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L’intervista a mister Marco Marchionni


Di Alberto Battimo

Solo da qualche anno ha smesso di giocare per diventare un allenatore, ma stiamo già avendo modo di conoscere il suo stile e le sue idee di gioco. Una delle sue capacità è quella di saper costruire una squadra cercando di esaltare le qualità di ogni giocatore, una dote non facile da mettere in pratica anche se, però, questo è uno dei concetti fondamentali in cui crede per raggiungere gli obiettivi. Guidare il Novara è per lui motivo di orgoglio, l’obiettivo di prendere in mano una squadra “da zero” e condurla subito al successo è per lui uno stimolo in più per riportare in alto i nostri colori. Ha anni da calciatore alle spalle e ora è pronto a vivere una seconda vita nel mondo del calcio. Lui è… Marco Marchionni.

Il prossimo match contro il Derthona del 23 gennaio chiuderà la nostra prima parte di stagione. Questa prima parte di cammino ci ha visto comandare la classifica grazie a dodici vittorie e una sola sconfitta. Come giudica il percorso intrapreso finora dalla squadra? “Finora il nostro percorso è stato buono, abbiamo intrapreso la strada giusta ma il rammarico di non aver fatto qualcosa di più è presente. Vero anche che siamo partiti a settembre, con poco tempo a disposizione per prepararci a questa stagione, ma aver dato vita ad una squadra forte, grazie a giocatori di qualità ed esprimere il tutto in pochi mesi, non è da poco: bisogna fare i complimenti al presidente Ferranti e all’ex direttore sportivo Di Bari per essere riusciti a individuare i giocatori giusti per la causa azzurra. Con il passare delle partite abbiamo trovato una certa identità ma, ripeto, potevamo fare qualcosa di più e questo ci servirà da stimolo per la parte finale e decisiva della stagione”.

La pausa “forzata” di ulteriori due settimane, causa Covid, ha interrotto quella continuità nei risultati e nelle prestazioni che stavamo ammirando con il passare delle partite. Ripartire dopo un mese di inattività non è mai facile, sarà importante trovare subito quegli automatismi che hanno caratterizzato le nostre prestazioni. Su cosa state lavorando in particolare, in queste settimane, per ritrovare la giusta condizione e quali aspetti sono ancora da migliorare, nonostante agli occhi dei tifosi le performances siano tutte di qualità? “Questo riposo forzato ci dà anche modo di lavorare un po’ di più sullo specifico. Purtroppo questo virus non ci sta permettendo di lavorare con serenità e nei giusti modi, in primis c’è l’integrità dei nostri ragazzi con l’obiettivo di farli comunque allenare con efficacia nonostante un certo distanziamento. È dura ripartire dopo un mese di inattività ma anche le altre squadre si trovano nella stessa situazione, questo non deve essere un alibi. Il nostro cammino è stato sempre un crescendo ma siamo anche consapevoli che ancora non abbiamo raggiunto nulla e l’obiettivo sarà arrivare a maggio in questa posizione di classifica. Sarà importante partire subito forte e nel migliore dei modi, non sarà semplice ma ci stiamo preparando bene, perché abbiamo davanti a noi quattro mesi fondamentali per dare un senso a questa stagione”.

Partire da zero - e dopo pochi mesi guidare la classifica - è un successo sotto tutti i punti di vista. Qual è stata la chiave di volta che le ha poi permesso di trovare la giusta fisionomia alla squadra e adattarla, in poco tempo, ad un girone che richiede determinate caratteristiche? “Per arrivare a questi risultati è necessario prima costruire una rosa di valore, di qualità: sin da subito avevo capito di avere in mano una squadra competitiva e forte. Sappiamo bene che poi in campo scendono i giocatori e sono loro gli attori principali. Qui arriva la chiave di volta: il gruppo che questi ragazzi sono riusciti a formare, dimostrando una grande unione sia dentro che fuori dal campo. C’è quella sana rivalità che non può che giovare sia alla squadra che ai giocatori stessi. In uno sport come il calcio puoi essere anche la squadra più forte, ma se non hai un gruppo che rema compatto dalla stessa parte diventa quasi impossibile raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Agli allenatori non piace parlare dei singoli, ma voglio nominare due giocatori che hanno appoggiato la causa Novara sin da subito: Bergamelli e Gonzalez. Cosa significa per un allenatore nuovo avere in squadra due giocatori già conoscitori dell’ambiente e quanto sono importanti per la continua crescita della squadra, sia dentro che fuori dal campo? “Bergamelli e Gonzalez sono fondamentali per il tipo di squadra che abbiamo e per il loro passato in questa città, per far capire ai nuovi cosa significa vestire questa maglia. Sono due leader che trainano tutti gli altri ma io sono dell’idea che le qualità del singolo vengono messe in luce soltanto se, quest’ultimo, è circondato da un gruppo forte e coeso. Se Vuthaj è arrivato a venti reti i complimenti vanno estesi a tutta la squadra, che è stata capace di mettere Dardan nelle giuste condizioni per segnare. Ovviamente è stato altrettanto molto bravo il nostro attaccante a sfruttare appieno le sue qualità, per realizzare con così tanta continuità. La squadra gira se tutto l’insieme funziona, questo è uno dei miei diktat che cercherò di portare avanti come allenatore”.


