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Conferenza di inizio stagione: la parola a Tesser

Di Marco Cito

Giornata di raduno per il nuovo Novara Calcio, che si appresta a disputare la stagione 2012/13 all'insegna della rivoluzione. Già, perché rispetto agli ultimi anni, questa appare una rosa molto cambiata e ancora molto si farà sul mercato sia in uscita che in entrata. 33 i giocatori che hanno partecipato al primo allenamento stagionale davanti ad un buon pubblico, che ha accolto con entusiasmo i giocatori: in particolare Pablo Gonzalez tornato a vestire l'azzurro dopo una stagione passata in altri lidi.

E' stata anche l'occasione per la prima conferenza stampa stagionale del riconfermato mister Tesser, che a breve dovrebbe vedersi allungare il suo contratto insieme al proprio staff, nel quale è entrato a far parte anche l’ex azzurro Matteo Centurioni. Presentati dal DS Cristiano Giaretta tre dei nuovi giocatori: il giovane e promettente portiere Bardi, il difensore Perticone e il già citato Gonzalez. I tre giocatori si sono presentati indossando le nuove magliette che accompagneranno la squadra durante la stagione.


“E' stato un cambiamento molto significativo in quanto tanti giocatori in comproprietà o in prestito sono andati via – così ha esordito mister Tesser - Oggi siamo solo all’inizio del percorso di mercato, sicuramente la rosa è ancora da completare e sono sicuro che questo completamento arriverà. Da parte mia ho fatto delle osservazioni tecniche, esprimendo un pensiero sulle situazioni: posso dire che la società in molti casi mi ha ascoltato”.

Ci sono novità sul rinnovo del contratto? “Ho un accordo di massima, ma non è una cosa che mi preoccupa. Oggi mi interessa iniziare a lavorare e creare intorno alla squadra entusiasmo, cercando un feeling con tutte le componenti per far sì che la favola Novara continui”.


“La rosa è da completare, tutti i tecnici vorrebbero partire con la rosa al completo ma oggi questo nel calcio non è possibile; ribadisco il mercato va a rilento anche se nelle ultime ore mi sembra abbia preso un’accelerata, ma la fretta non deve condizionarci”. Piovaccari? “E’ stato uno dei nomi che avevo fatto lo scorso anno, penso che con Gonzalez formi una coppia di attacco molto buona per la categoria”.

Quali pensa che siano le squadre favorite? “Per dire quali siano le rose sulla carta più forti dobbiamo aspettare la fine del mercato. Ci sono squadre come il Verona che stanno facendo un mercato importante, anche lo Spezia sta investendo, poi ci sono altre città col passato importante: ribadisco, a fine mercato potremo fare questi discorsi. La nostra società ha ambizioni, dobbiamo solo pensare a lavorare con umiltà perché è il campo l’unico vero testimone”.


La rosa è stata rivoluzionata: “Il gruppo è nuovo, mi sembra di essere tornati un po’ alla situazione di quattro anni fa. Il mix che ci ha portato a vincere è stato il tanto lavorare, le motivazioni, l’entusiasmo. Tutto questo è alla base e dovremo essere bravi a lavorare proprio su questo perché è un aspetto molto importante. Quando mancano certe cose si diventa una squadra normale, ma se vogliamo fare bene dobbiamo interpretare al meglio tutto questo. La qualità è un fattore molto importante ma deve essere accompagnata dall’entusiasmo”.

Dove pensa possa arrivare questo Novara? “Per giudicare l’obiettivo bisogna aspettare la fine del mercato”.

Il sogno nel cassetto rimane la A? “Lo rappresenta perché arriviamo da quella categoria e abbiamo visto quanto è difficile e bella. Penso che sia quello che vorrebbero tutti, però questa è la speranza e io non voglio illudere nessuno: non si vincono i campionati con le chiacchiere ma con il lavoro. Non mi fa piacere vendere fumo, posso dire che andare in Serie A è il sogno di tutti quanti, vediamo di realizzare un altro sogno…”.


L’impianto globale della squadra è in grado di cambiare eventualmente campionato? “Io sono realista, dico che ci dobbiamo concentrare a preparare la Serie B, poi abbiamo visto quanto è difficile quell’altro campionato e se nel passato abbiamo commesso qualche errore eventualmente non ci faremo trovare impreparati”.

Che ambiente ha trovato? “Il clima spero sia positivo, io non parto da oggi ma dall’ultima partita di campionato dove c’erano ottomila persone allo stadio con una squadra già retrocessa e tutti hanno gridato forte il nome del Novara: dobbiamo ripartire da un patrimonio estremamente importante. Dobbiamo avere l’umiltà di dare il massimo trascinando la gente: quello che mi sento di promettere è il lavoro, il sudore e onorare la maglia”.

Marco Cito
settimanale L'Azione

 

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