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Esclusiva VNV: L’intervista a Daniele Buzzegoli


Di Alberto Battimo

È sempre stato un giocatore dalle qualità importanti e capace di guidare il centrocampo grazie alle sue doti tecniche ma anche mentali. L’inizio di stagione è stato brillante, quattro reti e un assist nelle prime sei partite ufficiali, questo fa capire quanto sia letale quando si porta in avanti e spesso le sue reti sono importanti e di pregevole fattura. Il campionato è partito sotto i migliori auspici, le ultime tre vittorie e il modo in cui sono arrivate testimoniano il grande lavoro che mister Banchieri e l’intera squadra stanno svolgendo per puntare sempre più in alto. Tutto questo non deve farci fare dei voli pindarici, uno dei tanti messaggi presenti all’interno di questa intervista è quello di andare avanti passo dopo passo e di mantenere sempre i piedi per terra. Avere in rosa giocatori come lui è “manna dal cielo”, sia in campo che nello spogliatoio la sua presenza sarà utile per trascinare la squadra all’obiettivo. Lui è… Daniele Buzzegoli.

Vittoria importante e pesante del Novara: dopo dieci anni è stato espugnato il “Moccagatta” di Alessandria grazie alla rete di Firenze nei minuti finali di recupero. Una partita giocata a viso aperto, la capacità della squadra di variare il tipo di gioco in base all’andamento della gara è stato un valore aggiunto che sarà importante anche per il prosieguo della stagione. Cosa significa per voi vincere un derby in questo modo, contro una delle pretendenti per la lotta alla promozione? “La vittoria del derby contro l’Alessandria per noi significa molto, ancora di più dopo la prestazione sottotono di Vercelli. È sempre bello vincere queste sfide, siamo contenti di questi tre punti sia per noi che per i nostri tifosi che meritavano di uscire vincitori da questo derby, visto che è una delle gare molto sentite in città. La felicità di aver espugnato il “Moccagatta” dopo così tanti anni è immensa e secondo me questa vittoria è meritata grazie ad una prestazione di abnegazione e sacrificio. Non abbiamo mai mollato, abbiamo risposto sempre colpo su colpo e quando c’era da soffrire abbiamo tutti dato quel qualcosa in più per respingere le loro azioni offensive e per poi ritornare alla carica pronti a colpire. A livello di occasioni non siamo stati da meno, l’approccio alla gara è stato corretto e la vittoria è il giusto premio che ci siamo meritati”.

Rispetto ai grigi ha prevalso la qualità tecnica o la voglia di portare a casa questa vittoria, senza mai accontentarsi del pareggio? “Secondo me tutti e due gli aspetti hanno dato un contributo fondamentale per ottenere questa vittoria. La qualità, se non è unita allo spirito di sacrificio e alla voglia di vincere, è fine a sé stessa. Siamo stati bravi a capire il tipo di atteggiamento da affrontare in determinate situazioni senza mai perdere di vista il nostro obiettivo, ovvero i tre punti. Anche quando c’era da soffrire non abbiamo mai pensato che un pareggio ci potesse andare bene. La tecnica all’interno della nostra rosa non manca assolutamente e l’azione della nostra seconda rete esemplifica al meglio tutte le nostre caratteristiche. In questo tipo di partite la qualità fa la sua parte perché l’imprevedibilità, soprattutto in Serie C, è un fattore importante per rompere gli equilibri e sfruttare al meglio le occasioni”.

