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Esclusiva VNV: L’intervista a Marco Firenze


Di Alberto Battimo

Arrivato a Novara ad un passo dalla conclusione dell’ultimo mercato, ha subito messo in mostra le sue doti da giocatore offensivo. Bravo con i piedi e anche sotto porta, riesce ad essere incisivo e rappresenta il classico giocatore duttile ed efficace nel fraseggio palla, per creare quella superiorità in più nella fase di attacco. Il cambio di allenatore non ha ancora dato quell’accelerata dal punto di vista dei risultati ma lui non si scompone: consapevole del valore della rosa e dell’abilità dell’allenatore, solo con il lavoro settimanale - continuo ed efficace - si raggiungerà la giusta condizione per ritornare a far bene. Contento della scelta fatta, Novara è la piazza giusta per le sue ambizioni e per raggiungere insieme un obiettivo importante. Lui è… Marco Firenze.

La sconfitta contro il Renate è la terza nelle ultime cinque partite. Per la prima volta la squadra azzurra non è stata capace di mantenere il vantaggio, non era mai successo da inizio campionato. Come mai questa volta la squadra non è riuscita a difendere o rimpinguare il vantaggio ottenuto nel secondo tempo? “Quella partita è stata decisa dagli episodi, purtroppo la maggior parte di questi sono stati a nostro sfavore: il mio palo clamoroso e due occasioni nitide capitate sui piedi di Zigoni, non sono state purtroppo sfruttate al meglio. Il Renate ha fatto il suo gioco ma meritavamo di uscire da questa sfida con almeno un punto in tasca. È un periodo un po’ così, come dicevo prima gli eventi non stanno giocando a nostro favore. Dobbiamo restare tranquilli e continuare a lavorare, mister Marcolini è da poco con noi e bisogna dargli il tempo di farci inculcare i suoi dettami cercando di dimostrarli sul campo al più presto. Non è facile arrivare a questo punto dopo pochi allenamenti e soprattutto con tre partite ravvicinate che hanno rallentato questo nostro percorso con il neo-allenatore: il costante lavoro settimanale darà i suoi frutti”.

L’ultima vittoria risale a un mese fa nella sfida vinta a Livorno. Eravamo ad un passo dal primo posto e adesso ci ritroviamo a metà classifica, ma tutto è ancora recuperabile. Come spieghi questa fase di “appannamento” e come se ne esce? “Il mister è arrivato da poco e in primis c’era da rifondare il nostro assetto in campo. Non sarà un obiettivo veloce da raggiungere perché si parte da zero: c’è da dargli un po’ di tempo e parallelamente anche noi abbiamo il compito di assimilare il prima possibile le sue idee tecniche e tattiche, perché prima tutto questo non esisteva, parlo per le esperienze che ho accumulato e per quello che ho visto da quando sono a Novara. Ho grande fiducia nel mister e il lavoro sarà la giusta strada da percorrere per ottenere importanti soddisfazioni. Anche se è una situazione che sta riguardando tutte le squadre in queste ultime settimane, la positività al virus di alcuni nostri importanti giocatori non ci ha permesso di allenarci a pieno regime e la loro mancanza si è fatta sentire all’interno della squadra. Tutte queste situazioni non ci stanno aiutando, ottenere il massimo sin da subito non è semplice e sta rallentando il nostro percorso di crescita. L’importante è mantenere la giusta lucidità e andare avanti consapevoli delle nostre capacità: abbiamo tutto il tempo per recuperare e ottenere tutti i nuovi punti che ci meriteremo”.

Sappiamo bene che quando si cambia allenatore non è facile assimilare in tempi brevi le idee del nuovo mister, ancora più difficile quando questo avviene durante il campionato. Quali sono i metodi di lavoro di mister Marcolini? “Il mister è dovuto partire da zero e sta cercando di dare un’idea alla squadra perché prima non c’era, prima era un andare in campo e giocare. Ci sta trasmettendo i suoi concetti in maniera chiara e diretta, vuole che la squadra entri in campo ed esprima al meglio tutte le sue potenzialità. La sua idea di gioco è quella di coinvolgere tutta la squadra, a partire dalla difesa che deve essere capace non solo di bloccare le avanzate degli avversari ma anche a dare inizio all’azione. Tocca anche a noi lavorare su questi aspetti e recepire al meglio queste sue concezioni. Il mister non ha la bacchetta magica, non bastano un paio di allenamenti per insegnare a tutti noi le sue idee, posso però già dire che coach Marcolini è un allenatore molto preparato, ha già allenato in Serie B con merito e vuole ritornare in serie cadetta con noi. Dobbiamo seguirlo con attenzione e concentrazione e, allenamento dopo allenamento, cercheremo di esprimere il suo calcio e di tornare presto alla vittoria. Momenti negativi capitano a tutti, ora stiamo vivendo una situazione del genere, anche se siamo stati “condannati” solo da episodi non favorevoli. Se riuscissimo a sistemare quelle sfaccettature che possono ribaltare un episodio a proprio favore, sarebbe un primo passo per tornare a fare risultato”.

