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Esclusiva VNV: L’intervista a Sara Bonifacio


Di Alberto Battimo

Dopo i due importanti anni vissuti a Busto Arsizio è tornata a Novara con più carica e determinazione, pronta a dire la sua in un roster composto da atlete di notevole spessore. Il suo contributo in questa prima parte di stagione è stato fondamentale, le sue qualità e la sua voglia di fare stanno contribuendo ai successi della squadra sia in Italia che in Europa. Il lavoro con mister Lavarini procede a vele spiegate, la prima parte di stagione è iniziata con il piede giusto e la squadra farà di tutto per lottare sino alla fine su ogni obiettivo. È contenta del suo ritorno a Novara e delle sue prestazioni, ma è anche consapevole che si può ancora migliorare grazie a un ambiente e a un gruppo che sta viaggiando in sintonia per portare la Igor sempre più in alto. Lei è…Sara Bonifacio.

La vittoria netta ottenuta a Perugia è stata l’ennesima dimostrazione di una squadra piena di qualità e capace di affrontare ogni sfida con la giusta mentalità. La Igor ha chiuso il girone di andata al secondo posto, frutto di dieci vittorie e due sole sconfitte. Non era facile trovare subito la giusta sintonia visto che l’addio inaspettato di Barbolini aveva scombussolato la situazione, ma complimenti a società e squadra per essere riusciti a lavorare sempre con grande raziocinio e senza mai farsi trascinare dagli eventi. Considerando anche questo aspetto, come giudichi il girone di andata da parte di Novara? La nostra è stata una partenza diesel, ma vista la lunga pausa non era semplice partire subito a mille. Il merito va a tutta la squadra che è stata capace di trovare subito i giusti meccanismi di squadra e una certa intesa di gioco, tali da sopperire alle difficoltà avute nella programmazione prestagionale causa pandemia. Soprattutto all’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, ma spesso siamo riuscite ad uscirne comunque vincitrici rimanendo sempre unite e sfoderando tutto il nostro potenziale. Siamo soddisfatte di questa prima parte di stagione, le vittorie sono state tante e anche in Europa abbiamo lottato con cuore e carattere conquistando tre successi. Partita dopo partita siamo migliorate e la sfida contro Perugia è stata positiva sotto tutti i punti di vista, forse la partita più pulita e lineare fino ad ora. Personalmente il cambio di allenatore non mi ha stravolto perché Lavarini era già il mio coach la scorsa stagione a Busto Arsizio e, dal mio punto di vista, conoscere già i suoi metodi di lavoro è stato un vantaggio. Un plauso voglio farlo a tutte le mie compagne di squadra e allo staff tecnico perché sono stati capaci di trovare un ottimo affiatamento, che ha permesso di trovare sin da subito certi automatismi richiesti dall’allenatore”.

Il giro di boa in campionato è già superato, non ancora per Novara visto il turno di riposo, ma il prossimo impegno ci vedrà impegnati al “Pala Igor” contro Chieri. Dalla sfida di Perugia a quella prossima saranno passate due settimane, utili per ricaricare le pile dopo tanti impegni e perfezionare qualche assetto di gioco che potrà essere solo uno step in più per affrontare al meglio la seconda parte di stagione. Come avete affrontato questa pausa dalle partite e su quali aspetti vi siete maggiormente concentrati per migliorare ancora di più la vostra intesa in campo e che avremo modo di vedere già nella sfida di sabato? Non possiamo dire di avere approfittato di queste due settimane per riposare, abbiamo gestito le energie ma senza mai smettere di lavorare. Il programma allenamenti non ha subito modifiche però abbiamo cambiato il tipo di lavoro: il mister si è concentrato soprattutto sul lavoro individuale per cercare di eliminare quelle sbavature che magari nel corso di una partita possono incidere su un risultato. Ci siamo divisi per ruolo e abbiamo lavorato sui vari fondamentali, abbiamo dato precedenza più alla tecnica e agli schemi rispetto ai pesi”.