Dopo il passo falso alla prima giornata la squadra sembra aver trovato la giusta quadra. Complimenti al mister per aver subito trovato la giusta collocazione a ciascuno di voi e, allo stesso modo, un plauso a voi giocatori per essere riusciti a dimostrare sul campo gli aspetti voluti dell’allenatore. Visto che rispetto alla scorsa stagione la rosa è cambiata in diversi ruoli, non era semplice arrivare a questa intesa di gioco e di squadra già dopo le prime giornate. Che aria si respira all’interno dell’ambiente azzurro? “Rispetto alla scorsa stagione ci sono delle facce nuove ma quando arrivano giocatori di valore e importanti come quelli presenti nella nostra rosa viene facile integrarli e integrarsi. Sono arrivati ragazzi che sanno di calcio e che hanno già giocato in categorie importanti, hanno tante partite alle spalle e questo è un plus che dovrà essere sfruttato al meglio. I nuovi arrivati sono già consapevoli dell’importanza di ogni gara e sanno come interpretare al meglio i momenti di una partita e le indicazioni dell’allenatore. Da parte nostra, che siamo da più tempo a Novara, dovremo essere bravi a farli ambientare il prima possibile e a farli sentire a proprio agio perché solo così potranno entrare in campo determinati e dimostrare tutte le loro potenzialità, doti che per noi sono fondamentali per fare bene in ogni gara”.

Nel leggere le formazioni nelle ultime tre partite di campionato notiamo come mister Banchieri voglia puntare su un centrocampo solido e già rodato, non è un caso che le vittorie siano arrivate con te, Bianchi e Schiavi in mezzo al campo dal primo minuto. Secondo te qual è il motivo di questa scelta? “Sono d’accordo con la tua motivazione, in questo momento il mister preferisce partire con noi tre a centrocampo perché conosciamo già certe dinamiche di gioco. Comunque l’unico nuovo innesto che è entrato a partita in corso e ha fatto la differenza è stato Marco Firenze, è arrivato da poco ed è normale che ci voglia del tempo per inserirsi negli schemi voluti dal mister e acquisire quel ritmo partita utile per dare il meglio con un minutaggio sempre maggiore con il passare delle partite. Il suo arrivo ha rafforzato ancora di più il nostro reparto, ha dimostrato subito quanto sarà importante il suo contributo all’interno di questa squadra. È normale che in questo momento noi tre reduci già dalla scorsa stagione con mister Banchieri siamo più pronti e preparati senza dimenticare però Collodel che per me è un giocatore promettente, sa quello che deve fare e dimostra in maniera eccelsa tutte le sue qualità ogni volta che scende in campo”.

Quali sono i compiti principali che l’allenatore vi chiede per cercare di fare da collante tra difesa e attacco? “Le richieste del nostro mister non si discostano da quelle che tutti gli allenatori pretendono dai propri centrocampisti, variano i modi di interpretare certe indicazioni ma tutto sommato ci viene richiesto di svolgere i compiti essenziali che spettano a chi sta in mezzo al campo. Fungiamo da filtro sia in fase di possesso che non, sapere costruire le azioni quando comandiamo il gioco e trovare i giusti assist da dare agli attaccanti, senza dimenticare i nostri inserimenti nelle difese avversarie per aumentare il nostro pericolo in attacco. Quello di giocare insieme già dalle scorse stagioni è un vantaggio perché molte cose ci vengono anche spontanee, ma siamo tutti consapevoli di avere un centrocampo di assoluto valore grazie a tutti i componenti che sanno dare il loro contributo in qualsiasi situazione”.

La prossima sfida ci vedrà impegnati al “Piola” contro il Pontedera. La squadra toscana era partita in campionato con il piede giusto ma le ultime due sconfitte hanno ridimensionato il loro inizio. Quale sarà il giusto atteggiamento per conquistare la quarta vittoria consecutiva? “Domenica ci aspetterà una sfida difficile perché il Pontedera è una squadra che conosce bene la Serie C e l’anno scorso è arrivato più avanti di noi in classifica. Sono molto organizzati e sanno quello che fanno, da qualche anno giocano con gli stessi uomini chiave nei ruoli fondamentali. Noi dovremo essere bravi a gestire la gara senza farci prendere dalla voglia di attaccare sempre. Ci sarà da soffrire ma, quando avremo l’occasione, dovremo dimostrare le nostre qualità che non sono da poco”.

