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Esclusiva VNV: L’intervista a Letizia Camera


Di Alberto Battimo

Quando stai vivendo una fase importante della tua carriera e vedi interrompere all’improvviso il tuo cammino per un serio infortunio, è sempre un bel macigno da affrontare e superare. In questi momenti entrano in gioco la personalità, la tenacia, la determinazione e il coraggio di intraprendere un percorso lungo e difficile, un bel banco di prova che lei sta affrontando con tutto quel sorriso e la positività che l’ha sempre contraddistinta. Il continuo appoggio e sostegno da parte di tutti è il miglior modo per andare avanti e vedere il suo ritorno in campo sempre più vicino. Ragazza piena di passioni e interessi, sta “approfittando” di questo periodo per dare spazio a tanti altri desideri che sta perseguendo con grande impegno e intensità. L’aspettiamo presto in campo, lei è… Letizia Camera.

La tua ultima personale stagione si è conclusa anzitempo per colpa di un grave infortunio. Il 7 febbraio, durante l’allenamento in preparazione della gara di Champions, hai subito la rottura anteriore del crociato del ginocchio sinistro. Come stai sia a livello fisico che emotivo? “Questo infortunio non ci voleva, è stato un brutto colpo. Peccato perché mi sentivo bene fisicamente, ho giocato anche da titolare qualche partita ed ero pronta a dare il mio contributo nella fase decisiva della stagione. Tutto stava andando per il verso giusto, poi è arrivato questo infortunio che ha messo in discussione ogni mia certezza. All’età di trent’anni sto affrontando il mio primo grave guaio fisico e se proprio doveva succedere almeno è capitato in un periodo della mia vita nel quale sono più consapevole nel fronteggiare certe situazioni, anche se non si è mai pronti del tutto. Dal punto di vista fisico non ho patito tanto. Quando ho realizzato che c’era stato un trauma al ginocchio sinistro ho richiamato l’attenzione dello staff medico ma senza preoccuparmi più di tanto, anzi, quando mi hanno aiutata a rialzarmi ho subito avvisato che non sentivo dolore pensando ad un colpo lieve. Gli accertamenti del giorno successivo hanno evidenziato invece la situazione peggiore perché oltre al crociato erano coinvolti anche il collaterale e i menischi. Il ginocchio non si è gonfiato tanto e anche il grado di sopportazione del dolore è stato abbastanza gestibile e questo mi ha aiutato molto nel percorso e a cominciare a lavorare sin da subito. Certo... magari ci sono stati dei giorni in cui ho preferito forzare meno perché certi fastidi li ho sentiti ma fanno parte del recupero e non devono essere sottovalutati per non compromettere il percorso riabilitativo. A livello emotivo è stata più dura perché ti crolla tutto addosso. Non è stato facile accettare questa situazione, ho dovuto prima rendermi conto della gravità di questo infortunio e poi prenderne atto per affrontarlo nelle giuste condizioni. Non nascondo che ho avuto paura pensando all’intervento a cui dovevo sottopormi e questo mi aveva causato tanti dubbi e domande. Adesso va già meglio ma è un po’ dura mantenere una certa costanza perché passo dei giorni in cui non vedo l’ora di andare in palestra per recuperare al più presto, ma ci sono anche momenti in cui mi trovo in difficoltà e mi faccio sopraffare dai pensieri. Sto vivendo questi alti e bassi ed è normale in questa fase ma sono contenta dei risultati che sto ottenendo perché la gamba sta rispondendo bene e subito ci siamo messi all’opera con l’obiettivo di raggiungere la giusta condizione nei tempi previsti. Gli esperti che mi stanno seguendo in questo percorso continuano a dirmi che siamo già più avanti rispetto al programma previsto e questa è la frase più bella che potessi ricevere e che mi sprona tantissimo nell’andare avanti. Devo continuare così perché ho tantissima voglia di tornare a calcare il taraflex e vivere, da protagonista, le bellissime emozioni che ogni palazzetto sa regalare”.

Questi seri infortuni richiedono un programma di lavoro specifico e ben organizzato, bisogna rispettare il programma stilato in tutta la sua integrità. A che punto sei di questo tuo percorso? “Sono colpita positivamente dai risultati e dal tipo di percorso che stiamo seguendo. Sento che il mio fisico sta reagendo bene a tutto questo stress lavorativo e non era così scontato. Tutto sta andando alla grande, mi sento bene e riesco già a camminare senza ausili dopo soli pochi mesi dall’intervento. Il prossimo step sarà quello di cominciare anche a correre in maniera graduale, secondo la nostra tabella ho ancora un mese di tempo per rafforzare la muscolatura e poi partire ad osare con qualcosa in più. Più avanti si penserà anche a saltare e riacquistare una certa sicurezza e fiducia in questo fondamentale. Superati tutti questi passaggi non mi resta che tornare in campo e mettermi alla prova in una sfida, c’è ancora tanta strada da fare ma il solo pensiero di vedermi di nuovo all’opera mi elettrizza e mi carica nel continuare ad andare avanti”.

