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Conferenza stampa Novara Calcio: le parole del DS Urbano


Di redazione vanovarava.it

Un po’ a sorpresa, ma anticipato da un comunicato della società, il DS Orlando Urbano (nella foto) ha tenuto banco in una conferenza stampa indetta dal Novara Calcio per fare il punto della situazione, all’indomani della sconfitta interna con il Renate e della scelta, da parte della società, di optare per un breve ritiro a Novarello, sino alla prossima gara contro il Piacenza.

Il DS Urbano ha così cominciato: “Ho preferito fare un incontro per chiarire alcuni aspetti a seguito di numerose telefonate, parlando una sola volta, mettendoci la faccia e spiegando bene la situazione attuale. Chiaramente i primi a dover sapere cosa sta succedendo sono i tifosi ed è giusto che vengano informati attraverso questa conferenza. Ci tengo a sottolineare che mi è spiaciuto non esserci nelle ultime tre settimane (N.d.R. causa positività al Covid), ma adesso sono qui per assumermi le mie responsabilità di direttore sportivo e per condividere quello che è il momento poco positivo con la squadra, optando per un ritiro che ci faccia passare qualche giorno in più assieme. Siamo tutti alla ricerca di una soluzione, con la proprietà che ci è vicina e che non ci fa mancare niente”.

Il momento “negativo” del Novara è solo relativo ai risultati oppure anche alle prestazioni? “Anche alle prestazioni, perché prendendo in esame l’ultimo periodo - nonostante il cambio di allenatore fatto per ottenere una diversa reazione - si è avuta una trasformazione soltanto in parte, con la partita contro la Juventus U23 dove si è visto un atteggiamento di gruppo e anche di sacrificio. Da lì in poi, però, nelle due partite successive questo atteggiamento non si è più visto e di conseguenza va ritrovata quella cattiveria e quella mentalità giusta per una squadra come il Novara”.

A cosa può essere dovuta questa latitanza? “Penso che tutto coincida con il momento difficile a livello nazionale, con la necessità di osservare un protocollo sanitario rigido e di avere qualche assenza anche dell’ultimo minuto, come nel nostro caso con ben sette giocatori oltre al sottoscritto”.

Il cambio modulo potrà dare una scossa alla squadra? “Penso che indipendentemente dal cambio modulo o da come si gioca, la scossa la devono fornire l’atteggiamento e il carisma dei giocatori in campo. Non voglio pensare che ci si attacchi ad un cambio modulo, semmai all’assenza di tanti giocatori. Dobbiamo lavorare su una mentalità nuova e importante”.

Forse, però, si è andati troppo veloci nelle modifiche apportate, in una settimana con tanti impegni ravvicinati… “Sfido chiunque a dare dei concetti di gioco in tre sole rifiniture prima di altrettante gare. Mi metto nei panni di un allenatore che è arrivato e che ha dovuto fare di necessità virtù, senza poter disporre di tanti giocatori perché positivi al Covid. Non è una scusante, ma con la Juventus questo cambio modulo ha premiato, mentre con il Lecco - pur partendo dalla solidità nella gara precedente - questo non ha funzionato. Ma gli episodi sono stati determinanti…”.

Quello che è strano è che il capocannoniere azzurro sia Buzzegoli… “Non è normale, ma fino a qualche partita fa eravamo uno dei migliori attacchi del girone. Le nostre difficoltà in fase avanzata sono coincise con le tante assenze, come quelle di Gonzalez, Panico e Schiavi. Aspetto che per noi ha avuto un peso importante, ora è giunto li momento di uscirne con le unghie e con i denti ed è questo quello che mi aspetto dai ragazzi”.