Patron Rullo ha dichiarato che l’obiettivo Serie B è uno dei principi cardine che la società si è posta da quando si è insediata a Novara. Questo scopo dichiarato alla stampa sarà una carica in più per voi per fare sempre meglio, oppure c’è il rischio, soprattutto nei giocatori giovani, di sentire il peso della responsabilità di un obiettivo così importante? “Quando si comincia un campionato si parte sempre con l’intenzione di vincere. La nostra è una società ambiziosa ed è giusto che si esponga sotto questo punto di vista. Per quanto riguarda il gruppo squadra dovremo stare molto attenti, perché potrebbe essere una lama a doppio taglio. Io credo che siamo molto attrezzati per fare bene in questo campionato, ma sappiamo bene quanto nel calcio siano fondamentali gli episodi per determinare il percorso di una squadra. Se perdiamo di vista quello che dobbiamo fare si rischia di lasciarci travolgere dalle parole e si dimostrano pochi fatti. Pensare partita per partita è l’atteggiamento giusto per cercare di raggiungere i nostri obiettivi, fare più punti possibili in ogni campo e alla fine della stagione fare un bilancio delle nostre prestazioni. Sulla carta ci sono tante squadre che sono favorite per la promozione ma alla fine saranno soltanto due ad essere promosse, andrà in Serie B chi sbaglierà meno e chi sarà più concentrato sull’obiettivo. Siamo consapevoli che possiamo giocarcela con tutti e dimostrare tutte le nostre qualità che sono importanti per la categoria. I campionati non si vincono al primo mese di campionato, sarebbe un grave errore pensare di essere una squadra fortissima e che non avrà mai problemi, pensarla così farebbe del male non solo a noi ma anche all’intero ambiente. In una situazione del genere i tifosi si aspettano che il Novara debba vincere tutte le partite e se alla squadra capitasse di soffrire durante una partita o perdere una gara i tifosi non accetterebbero questo tipo di andamento. Questo non deve accadere e non deve essere il nostro campionato, dico già ora che ci sarà da soffrire ma allo stesso tempo abbiamo tutte le qualità per colpire qualsiasi difesa e vincere su ogni campo, saranno tante le partite stile quella contro l’Alessandria. Vorrei che i nostri tifosi continuino a starci sempre vicino, a soffrire con noi nei momenti difficili e a gioire insieme quando raggiungeremo risultati importanti e mi auguro che quest’ultimo aspetto sia quello più frequente”.

Il tuo personale inizio di campionato è stato a dir poco sensazionale: nelle prime gare ufficiali della stagione hai già collezionato quattro reti e un assist. Dimostri una carica pazzesca in qualsiasi partita, sei uno dei pilastri di questa squadra e un punto di riferimento per i giovani. Come ti senti fisicamente e mentalmente e quanto sta influendo la carica e la voglia di vincere che c’è nel gruppo nelle tue prestazioni? “Questa carica e voglia che vedo all’interno del nostro gruppo sta influendo tantissimo nelle mie prestazioni. Durante gli allenamenti noto tanta qualità e lavoriamo su livelli molto alti. Sto vivendo sulla mia pelle che quando si va avanti con l’età per non rimanere indietro bisogna allenarsi sempre di più rispetto al passato, bisogna stare sempre più attenti ai particolari. Quest’estate ho avuto un infortunio ma questo non mi ha fermato, ho continuato a lavorare e adesso sto raccogliendo i frutti, devo dire che tutto sta andando oltre le più rosee aspettative. Sto vivendo un piccolo stato di grazia, quattro reti nelle prime sei partite ufficiali è un ruolino importante per un play come me, prendo volentieri questa soddisfazione personale anche perché sono state reti importanti e utili alla causa. Questo però non è il mio compito, sono contento quando le mie prestazioni sono utili per i successi della squadra, indipendentemente dal fatto che il successo sia arrivato con una mia rete. Non mi aspetto di arrivare a chissà quante reti, voglio sempre regalare alla squadra e ai tifosi una prestazione all’altezza”.

