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PDHA - Novara FC 2-2


Di Giovanni Chiorazzi

Se è pur vero che il Novara FC ha mostrato di non essere guarito integralmente dal tabù delle gare lontano dal “Silvio Piola”, il pareggio finale per 2-2 scaturito contro il Pont Donnaz può senza dubbio considerarsi un risultato positivo e non solo per il fatto di aver recuperato un passivo di ben due reti, quanto per averlo fatto in inferiorità numerica (espulsione ingenua di Bonaccorsi) che ha costretto gli azzurri a giocare in dieci contro undici per tutto il secondo tempo e, soprattutto, per il fatto di non essersi mai arresi e di averci creduto sino alla fine, sfiorando anche una vittoria che avrebbe avuto il sapore di un’impresa “eroica”: tutti segnali inequivocabili della mentalità di una grande squadra, anche se il rammarico più grosso - come sottolineato dallo stesso Marchionni nel post gara - resta quello di aver cominciato a giocare “da Novara” solo nella ripresa, dopo un primo tempo sottotono dove la difesa azzurra si è fatta cogliere impreparata in svariate occasioni, subendo due gol su altrettanti svarioni, nonostante l’esperienza di un tridente “rodato” composto da Bonaccorsi, Bergamelli e Benassi.
Ancora una volta, Gonzalez e compagni hanno impiegato troppo tempo per entrare nel giusto “clima-partita”, sbagliando l’approccio e subendo sin dai minuti iniziali la pressione dei padroni di casa. Ormai non può più considerarsi una semplice circostanza: il Novara, su ogni campo diverso dal “Silvio Piola”, sembra subire un blackout sino a quando le qualità tecnico-tattiche dei singoli individui non cominciano a fare la differenza, oppure - più precisamente - sino a quando la mentalità in campo non si modifica e si comincia a giocare con il piglio giusto, dettando i propri ritmi senza dar modo all’avversario di ragionare: questo è quanto si è potuto osservare nel secondo tempo disputato dagli azzurri, che seppur con qualche difficoltà iniziale sono comunque riusciti a recuperare la gara, evitare la seconda sconfitta stagionale in campionato (aspetto molto importante anche sotto il profilo psicologico) e non accusare per niente l’inferiorità numerica, che al contrario avrebbe potuto pesare notevolmente nel dispendio di energie necessarie per agguantare il pari.
A questo si aggiunga che il Pont Donnaz, oltre a essere in un ottimo stato di forma, aveva sin qui incassato pochissime reti ed essere riusciti a metterne a segno due accresce ancora di più l’impresa di Gonzalez e compagni, ai quali va anche dato il merito di aver saputo mantenere i nervi saldi senza cadere in “facili” provocazioni che avrebbero reso ancora più arduo il compito.
Detto questo, fa bene Marchionni a criticare i propri giocatori per un primo tempo “regalato” agli avversari, senza quella determinazione e quello spirito battagliero che al contrario, nel secondo tempo, sono risultati un valore aggiunto. In questo senso è stato molto bravo a metterci una “pezza” l’allenatore azzurro, con un triplice cambio a inizio ripresa che ha rafforzato il suo messaggio alla squadra dando nuova linfa a un gioco sino ad allora troppo stagnante, contro il quale i difensori valdostani avevano trovato vita semplice raddoppiando (e in alcuni casi anche triplicando) le marcature sul “temibilissimo” Vuthaj… che nonostante tutto, è però riuscito ugualmente a “timbrare” il cartellino con un gol che lo porta sempre più in alto in classifica marcatori (per quello che comincia a diventare un vero e proprio record nella storia calcistica azzurra), ma che ha avuto anche il pregio di spronare la squadra a gettarsi in avanti con ancora più vitalità, concludendo la sfida - magari anche in modo un po’ fortunoso, va sottolineato - con un pareggio equo e che rispecchia i valori osservati in campo.
Ora il Novara ritroverà il pubblico amico nel turno infrasettimanale di mercoledì prossimo contro la Lavagnese, con la speranza che il ruolino di marcia interno prosegua nella stessa direzione intravista sino ad oggi, anche per cancellare (forse) il peggior primo tempo giocato dagli azzurri in questo primo scorcio di campionato. Nel frattempo i tifosi azzurri possono essere contenti per un punto che smuove la classifica, tiene alto il morale e la dice lunga sul potenziale della rosa a disposizione quest’anno.

Giovanni Chiorazzi


Lo stadio comunale di
Montjovet

PONT DONNAZ HONE ARNAD EVANCON (4-2-3-1): Pietropaolo; Moussafi (dal 38'st Reeb), Zucchini, Vesi, Maingonnat; Tassi, De Cerchio (dal 20'st Mosti); Jeantet, Gulli, Mazzotti; Forcini (dal 7’st Sterrantino).
A disposizione: Cabras; Florio, Cateni, Diagne, Nuti, Volpatto.
Allenatore: Roberto Cretaz.


NOVARA FC (3-5-2):
Spadini (dal 1'st Desjardins); Bonaccorsi, Bergamelli, Benassi; Paglino, Laaribi (dal 1'st Pereira), Tentoni (dal 1'st Di Munno), Vaccari, Di Masi; Gonzalez, Vuthaj.
A disposizione: Muhaxheri, Strumbo, Vimercati, Capano, Bortoletti, Capone.
Allenatore: Marco Marchionni.

Arbitro: Sig. Flavio Fantozzi della sezione di Civitavecchia.
Assistenti: Sigg. Ilario Montanelli e Ionut Eusebiu Nechita (entrambi della sezione di Lecco).