Oltre al campionato abbiamo avuto modo di vedere all’opera la squadra anche in ambito europeo. Causa pandemia il girone è stato diviso in due tranches e si giocherà in due bolle diverse, la prima già andata in porto proprio nel nostro palazzetto, per la seconda appuntamento a febbraio in Polonia. Nelle prime tre gare ottimo rendimento anche in Champions, tre vittorie importanti che sicuramente saranno un’ulteriore iniezione di fiducia per le successive gare europee e non solo. Qual è stata la vostra arma vincente per riuscire ad avere la meglio in tutte e tre le gare? Secondo me non abbiamo dimostrato la stessa qualità in tutte e tre le gare, ma in ciascuna di esse abbiamo capito il giusto modo di affrontare l’avversaria. Nella prima gara contro Kazan siamo state perfette. Evento raro è che tutto quello che ci aspettavamo è successo e ci ha fatto trovare pronte in qualsiasi situazione. Quasi sempre ci sono quegli eventi in una partita che non si possono prevedere, ma la gara contro le russe è stata inusuale sotto questo aspetto. Siamo state efficaci in battuta e questo ci ha permesso di gestire le varie azioni con semplicità e con una certa naturalezza. Personalmente è stata una sfida facile a livello di lettura di gioco e rispetto al solito non ho neanche corso tanto da un lato all’altro del campo. Non ultima la fase muro-difesa, siamo state sempre attente e nel vivo del gioco e questo ci ha permesso di non perdere mai il controllo della gara. Nelle altre due gare la pazienza è stata una delle nostre armi vincenti. La frenesia di non voler subito fare punto, ma creare azioni di gioco usando la testa e aspettare il momento propizio per colpire, è stato il nostro punto di forza: la partita infinita nell’ultima gara contro la squadra polacca si poteva vincere solo in questo modo. Non abbiamo mai perso la testa, abbiamo mantenuto sempre calma e lucidità meritando alla fine questo successo. Vincere tutte queste partite dimostrando diversi atteggiamenti ha incrementato la nostra forza, riusciamo ad esprimerci in diversi modi rispetto all’avversario che abbiamo di fronte e questo è un fattore in più che ci dovrà accompagnare per tutta la stagione. Non dobbiamo dimenticare che in Europa abbiamo solo fatto il primo step, a febbraio in Polonia cercheremo di fare ancora meglio perché non bisogna mai considerarsi arrivati”.

Ci sono delle differenze nell’affrontare una squadra italiana rispetto ad una di un altro Paese? Secondo me la differenza maggiore sta nella fisicità, in Italia si valorizzano di più la tecnica e gli aspetti sul campo, mentre il lavoro in palestra è ovviamente una parte importante dell’allenamento ma non fondamentale. Le russe e le polacche hanno un roster molto fisico e questo comporta avere un tipo di gioco diverso da quello che si vede in Italia, questo è un ulteriore punto a nostro favore per essere riuscite ad affrontarle nel modo giusto non essendo tanto abituate a questo tipo di avversarie”.

L’obiettivo stagionale è quello di puntare il più in alto possibile in tutti i tornei e dare fastidio a Conegliano, concetto messo in evidenza dal direttore generale Marchioni in una nostra recente intervista. La squadra veneta non conosce sconfitta da più di un anno ed è un dato che fa capire la forza di questa squadra. Novara però non è da meno, sicuramente è una delle poche squadre al mondo capace di darle del filo da torcere. Avendo nei propri tornei un’avversaria di questa caratura, qual è il giusto modo di affrontare mentalmente una stagione per pensare di riuscire ad avere la meglio su di loro quando si arriverà alla fase finale della stagione? Non dobbiamo pensare a Conegliano, tanto abbiamo visto che le cose le sanno fare e questa striscia di vittorie parla chiaro. Bisogna continuare a lavorare su noi stesse e ragionare su quali aspetti possiamo ancora migliorare. Sarà importante cogliere le opportunità e sfruttarle a nostro favore, cercando di essere perfette e di fare il nostro miglior gioco. Poi in una partita secca non sai mai cosa può succedere, ci sono tanti eventi che entrano in gioco ed è proprio in quelle situazioni che dovremmo essere determinate a portare a casa noi il punto”.