In una delle ultime interviste al nostro sito avevi dichiarato di voler intraprendere la professione di allenatore a fine carriera, stai seguendo le lezioni ad Oleggio. Come procede il corso? “Il corso si è concluso, ho preso il patentino “UEFA C”. Quest’estate sia io che Gonzalez abbiamo iniziato il corso on-line per ottenere la licenza B per i professionisti. Ci mancano alcune ore di tecnica calcistica e l’esame finale e se tutto dovesse andar bene riusciremo ad ottenere anche questa soddisfazione. Stiamo facendo tutto questo mentre giochiamo, Pablo ha ancora tanti anni ma io sono ad un punto in cui devo fare delle riflessioni sempre a fine stagione. Mi sto preparando per il futuro dopo il calcio giocato, penso sia un modo corretto di agire per me stesso”.

Nel tuo percorso da giocatore stai prendendo spunto da tantissimi allenatori, dopo un anno con mister Banchieri quale suo aspetto cercherai di fare tuo per insegnarlo ai tuoi futuri giocatori? “Ogni allenatore che passa nel tuo cammino ti lascia qualcosa. Credo però che alla fine ognuno di noi debba avere il suo credo e il suo modo di agire, soprattutto costruirsi un carattere anche nel modo di allenare. Per essere credibili agli occhi dei giocatori bisogna essere sé stessi, in qualsiasi situazione. Di conseguenza è giusto prendere qualche esercitazione che ci piace o qualche lavoro che ci incuriosisce ma bisogna sempre metterci qualcosa di nostro perché una cosa solo presa e riportata non riesce a trasferire alla squadra il vero valore di quell’esercizio, in primis siamo noi allenatori che dobbiamo viverla e crederla. Ho imparato tanto da tutti, compreso mister Banchieri, ma alla fine devi essere tu a proporre il tuo programma di lavoro in base alle tue caratteristiche e al tuo modo di essere: ritengo che essere credibile agli occhi dei giocatori sia una fase importante per creare un gruppo che sappia lavorare con impegno e dedizione”.

È veramente un peccato che i tifosi non abbiano vissuto allo stadio questo promettente inizio di campionato, ma sicuramente saranno fieri ed orgogliosi delle recenti prestazioni e risultati. Notizia di qualche giorno fa è la riapertura della tribuna centrale, già dalla gara contro il Pontedera: 800 tifosi potranno tornare a vedere il Novara! Una bella notizia in un momento non facile… quali sono state le vostre reazioni dopo l’annuncio di questa riapertura? “Il calcio è della gente, la loro spinta e il loro entusiasmo sono linfa vitale per noi giocatori e per questo sport. Siamo strafelici di rivedere una piccola parte dei nostri tifosi allo stadio e non vedo l’ora di rivedere presto il “Silvio Piola” pieno, questo ulteriore passo significherebbe che questo maledetto virus è stato sconfitto. In questo momento vedere almeno 800 tifosi ad incitarci mi fa un enorme piacere, per noi giocatori tutto questo è adrenalina pura e motivazioni aggiuntive che abbiamo dovuto cercare e trovare dentro di noi in queste prime partite. Sto pensando a cosa sarebbe successo se la rete di Firenze nel derby fosse stata con la curva ospiti piena, ci penso ancora ed è un peccato non aver vissuto quel momento insieme ai nostri stupendi tifosi. Ci vediamo domenica!”.

Vuoi lasciare un messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it? “Ai tifosi chiedo di continuare ad avere un atteggiamento positivo nei nostri confronti, devono essere pronti a soffrire con noi. Abbiamo una squadra all’altezza della competizione ma questo non basta, vivere tutti insieme sia i momenti belli che quelli meno belli sarà un passo importante per avvicinarci sempre più alle posizioni che contano. Ci mancate tanto e speriamo che questa riapertura possa essere il primo passo per avvicinarsi sempre di più ad uno stadio pieno e tutto azzurro”.

Grazie a Daniele Buzzegoli per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
La maglia azzurra 2020-21

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