Si sa già quale sarà il periodo in cui è programmato il tuo rientro in campo? “È stato il mio primo pensiero, volevo subito conoscere i tempi di recupero: è partito subito il conto alla rovescia perché voglio al più presto tornare a giocare. L’ortopedico ha stimato la mia completa ripresa nel giro di otto mesi, quindi a fine ottobre spero che si parlerà di me anche dal punto di vista sportivo. Io ci conto, sto dando il massimo per farmi trovare abile e arruolata in quel periodo e spero che questi mesi che mi separano dal campo possano andare sempre bene e di non avere intoppi che potrebbero ritardare il mio ritorno”.

Per superare questi momenti bisogna sapere reagire, senza lasciarsi trascinare dallo sconforto. Come stai affrontando questi mesi complicati e qual è il modo migliore per vivere al meglio queste fasi di recupero? “Quando ti trovi ad affrontare questi periodi difficili devi porti degli obiettivi che possano darti gli stimoli giusti per impegnarti nel quotidiano e andare avanti con carattere e decisione. È molto più facile a dirsi che a farsi, me ne sto rendendo conto sulla mia pelle, ma bisogna fare di tutto per non farsi trascinare dalle difficoltà. Io voglio tornare a giocare e vivere una stagione normale, la pallavolo è una passione che ho sin da bambina e quando non puoi fare una cosa che ti piace per colpa di qualche ostacolo non vedi l’ora di superarlo per tornare a fare quello che ami. Poi ci sono piccoli obiettivi che vengono raggiunti ogni giorno, per arrivare allo scopo principale bisogna fare dei piccoli passi ma che nel lungo periodo diventano fondamentali. Voglio dire una cosa, un pensiero a cui tengo molto e che vorrei condividere con i lettori: per chi vive situazioni difficili è importante aprirsi e cercare di superare questi momenti grazie anche all’aiuto degli esperti del settore. Insieme al team della Vero Volley stavamo già intraprendendo un percorso con gli psicologi dello sport e mi hanno aiutata tantissimo nel superare al meglio queste fasi difficili, soprattutto quelle iniziali. Avere anche questo appoggio e sostegno mi è stato di grande supporto, sono tante cose che messe insieme ti aiutano anche nell’approccio e nel vedere questo periodo con occhi diversi. Prendere in considerazione anche questa figura è stato importante per me, sono capaci di toccare i tasti giusti per affrontare tutto questo con la giusta determinazione”.

Quando è arrivato questo responso hai rilasciato sui social un tuo pensiero per aggiornare tutti i tuoi sostenitori delle tue prime sensazioni. Nel tuo bellissimo messaggio hai voluto rimarcare un tuo particolare pregio, quello di cogliere delle opportunità anche davanti a delle difficoltà. A distanza di quasi quattro mesi hai già avuto modo di capire quali sono? “Ancora no, troverò una risposta a questa domanda solo quando tornerò in campo. Non abbiamo ancora raggiunto la metà della tabella di recupero però un’opportunità che posso già evidenziare è quella di avere più tempo nel fermarmi a riflettere sulle persone che veramente mi vogliono bene e quelle che continuano a starmi accanto in ogni momento, soprattutto in queste fasi di difficoltà. Sono abituata a vivere la vita con molta spensieratezza e fortunatamente non avevo subito dei traumi simili in passato ma voglio cogliere questo momento per pensare. Non capita spesso di poterlo fare, abbiamo una vita abbastanza frenetica e avere adesso la possibilità di analizzare il mio percorso sotto altri aspetti mi aiuterà molto di più, soprattutto se dovessero arrivare difficoltà ancora più grandi di questa. Questo infortunio sta aumentando la mia consapevolezza, anche a livello personale sto tracciando un bilancio che mi servirà per rafforzare certi rapporti. Magari ci saranno altre opportunità che si aggiungeranno nei prossimi mesi ma questa penso sia una delle principali per crescere e migliorare sotto ogni punto di vista. Sto vivendo il periodo più brutto della mia carriera, ma voglio superarlo non solo a livello fisico ma anche dal punto di vista relazionale e di vita”.

Notizia di qualche settimana fa è la mancata conferma con la maglia della Vero Volley, purtroppo non c’è stato il modo di mettersi in mostra quando la stagione stava entrando nel vivo ma i ricordi di quest’annata non si dimenticano. Pensare al tuo futuro è uno dei tanti stimoli che ti portano a lavorare quotidianamente per recuperare nei tempi prestabiliti. Questo infortunio ha cambiato qualcosa nei tuoi programmi? Di quale tipo di squadra vorresti fare parte e in quale ruolo a livello di gerarchie? “Senza questo infortunio non mi sarebbe dispiaciuto vivere un’altra stagione con il Vero Volley ma c’erano tante variabili da prendere in considerazione che è impossibile dire come sarebbe andata senza questo grave intoppo. Posso già dire che questo infortunio non ha influito del tutto sui miei programmi futuri: il fatto di rientrare in campo per fine ottobre ha bruciato magari l’interesse di qualche società che era interessata alle mie prestazioni ma posso annunciare in anteprima che ho già trovato squadra, contratto già firmato quindi tutto fatto. Resterò in A1 ma non posso ancora dire quale sarà il mio futuro team perché giustamente deve essere prima la società a darne notizia. Però sto già lavorando in sinergia con il mio nuovo club per quanto riguarda la riabilitazione. Uscirà presto la notizia ma non posso aggiungere altro. Posso già affermare che ho una squadra e non era per nulla scontato, questo mi ha fatto un enorme piacere perché ho sentito la fiducia che la società ha riposto in me senza aspettare la fine del mio percorso anzi, sono stati subito pronti e disponibili nell’aiutarmi e nel seguirmi passo per passo”.

