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Esclusiva VNV: L’intervista a Tommaso Bianchi


Di Alberto Battimo

Giocatore affidabile e di qualità, un centrocampista tuttofare capace di svolgere vari compiti utili alla causa. È diventato uno dei “pilastri” di questa squadra grazie alla sua esperienza e padronanza del ruolo. La squadra non sta passando un momento felice e solo tutti insieme si riuscirà a raggiungere l’obiettivo. Lui è… Tommaso Bianchi.

Il pareggio contro l’Olbia sa di occasione mancata. Primo tempo di marca azzurra, mentre nella seconda frazione di gioco la squadra sarda ha avuto la forza di trovare la rete del pareggio. Nel corso della partita il Novara ha avuto una serie di occasioni che, se sfruttate al meglio, avrebbero potuto regalarci una vittoria che per noi sarebbe stata “ossigeno puro”. È stata solo una mancanza di concretezza sottoporta, oppure qualcosa non ha funzionato anche a livello di prestazione? Secondo me la prestazione c’è stata, soprattutto nel primo tempo. Meritavamo di chiudere la prima frazione di gioco con un vantaggio più largo rispetto alla sola rete segnata. Abbiamo creato tanto e qualche nitida occasione si sarebbe potuta sfruttare meglio. Nel secondo tempo non siamo partiti con il piede giusto e abbiamo subito una rete rocambolesca che ha permesso all’Olbia di pareggiare. Purtroppo non è la prima volta che i nostri avversari trovano la via della rete alla prima sortita offensiva mentre noi abbiamo bisogno di qualche azione in più per concretizzare, questo ci deve fare capire che davanti dobbiamo comunque essere più cinici nonostante gli episodi non ci girino a favore. Dopo il loro pareggio non ci siamo disuniti e abbiamo cominciato a creare diverse azioni senza però riuscire a segnare, le occasioni di Pagani e Panico gridano ancora vendetta. Prendiamoci questo punto ma sicuramente avremmo dovuto fare qualcosa di più, era una sfida da vincere e c’è rammarico nel non essere riusciti a conquistare l’intera posta in palio. La vittoria ci manca molto e questa era la gara giusta per sbloccarci, peccato”.

La prossima sfida ci vedrà impegnati a Como, gara non facile visto che i lariani si trovano al secondo posto e non conoscono sconfitta da metà novembre. Quale sarà il giusto approccio, sia mentale che psicologico, da mettere in campo per riuscire ad espugnare il “Sinigaglia”? “Sotto l’aspetto mentale siamo consapevoli che abbiamo tutte le potenzialità per dire la nostra anche a Como, sarà una sfida dura e difficile perché stanno lottando per le posizioni di vertice e hanno una rosa esperta e di qualità. Detto questo le partite cominciano tutte dallo 0-0 e faremo di tutto per uscire da Como con un bel risultato. In questo momento della stagione ogni partita comincia ad acquisire un peso maggiore, ogni punto conquistato sarà importante e i dettagli possono fare la differenza. Dobbiamo giocare il nostro calcio e restare tranquilli, senza mai perdere il nostro obiettivo che è la salvezza”.

La situazione di classifica non ci sorride, dopo aver sfiorato la finale play-off nella scorsa stagione, vederci lottare per non retrocedere è un brutto colpo da vivere. Nello sport si passa dai momenti belli a quelli negativi anche in poco tempo, ma solo chi dimostra il giusto ambientamento a quella determinata situazione potrà dire la sua positivamente. Cosa non dovrà mai mancare per riuscire ad evitare i play-out? “Dobbiamo tutti capire bene in che tipo di situazione ci troviamo, essere consapevoli del momento che stiamo vivendo. Dobbiamo affrontare ogni gara nella giusta maniera senza aver mai paura dell’avversario. Scendere in campo spaventati dal fatto che stiamo lottando per rimanere in categoria è un pensiero che non ci deve neanche sfiorare, giocare in questo modo non ci aiuterà di certo. Siamo una rosa di valore, in campo non dovremmo mai avere timore di provare certe giocate e dimostrare quella cattiveria agonistica utile per avere la meglio nei vari momenti di una partita. Non voglio fare confronti rispetto alla scorsa stagione perché non avrebbe senso. Non solo una stagione è diversa dall’altra, ma già solo le diverse partite nello stesso torneo possono ribaltare pronostici e sovvertire certe gerarchie previste sulla carta. Non dobbiamo pensare alle cose positive fatte l’anno scorso ma dobbiamo focalizzarci solo sul presente e sull’immediato futuro. Continueremo a dare sempre tutto in campo per questa maglia, poi le cose possono andar bene o male visto che c’è sempre un avversario da affrontare, ma terminare una partita sapendo di aver dato tutto significa essere tranquilli di quello che si è fatto”.