Mister Marchionni e patron Ferranti:
un legame basato sulla fiducia reciproca

Ricoprire un incarico così importante senza ancora avere davanti una rosa di giocatori non è da tutti: è stata una scelta coraggiosa che, col senno del poi, sta portando i suoi frutti. Cosa l’ha convinta ad accettare di far parte di questa nuova rinascita? “Mi ha convinto la voglia di mettermi in gioco ed è stata una scelta che l’ex direttore Di Bari ha voluto affrontare puntando su di me. Quando poi ho avuto il piacere di conoscere il presidente Ferranti ho visto in lui una persona ambiziosa e con le idee chiare, il suo obiettivo è sempre stato quello di far tornare Novara nelle categorie che merita. All’inizio eravamo tutti consapevoli che non sarebbe stato facile partire subito con il piede giusto, ma la fiducia reciproca che c’è stata sin dal primo contatto mi aveva convinto della decisione presa. Complimenti alla società per aver costruito una struttura e una rosa di tutto rispetto e bravi noi che successivamente siamo riusciti a trovare la giusta alchimia di squadra, che fino a questo momento ci sta portando a grandi risultati, anche se sappiamo bene che i conti si fanno alla fine e il difficile arriva proprio adesso, dato che dobbiamo cercare con tutte le forze di mantenere questa posizione di classifica. Rispetto alla seconda in classifica abbiamo qualche punto di vantaggio, ma come li abbiamo accumulati allo stesso tempo potrebbe esserci anche il rischio di perderli… quindi dobbiamo essere più affamati di prima per raggiungere il nostro obiettivo”.

Il fatto che l’estate scorsa si rischiasse di non avere una squadra di calcio che rappresentasse la città, mentre oggi si punta a pensare in grande, è segno di quanto il calcio non possa fare a meno di una squadra storica e importante come Novara. Vuole raccontare a tutti i sostenitori azzurri le sue sensazioni dal suo primo giorno sotto la Cupola? “All’inizio c’era un po’ di scetticismo ma era plausibile come prima reazione, anche in base a quello che era successo poche settimane addietro e che aveva scottato tutto l’ambiente azzurro. Con il passare dei giorni ho trovato tanti tifosi che volevano ripartire con entusiasmo e fiducia, tutti vogliono far parte di una spedizione comune che è quella di portare Novara a grandi livelli. Siamo partiti da una pagina bianca e sarà compito nostro scriverla cercando di riempirla di successi e soddisfazioni”.

Da poco più di un anno ricopre il ruolo di allenatore dopo un biennio da vice. Dopo l’importante esperienza da calciatore ha deciso di andare avanti nel calcio ricoprendo questo ruolo. Qual è stato il momento in cui ha pensato che fare l’allenatore potesse essere il suo nuovo ruolo nel calcio? Quali sono le sue prime sensazioni in questa veste? “Ho preso il patentino nel 2012 a Parma. Il mio sogno era sempre stato quello di andare avanti nel calcio, ma non stando dietro ad una scrivania. Per me respirare e vivere il clima partita è sempre stata la mia carica e ha rafforzato il mio amore per questo sport sin dai tempo in cui giocavo. Convinto di tutto questo decisi di studiare con sempre più convinzione e interesse e dopo svariati esami ho ottenuto il pass per allenare. Nel proseguire questo corso mi rendevo sempre più conto che la scelta fatta era quella giusta: argomenti stimolanti che non vedevo l’ora di mettere in pratica attraverso le mie conoscenze. Sono contento del mio percorso personale, ma sono solo all’inizio: c’è ancora tanta strada da fare anche se sono soddisfatto. Per quanto riguarda le mie prime sensazioni in questo ruolo sono molto buone. Vivere in quel modo la stagione a Foggia mi ha fatto venire ancora più voglia, perché si può essere anche protagonisti dando fiducia ad un gruppo che si trova a lavorare insieme per lo stesso obiettivo. Quando si vince i meriti vanno fatti soprattutto ai ragazzi perché sono loro che scendono in campo e si meritano la giusta riconoscenza. Il mio compito è quello di mettere tutti nelle giuste condizioni di esprimere il proprio valore, cercando di aiutarli sia mentalmente che tatticamente per poter dare il giusto contributo alla squadra. Sono consapevole che ci saranno anche dei momenti difficili, ma questo non intaccherà le mie sensazioni perché è quello che voglio fare ed una passione che mi porto dentro”.

Vuole lasciare un messaggio a tutti i tifosi del Novara FC e ai lettori del sito? “Saluto tutti i tifosi azzurri con la speranza di farvi divertire e di farvi innamorare sempre di più di questa squadra e di questi colori. Vedervi al “Piola” è per noi emozionante e stimolante, spero che lo stadio continui a riempirsi sempre di più, restrizioni Covid permettendo, perché il vostro apporto e la vostra vicinanza sono per noi linfa vitale per andare a vincere su ogni campo. Per riuscire nell’intento siamo consapevoli che dipenderà da noi: solo giocando bene e portando a casa tante vittorie il richiamo allo stadio sarà maggiore. A presto!”.

Grazie a mister Marco Marchionni per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara FC per la gentile concessione rilasciataci nella stessa. Da parte di tutta la redazione del sito e di tutti i tifosi azzurri, un grandissimo “in bocca al lupo” al mister per nuovi successi e soddisfazioni targate Novara FC.

Alberto Battimo

 

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