Marcatori: 31'pt Zucchini (P) su rigore, 40'pt Tassi (P); 24'st Vuthaj (N), 34'st Benassi (N).

Ammonizioni: Forcini e De Cerchio per il Pont Donnaz; Di Masi, Paglino, Bergamelli e Vuthaj per il Novara FC.

Espulsioni: 48'pt Bonaccorsi (N), con rosso diretto, per comportamento irriguardoso verso il direttore di gara.

Calci d’angolo: 3 per il Pont Donnaz; 8 per il Novara FC.

Recupero: 3'pt; 3'st.

Spettatori: 400 circa (un centinaio i tifosi azzurri al seguito).

Note: giornata fredda e coperta, a tratti con gelide raffiche di vento. Terreno in discrete condizioni ma appesantito.


Per il Novara FC un primo tempo giocato sottotono,
ma una ripresa determinata

Cronaca: Con l’intento di proseguire la serie positiva intrapresa dal Novara FC, reduce da tre vittorie consecutive, Gonzalez e compagni sono ospiti del Pont Donnaz, squadra che al pari di quella azzurra sta attraversando un ottimo stato di forma. Mister Marchionni opta per un iniziale 3-5-2, con il confermato Spadini fra i pali, “coperto” in difesa da Bonaccorsi, Bergamelli e Benassi, in virtù dell’assenza per indisponibilità di Agostinone. A centrocampo tutto invariato rispetto all’ultima gara contro il Saluzzo, con Tentoni in cabina di regia, supportato da Laaribi e Vaccari e con Paglino e Di Masi ad agire sulle corsie laterali. In attacco, come auspicato, confermata la coppia composta da Gonzalez-Vuthaj. Il Pont Donnaz risponde con un modulo di gioco che punta sulle qualità offensive di Forcini, a ridosso del tridente composto da Jeantet, Gulli e Mazzotti.

La gara vede un avvio sprint dei padroni di casa, che riescono a mettere in difficoltà l’esperta difesa azzurra con rapidi inserimenti sulle corsie laterali. A complicare ulteriormente il tutto ci pensa un forte vento, che impedisce - a entrambe le squadre - di impostare il proprio gioco in modo ragionato. L’equilibrio in campo viene incrinato attorno alla mezz’ora, quando sugli sviluppi di un lancio lungo dalle retrovie, Bergamelli stende in area De Cerchio. Calcio di rigore giusto per la squadra valdostana, che Zucchini sfrutta alla perfezione spiazzando Spadini e portando in vantaggio il Pont Donnaz. La squadra di Marchionni fatica a reagire, con i padroni di casa che hanno ampio spazio di manovra. Tanto da arrivare, poco prima dell’intervallo, al raddoppio: dagli sviluppi di un calcio di punizione a favore del Novara, la sfera viene recuperata dai padroni di casa che arrivano sino all’area di rigore azzurra, trovando la rete con una precisa conclusione di Tassi. Solo dopo questa circostanza si vede una reazione concreta del Novara, con Laaribi che va al tiro ma il portiere Pietropaolo salva sulla linea di porta mettendo provvidenzialmente in corner. Nel recupero del primo tempo, gli azzurri restano anche in inferiorità numerica: Bonaccorsi apostrofa in modo “inappropriato” una scelta del direttore di gara, che nel piccolo stadio e con poche persone presenti, sente benissimo il commento del difensore azzurro. Rosso diretto per lui e squadre che rientrano nello spogliatoio sul parziale di 2-0.

L’impresa diventa ardua ma Marchionni non si dà per vinto. A inizio ripresa entrano Desjardins per Spadini fra i pali, Pereira per Laaribi e Di Munno per Tentoni. La triplice sostituzione sembra dare i suoi frutti, perché il Novara appare più determinato in campo e l’uomo in meno non si avverte. Al 17' Vaccari va vicinissimo alla marcatura, mentre due minuti più tardi il portiere valdostano si salva sulla conclusione insidiosa di Di Masi. La rete per il Novara è nell’aria, infatti al 24' Vuthaj timbra il “consueto” cartellino arrivando a 17 centri in campionato. Sempre l’attaccante albanese si mette in luce sei minuti dopo con un diagonale che si spegne sul fondo. A dieci minuti dal termine arriva il pareggio azzurro: palla in mezzo all’area del Pont Donnaz, si accende un “batti e ribatti” con Bergamelli che spizza il pallone e sulla traiettoria Benassi trova l’ultimo tocco vincente. Il Pont Donnaz potrebbe riportarsi subito in vantaggio poco dopo, con Mosti che sbaglia incredibilmente davanti alla porta tutto solo, mandando alle stelle. Anche il Novara però potrebbe approfittare di una ghiotta occasione, con Pereira che si vede ribattere la propria conclusione in corner da Pietropaolo. Nel finale il forcing è del Novara ed è Benassi a regalare un’altra emozione con un colpo di testa troppo alto.

Finisce con il risultato di 2-2, ma per come si era messa la gara e considerando l’inferiorità numerica per un’intera frazione, gli azzurri possono considerare questo pareggio al pari di una vittoria. La leadership in classifica viene consolidata e, in particolare, il Novara conferma un grande potenziale. Tuttavia, è innegabile che per gli azzurri sia necessario lavorare ancora per migliorare le proprie prestazioni lontano dal “Silvio Piola”, evitando di regalare agli avversari un’intera frazione di gioco.

redazione vanovarava.it

 

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