Hai sfruttato questo periodo forzato di inattività per dedicarti anche ad altre tue passioni: da qualche settimana hai superato con successo l’ultimo esame che ti ha visto diventare sommelier. Com’è nata questa passione per i vini e l’interesse nel presentarli e nel servirli a chi è appassionato? “È nato tutto per caso, la curiosità era tanta ma poi è diventata una vera e propria passione a tal punto da arrivare sino in fondo. Durante la mia carriera non mi sono soffermata solo sulla pallavolo ma ho sempre cercato di guardare oltre e di accrescere il mio bagaglio di conoscenze con l’obiettivo di costruirmi un futuro dopo lo sport. Ho una laurea triennale in lingue, un master in turismo e poi mi sono iscritta a questo corso di sommelier per cercare di conciliare il tutto con i miei studi. Sono sempre stata curiosa di conoscere gli ingredienti di ogni bevanda e leggere le etichette per capire le origini e le caratteristiche del prodotto. All’inizio era solo un interesse relativo al desiderio di sapere ma poi sono stata sempre più attratta da questo fino a partecipare a dei corsi e dare anche esami. Mi ha aiutata molto il fatto di giocare a Scandicci quando ho cominciato a prendere sul serio questa mia passione per l’enologia: una volta andai con un amico del settore a fare un giro nella zona del Chianti e da lì ho cominciato a pensare seriamente ad entrare in questo ramo definitivamente. Non ho perso tempo, mi sono subito iscritta al corso di sommelier a Firenze e con il passare delle lezioni capivo che questa poteva essere la mia strada per costruirmi un futuro. Ho superato i tre esami previsti ed è stata una bella soddisfazione ottenere questa qualifica. Adesso ho altro da fare però in futuro mi piacerebbe lavorare in questo mondo che mi prende e mi affascina ogni volta di più.

Quali caratteristiche deve avere il vino preferito di Letizia Camera? “Il mio vino preferito deve essere morbido, fruttato e persistente: sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono un vino da un altro, è uno dei tanti aspetti che vengono evidenziati e bisogna avere la capacità di saperli identificare. All’inizio preferivo il vino bianco ma da un po’ mi sono ricreduta e adesso voto per quello rosso. Anche questo cambiamento di idee e preferenze è un dato positivo perché significa avere studiato e acquisito tante di quelle proprietà che ti danno la possibilità di scegliere e valutare tra tante specificità”.

Circa tre anni fa hai voluto raccontare in un libro, “Maglia n. 3”, tutto il tuo percorso sportivo e immortalare momenti importanti della tua carriera come il titolo di MVP nella finale di Coppa Italia tra Conegliano e Novara, quando vestivi la maglia Igor nella stagione 2018-2019. Se volessi scrivere un nuovo libro quale momento particolare vorresti condividere con i lettori? “Mi piacerebbe raccontare proprio questi mesi di recupero dall’infortunio, si provano tante di quelle sensazioni e analizzi una serie di aspetti della tua vita che ti portano a fare delle scelte e valutare certi aspetti che i ritmi forsennati della quotidianità non ti permettono di approfondire. Inoltre vorrei fare capire ai lettori che davanti a queste situazioni non bisogna mollare ma continuare a lottare per perseguire i propri obiettivi, gli ostacoli non devono bloccare nessuno ma devono essere affrontati con determinazione e coraggio: sarà ancora più bello e sentito il traguardo raggiunto”.

Vuoi lasciare un messaggio agli amanti della pallavolo e a tutti i tuoi sostenitori? “Un grande saluto a tutti i lettori di vanovarava.it e a tutti quelli che mi seguono, in particolare a tutti gli amici di Novara e i tifosi della Igor: conservo un ricordo bellissimo di tutto l’ambiente e non dimenticherò mai il biennio vissuto insieme a voi. Grazie a tutti per i messaggi di supporto, siete sempre fondamentali e adesso ancora di più per aiutarmi a superare questi momenti difficili. Sono contenta di questa intervista, è sempre importante condividere questi aspetti con tutti gli appassionati, spero che queste mie parole possano dare la spinta giusta a chi si trova nella mia stessa situazione e ha bisogno di carica e positività”.

Grazie mille a Letizia Camera per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un grandissimo in bocca al lupo, da parte di tutta la redazione del sito.

Servizio di Alberto Battimo

 


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