In rosa sembra mancare un giocatore dalla personalità e dalle caratteristiche simili a quelle di Buzzegoli, che possa dare un contributo in caso di necessità… “Ante Hrkac si è infortunano nel momento in cui ci serviva ed è un giocatore che ci avrebbe potuto dare una grossa mano a centrocampo; abbiamo preso Mbaye, che ha caratteristiche diverse ma che ha bisogno di altri allenamenti per entrare in condizione ottimale. Buzzegoli è un valore aggiunto per questa squadra, è uscito dalla semifinale play-off della scorsa stagione con un grosso infortunio e questo non gli permette di essere sempre al top adesso. Noi abbiamo delle alternative in questo caso, ma se mancano le pedine si rimane vincolati alla prestazione dei singoli”.

C’è qualche rammarico nel non aver risolto prima l’equivoco con Banchieri? “Quando si esonera un allenatore è una sconfitta un po’ di tutti, in primis della società, ma anche dei giocatori e dell’allenatore stesso. È però stata una decisione dettata dal momento, a luglio non avevamo in testa di cambiare l’allenatore perché la squadra aveva fatto un buon percorso con il raggiungimento della semifinale play-off, ma durante il cammino di questa stagione abbiamo avvertito qualcosa che non andava, qualcosa che è scaturito in un momento che non aspettavamo di dover affrontare. Dato che non volevamo perdere tempo, il cambio di allenatore è stato fatto in quest’ottica, anche se è coincisa con la settimana più difficile, sotto tutti i punti di vista”.

Ipotizzare un cambio di Buzzegoli con Mbaye, ad oggi, appare un po’ come un affronto… “Io i paragoni fra i singoli non li faccio, perché ognuno ha le sue caratteristiche. Siamo convinti che ognuno di loro possa dare un grosso contributo a questa squadra. È chiaro che Mbaye ha mostrato le sue difficoltà, soprattutto fisiche, perché nel momento in cui stava ritrovando la condizione si è nuovamente dovuto fermare per infortunio”.

Qualche giocatore sembra poco funzionale al gioco di questa squadra… “Sappiamo di avere un allenatore che può far rendere tutti al massimo e li allena tutti i giorni. Quello che avete visto non è piaciuto a voi e, in parte, neppure a noi, ma al di là del momento di difficoltà dei singoli, mi focalizzo di più sul gruppo e sulla mentalità da sviluppare, una mentalità più forte che vorremmo vedere in campo”.

La squadra come ha preso la scelta della società su questo ritiro? “Il nostro non è un ritiro punitivo bensì conoscitivo, per guadagnare del tempo, analizzare gli errori e apportare le soluzioni, sia di gruppo che individuali”.

In quest’ottica, se la partita con il Piacenza dovesse essere rimandata sarebbe un aspetto positivo… “Fra le tante difficoltà del momento viviamo anche questa, perché ci prepariamo per delle gare e poi dobbiamo rivedere i nostri piani in base a quello che succede. Ovviamente il discorso vale anche per gli avversari”.

Forse i nuovi giocatori non si sono ancora integrati del tutto con il gruppo storico che era già presente gli anni scorsi... “Questo no e lo possono certificare tutti gli interessati. I nuovi arrivati si sono integrati bene, nessuno ha delle problematiche in questo senso”.

Il calo di rendimento non potrebbe essere dovuto al passaggio fra una sorta di “autogestione” della squadra, ad un allenatore con una personalità diversa e ben precisa? “Non mi piace il termine “autogestione” perché c’era pur sempre un allenatore anche prima con una linea diversa. Sicuramente sono due linee diverse, con due metodologie diverse. Ci vuole una fase di adattamento che non abbiamo avuto, per le partite ravvicinate e per altri aspetti. Ci aspettiamo un cambio da parte di tutti”.

In panchina mister Marcolini è molto attivo, ma quando i suoi giocatori sbagliano l’atteggiamento sembra quasi sconfortato… “Il mister ci dimostra ogni giorno che vuole trasmettere i suoi messaggi alla squadra, ma quando subentri in corsa non si riesce a dare tutto subito. Quella attuale è la prima settimana dove può lavorare in maniera costruttiva per quella che è la sua mentalità. Marcolini ha tutte le caratteristiche per farsi seguire dal gruppo. Spetta poi a me supportarlo in tutto, come fatto in precedenza con Banchieri”.

redazione vanovarava.it

 
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