatori impiegano a calarsi in una realtà non loro”.


Il nuovo presidente del Novara FC: Marco La Rosa

E parlando in ottica di mercato, Lo Monaco ha confermato: “Ad oggi abbiamo già preso un giocatore e il 28 dicembre chiuderemo per altri due. In Serie C non c’è mercato in acquisizione, c’è solo gestione, una gestione che rientri in quello che è il budget aziendale”.

Del C.D.A. faranno parte anche dei novaresi? Sempre Lo Monaco ha dichiarato: “Certo, il dott. Accornero è uno di loro. Oltre alle tre figure che vedete qui oggi resta tutto invariato, a parte chi ovviamente è uscito come il dott. Ferranti. La nostra idea è quella di coinvolgere quanto più possibile le realtà cittadine per coinvolgerle attorno alla squadra”.


Pietro Lo Monaco: 50 anni di esperienza nel mondo del calcio

Il Novara potrebbe tornare ad allenarsi a Novarello? “Aspettiamo di parlare con chi di dovere prima di parlare di certi discorsi - ha replicato Lo Monaco, che ha proseguito - anche se Novarello è di proprietà della famiglia De Salvo, penso che la struttura sia nata sotto la spinta del Novara in Serie A. Personalmente lo vedrò domani e la nostra idea è quella di poter fare in modo che Novarello torni la casa del Novara. Ma prima dobbiamo confrontarci con chi di dovere e, poi, rendere pubblico ciò che sarà”.


Stretta di mano fra i tre soci del Novara FC

Tornando a parlare di Ferranti, Lo Monaco ha precisato il suo punto di vista: “Ferranti ha pagato il suo entusiasmo, ha vinto un campionato di Serie D e ha pensato che subito sarebbe potuto essere competitivo anche in Serie C. Ma in questi casi si hanno sempre degli esborsi economici non indifferenti e se i risultati non sono in linea con quello che ci si aspetta diventa un problema. Lascia però una società senza debiti e quelli pregressi li ha pagati tutti lui”.


Fabio Boveri

Sulla figura del direttore sportivo, Lo Monaco ha glissato: “Il direttore sportivo c’è già. Quando subentra un gruppo nuovo in seno a una società è normale che ci siano dei volti e dei personaggi nuovi. Da qui alla prima partita del girone di ritorno, avremmo un organico definito in ogni sua voce”.

Quanto c’è da intervenire nella squadra attuale? “Se si vuole rafforzare una squadra ultima in classifica, bisogna renderla sulla carta competitiva per le prime posizioni, per un posto nei play-off. Aiuteremo questa squadra perché abbiamo notato che si impegna al massimo. Il Novara è fra le squadre che negli ultimi minuti ha subito maggiormente e questo ha sicuramente una spiegazione”.


Antonio Stinà: è lui che ha condotto la trattativa con
Ferranti per la cessione del Novara FC

La nuova proprietà ha quindi parlato di Giacomo Gattuso, sempre con lo Monaco cime interlocutore: “Non conoscevo personalmente l’allenatore e devo dire che è stata una piacevolissima sorpresa. Ha dei valori molto importanti e ripartiremo sicuramente da Gattuso cercando di progettare qualcosa di buono con lui”.

Fabio Boveri è intervenuto su cosa ha spinto la sua famiglia ad accettare la proposta ricevuta: “Accettare il progetto di Lo Monaco è stato semplice e facile perché conoscendo la persona di calcio che è non si può che stare tranquilli e manterremo anche la proprietà della Cairese, che vogliamo portare in Serie D”.

Marco La Rosa, invece, è stato interpellato sulla sua esperienza passata come presidente di squadre di calcio siciliane: “Sino a maggio ero il presidente del Trapani. Quando l’ho rilevata, la squadra era finita dodicesima e poi l’anno successivo siamo arrivati, con tante difficoltà, alla finale play-off, peraltro vinta. Poi sono giunto alla decisione di cedere la squadra, ricevendo in seguito tante richieste di un ritorno a fare calcio, sino a quando non mi ha contattato Antonio Stinà che mi ha convinto ad approfondire questo progetto. Ho avuto la sensazione immediata di poter fare la scelta giusta. Questa è una piazza storica con la quale decido di impegnarmi assieme ai miei soci per un progetto importante. Il nostro obiettivo principale è quello della salvezza, ricreando entusiasmo. Abbiamo poi la fortuna, in questi sei mesi, di lavorare per farci apprezzare, dimostrando capacità, umiltà e serietà per gettare le basi di un progetto serio. Auspico che si possa creare un gruppo unito, che comprenda tutte le parti in causa. Non vorrei che oggi si scadesse nella retorica, noi dobbiamo dimostrare con i fatti quello che vogliamo fare”.

Per Lo Monaco cosa cambia nell’avere a che fare con altri due soci, potenzialmente in futuro quattro? “Nelle mie esperienze io ho sempre avuto un referente, a Udine la famiglia Pozzo, a Brescia Corioni, a Genova Preziosi, a Palermo Zamparini e a Catania Pulvirenti. Ho sempre lavorato con la piena autonomia nella gestione della squadra, laddove non ho potuto farlo ho salutato e sono andato via. Io non ho mai considerato il calcio come un gioco, bensì come sofferenza, conoscenza, passione e costruzione di aziende. Posso sbagliare anch’io, ma l’importante è non rimanere nell’errore”.

Per Lo Monaco un’esperienza diversa dal solito, visto che si gioca nel Girone A, con squadre diverse rispetto al Sud: “Senza che nessuno possa risentirsi, non credo sia meno difficoltoso. Dei tre credo che il Girone C sia un’autentica sabbia mobile, a prescindere dal blasone o dai soldi spesi.  Chi ha vinto negli ultimi dieci anni ha speso cifre esagerate per quelli che sono i relativi ricavi”.

Una domanda interessante è stata posta a Lo Monaco sul ripristinare i rapporti fra il Novara e la Lega Calcio: “Non si tratta di ripristino, ma di obbligo nell’essere presente nel cosiddetto “Palazzo”. In passato sono stato consigliere di Lega in tutte le categorie, oltre che consigliere federale e penso di conoscere un po’ tutte le realtà. Il Novara deve avere un rapporto diretto con i vertici della Lega Pro e con quelli della FIGC”.

Un commento di Lo Monaco è stato speso anche per un giudizio tecnico sulla squadra attuale… “Evidentemente ci sono delle problematiche se siamo ultimi in classifica, quando dico che cercheremo di aiutare la squadra vuol dire che andremo a intervenire in più ruoli nel più breve tempo possibile. Abbiamo deciso che la squadra effettuerà un ritiro sia quando giocherà in casa che in trasferta. Faremo in modo che la squadra non si alleni allo stadio, se riuscissimo a trovare la soluzione che ho in testa sarebbe perfetto… Ho visto che il manto erboso non è curato, perché anche il sintetico ha bisogno di una spazzolatura regolare e di annaffiature costanti”.

Potrebbe, in futuro, esserci un ritorno alla denominazione Novara Calcio 1908 e al recupero dei vecchi trofei finiti all’asta? Lo Monaco risponde: “Non ho il metro di sapere a cosa si riferiscono questi trofei, ma è chiaro che tutto quello che fa parte della storia del Novara cercheremo di portarlo negli albi attuali. Il problema sul tornare a chiamarci Novara Calcio non lo conosco bene, ma verificheremo e se c’è la possibilità di riappropriarci della storia perché no…”.

Giovanni Chiorazzi
Foto © Guido Leonardi

 


La nascita del Novara FC


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