Tralasciando le decisioni societarie, la squadra era partita con il passo giusto ad inizio stagione sotto la guida di Banchieri senza riuscire però a confermarsi quando Marcolini aveva preso il suo posto. Da quando è stato richiamato l’allenatore piemontese la squadra sembra aver ritrovato una certa identità, non ancora però quella vista nelle prime gare di campionato. Come avete vissuto quei mesi difficili di cambiamento e come spieghi questa involuzione che ci ha portati a passare da una stagione promettente ad una dove siamo invischiati nelle zone di bassa classifica? “È stato tutto molto veloce, abbiamo cominciato questa stagione in grande stile e in quel frangente eravamo pronti ad affrontare un campionato di livello. Poi sono arrivati vari infortuni, Covid compreso, che ci hanno tolto alcuni nostri giocatori “chiave” per una serie di partite. Non siamo più riusciti a vincere e con il passare delle partite la mancanza di questi tre punti sta diventando un fardello sempre più pesante da portare dietro. Da un paio di mesi siamo in difficoltà dal punto di vista dei risultati e starà a noi uscire al più presto da questa situazione. Non ci hanno aiutato le vicissitudini che sono successe extra campo ma ora è giunto il momento di rimboccarci tutti le maniche, rimanere compatti e fare squadra. Dobbiamo conquistare al più presto più punti possibili, perché vogliamo raggiungere la salvezza il prima possibile”.

Da quando sei a Novara sei diventato sin da subito un punto fermo del centrocampo azzurro e in questa stagione sei il secondo giocatore di movimento più impiegato finora. Questo spiega quanto tu sia importante per le idee di gioco dei vari allenatori. Come stai fisicamente? Cambiamo le rose ma il tuo posto a centrocampo è sempre assicurato: come ti senti nell’essere un giocatore importante per ogni allenatore, ottenendo sempre la loro fiducia? Fisicamente sto bene, anche se è da poco che mi sento in forma. Ho convissuto con un’infiammazione al ginocchio che non mi permetteva di lavorare al massimo della condizione, dovevo stare attento ai carichi di lavoro e gestire un infortunio del genere non è stato semplice. Adesso mi sento meglio e spero che da ora sino a fine stagione la strada sia in discesa anche dal punto di vista fisico. Mi auguro che a tutti noi della rosa non capitino importanti defezioni di varia natura, il non essere riusciti a dare una certa continuità e ad amalgamare l’intesa in maniera costante non ci ha aiutato nelle prestazioni, non deve essere un alibi ma è una considerazione che andava fatta. A trentadue anni penso di aver accumulato una certa esperienza, so quanto posso dare a questa squadra e quanto io sia importante. In rosa ci sono tanti ragazzi giovani e mi sento in dovere, insieme ad altri “veterani” del gruppo, di guidare queste giovani promesse nella giusta direzione aiutandoli a crescere sia per il loro bene e, nell’immediato, anche per il destino della squadra. Sono contento di questo mio ruolo, avere delle responsabilità mi gratifica e mi piace sentire questa importanza anche da parte degli allenatori e della stessa società, che riconosce il mio operato non solo sul campo ma anche durante la settimana e all’interno del gruppo”.

Il tuo contratto con il Novara scade a giugno dell’anno prossimo. Hai sempre dimostrato tanta sostanza nel tuo ruolo, la tua abilità nel contrastare le avanzate avversarie e anche il farti trovare pronto a dare una mano in zona offensiva è un “plus” in più che ti rende un giocatore duttile. Nelle ultime settimane sono circolate voci sulla tua situazione di mercato, ci puoi chiarire la situazione? Ho letto delle notizie qualche giorno fa sul mio conto per quanto riguarda il mercato, quando ancora non era ufficiale Borghetti come Direttore Sportivo. Ho avuto modo di parlare con la società, la quale mi ha rinnovato la fiducia facendomi sentire un giocatore importante per questa squadra. A Novara mi trovo benissimo, sono felice di questa riconoscenza e non vedo nessun motivo per lasciare questa città prima della fine del mio contratto. Queste notizie non hanno fondamento, non ho mai chiesto nulla alla società”.

La presenza dei tifosi azzurri allo stadio avrebbe sicuramente dato un’ulteriore spinta in più alla squadra, vedere il “Piola” vuoto è desolante e malinconico. Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi e ai lettori del sito sperando al più presto di rivedere il nostro bello stadio di nuovo tutto colorato d’azzurro? Giocare in queste condizioni non è bello perché il calcio è dei tifosi e anche per un giocatore, scendere in campo e vedere lo stadio vuoto, fa perdere quell’adrenalina e quegli stimoli in più che solo i tifosi riescono a dare con la loro passione. I nostri tifosi ci mancano tantissimo, con loro ad incitarci contro l’Olbia avremmo sicuramente vinto. Tanti punti l’anno scorso li abbiamo guadagnati grazie a loro, la spinta dei tifosi per noi è fondamentale per dare quel qualcosa in più per il bene del Novara. In generale mi auguro che tutta questa situazione possa risolversi al più presto in modo da rivedervi al nostro fianco, perché il vostro aiuto è per noi energia vitale”.

Grazie a Tommaso Bianchi per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
La maglia azzurra 2020-21

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