Le dichiarazioni del direttore sportivo Orlando Urbano, rilasciate al programma ufficiale del Novara Calcio, sono state di carica e di spinta per la squadra, consapevole del valore che ognuno di voi possiede per riportare il Novara nelle posizioni che contano. Qual è la reazione della squadra davanti a queste parole? “Tutti noi abbiamo voglia di rivalsa, la posizione di classifica che occupiamo non rispecchia il nostro potenziale reale. La società non ci ha fatto mai mancare nulla, ci è sempre stata molto vicina, soprattutto in questo momento e per noi è molto importante sentire la loro presenza. Tutti noi abbiamo voglia di uscire al più presto da questa fase di “appannamento” e tornare a gioire per una vittoria. Siamo una cosa sola, con il lavoro e con questa mentalità usciremo da questo momento al più presto”.

Sei arrivato a Novara nell’ultima sessione “estiva” di mercato, il giorno prima della chiusura, in prestito dalla Salernitana. Lasciare la Serie B, accettare di scendere di categoria e vestire la nostra maglia è motivo di orgoglio. Quali sono state le scelte che ti hanno spinto ad accettare l’interesse del Novara? “Nella fase iniziale del mercato avevo avuto varie proposte, anche da squadre di Serie B, ma nessuna di queste mi convinceva del tutto. La proposta del Novara è stata allettante: il direttore mi ha subito messo in mostra il progetto ambizioso che aveva in mente e cercavo proprio una squadra che avesse questa mentalità e voglia di lottare per le posizioni che contano. Le parole della società nei miei confronti hanno fatto il resto, è nata quella fiducia reciproca che ha fatto sì che legarmi a questa maglia fosse una semplice formalità. Non ho guardato alla categoria ma agli obiettivi della società che coincidevano con i miei: sono convinto di ritornare in B sul campo, il mio contributo per raggiungere questo importante successo sarà sempre massimo”.

Hai sin da subito dimostrato le tue capacità nel gestire al meglio le varie fasi del match e uno spiccato senso del gol regalandoci la rete della vittoria contro l’Alessandria. Come ti trovi in questa squadra e qual è lo schema migliore che ti permette di sfoggiare al meglio il tuo repertorio calcistico? “Rispondere a questa domanda non era facile prima del cambio di allenatore, in generale la situazione non era delle migliori. La rete della vittoria ad Alessandria è stata importante e significativa per tutti, anche se potevo già ampliare il mio score personale in altre partite: i pali presi contro la Juventus Under 23 e il Renate gridano ancora vendetta, come dicevo prima certi episodi non ci hanno favorito in questa prima parte della stagione. Adesso stiamo lavorando su due moduli e in tutte e due le situazioni sarà importante scendere in campo con il giusto atteggiamento, perché secondo me questo sarà il fattore principale che potrà fare la differenza. Nella mia carriera ho ricoperto vari ruoli: mezzala, esterno d’attacco, il quinto di centrocampo, la seconda punta e il trequartista. Ho espresso il meglio a Crotone… quando mancava un giocatore, l’allenatore pensava subito a me per ricoprire quel determinato ruolo. C’era grande fiducia nei miei confronti e questo mi ha permesso di migliorare sotto tanti aspetti in ogni area del campo. Se proprio devo scegliere un ruolo tra questi ti dico la mezzala, però ho subito ribadito al mister la mia totale disponibilità nell’occupare qualsiasi ruolo nel caso avesse bisogno”.

Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it. “Dispiace che in queste ultime settimane non vi stiamo regalando quello che meritate, ma speriamo di riuscire presto a tornare a farvi felici per una nostra vittoria. Purtroppo non ho ancora avuto modo di sentire il vostro appoggio e calore allo stadio, ci mancate tanto. Quando sono venuto a Novara da avversario ho sempre notato l’amore e la vicinanza che avete per questa maglia, la vostra passione è incredibile. Impegno, atteggiamento e voglia ci saranno sempre: questa è la mia promessa. Ogni volta che scenderò in campo darò il massimo pensando a voi e faremo di tutto per arrivare a fine stagione con un obiettivo importante raggiunto per rendervi felici del nostro operato. Stateci sempre vicino, siamo all’inizio e le possibilità per far bene ci sono, abbiamo un sacco di motivazioni. Il vostro supporto, anche se lontano dallo stadio, è fondamentale per noi e sentirvi fieri delle nostre prestazioni sarà un motivo d’orgoglio per lavorare anche con la giusta serenità”.

Grazie a Marco Firenze per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
La maglia azzurra 2020-21

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