Dopo due stagioni a Busto Arsizio in prestito sei tornata a Novara, la società non ti ha mai persa di vista. La società ha sempre creduto nelle tue capacità e tu stai dimostrando di starci benissimo in questo roster pieno di campionesse e giovani dal futuro assicurato. Come ti trovi in questo roster? Rispetto alla prima esperienza novarese quanto sei cambiata come atleta? A Novara mi sono sempre trovata benissimo, quando arrivi in questa città le aspettative sono tante perché la società e l’ambiente pensano sempre in grande e questo è uno dei punti di forza del mondo Igor. Sono tanti anni che la squadra è sempre protagonista in tutte le competizioni e far parte di questo gruppo mi rende felice, anche perché sono stata a Busto Arsizio per due anni ma in prestito, questo significa che la società ha sempre creduto in me e nelle mie capacità. I due anni vissuti a Busto Arsizio sono stati importanti per me, ho giocato con una certa continuità e abbiamo lottato per obiettivi importanti, la vittoria della Coppa CEV e la finale di Coppa Italia sono stati traguardi prestigiosi, senza dimenticare la successiva partecipazione alla Champions che mi ha permesso di accumulare un’importante esperienza. Adesso mi sento più sicura e la fiducia in me stessa è aumentata, comincio ad avere un consistente bagaglio di esperienza che mi sarà utile per il prosieguo di questa stagione e per quelle successive”.

Avevi già avuto modo di lavorare con mister Lavarini nella scorsa stagione a Busto Arsizio, un allenatore di scuola AGIL e conoscitore della pallavolo in tutte le sue sfaccettature, in particolare nel saper valorizzare al meglio le giovani promesse grazie ad una attenta ed oculata gestione del loro inserimento in squadra. Quali sono gli insegnamenti che il mister ti sta inculcando per diventare sempre più una pedina fondamentale di questa squadra? Lavarini è un allenatore che pretende molto dal suo roster ed è una delle sue qualità principali, non si accontenta mai e vuole sempre che la squadra migliori in ogni aspetto e circostanza. Quando si è alla guida di una squadra di alto livello c’è bisogno di avere degli allenatori con questo spirito, quando tutto sta girando per il meglio continua a trovare sempre gli stimoli giusti per farci lavorare sempre con concentrazione, non ci permette di adagiarci sugli allori ma ci vuole sempre sul pezzo e cariche per affrontare al meglio la sfida successiva. Il frutto del suo lavoro è sotto gli occhi di tutti, in campo si vedono i risultati e questo modo di pensare e lavorare è fondamentale per riuscire a lottare per grandi obiettivi”.

Vedere così tante partite senza il calore dei tifosi è una perdita importante per tutto lo sport e l’ambiente. Il ministro dello Sport Spadafora ha dichiarato che uno dei temi che affronterà al più presto con il Comitato Tecnico Scientifico sarà proprio il ritorno degli spettatori nei palazzetti con modalità che poi conosceremo successivamente, ma già queste parole fanno ben sperare per cercare di tornare al più presto alla normalità. Quanto vi manca il supporto dal campo e quale messaggio vuoi lasciare a tutti i tifosi della Igor e ai lettori del sito? Vedere il palazzetto vuoto per così tanto tempo è strano, mi mancano i tifosi e il loro stupendo e fondamentale supporto alla squadra. Mi auguro che si possa trovare una soluzione al più presto, ovviamente in base all’andamento di questo virus in Italia. Saluto tutti quelli che ci stanno seguendo a distanza, sappiamo che siete in tanti e questo ci trasmette molta carica, anche se non è la stessa cosa rispetto a quando siete vicini a noi a pochi passi dal taraflex. Resistiamo ancora un po’, solo così sarà possibile vedere gli spalti pieni nel più breve tempo. Un saluto a tutti e buone feste!”.

Grazie a Sara Bonifacio per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa della Igor Gorgonzola Novara per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo
Foto © profilo FB Igor Volley Novara

 

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