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Alessandria-Novara 1-2


Di Giovanni Chiorazzi

Foto © novaracalcio.com

Un Novara tenace, coriaceo e capace di “soffrire”, ancor di più di quanto fatto in occasione della sfida casalinga contro la Giana Erminio, si aggiudica il derby del “Moccagatta” contro l’Alessandria e centra il terzo successo consecutivo in campionato. Tutti segnali che non sembrano essere frutto del caso, perché gli uomini di mister Banchieri stanno - di partita in partita - dimostrando di crescere come intensità e spirito motivazionale e il fatto di aver trovato la rete decisiva in pieno recupero, senza arrendersi sino al triplice fischio dell’arbitro, è la prova più tangibile di questa circostanza. Non tragga in inganno il fatto che la squadra azzurra si sia trovata subito in vantaggio dopo appena una decina di minuti con l’ennesima rete, la terza in questa stagione, di un Buzzegoli che quest’anno sembra davvero aver sposato alla grande il progetto del Novara Calcio… l’Alessandria, infatti, che fra le rivali in campionato è una di quelle più attrezzate e con una rosa davvero molto competitiva, ha saputo mettere sotto gli azzurri prima sugli sviluppi di un penalty forse un po’ “esagerato” ma senza dubbio anche ingenuo e, a seguire, con un pressing nella ripresa che ha visto il Novara in una veste ancora nuova per quanto riguarda il campionato, ovvero quella di un gioco di rimessa, basato prevalentemente sul lancio in avanti e su veloci ripartenze, dove i cambi apportati dalla panchina da mister Banchieri hanno fatto sicuramente la differenza: non si è infatti trattato soltanto di inserire forze fresche in campo (fra tutti Cisco, Gonzalez e Firenze), quanto di puntellare uno schema che sta dando solidità in fase di contenimento e, adesso, anche estro alle giocate offensive.
Fa riflettere, poi, che anche a fronte di partite così sofferte il Novara sia riuscito a portare a casa l’intera posta in palio: se è vero che in Serie C questo tipo di gare non sono sporadiche, è pur vero che solo le squadre con tanta ambizione e determinate al successo riescono nell’intento di trovare i tre punti, anche laddove ai punti il risultato sarebbe dovuto essere per onestà diverso, magari con un pareggio, almeno per quanto visto in campo. In conclusione si tratta di una vittoria “pesantissima” per gli azzurri, che per la prima volta sono potuti scendere in campo con una formazione molto vicina a quella ipotizzabile come “titolare” (con Sbraga al centro della difesa dal primo minuto), fatta salva la partenza dalla panchina di Marco Firenze, altro giocatore che assieme ai nuovi arrivi sembra aver completato l’organico a disposizione con esperienza e tanta voglia di mettersi in mostra.
Senza dubbio la vittoria finale resta l’aspetto più importante di questo derby, ma non rappresenta l’unico dettaglio positivo sul quale soffermarsi, per un campionato che si sta aprendo a scenari molto emozionanti nel caso in cui la strada intrapresa da Buzzegoli e compagni dovesse proseguire in questa direzione. Una condizione che, Covid o non Covid, fa tornare ai tifosi azzurri quella passione mai sopita dallo scorso anno. Del resto come potrebbe essere altrimenti, con una squadra che anche contro l’Alessandria ha dato la sensazione di avere ampi margini di miglioramento, di godere di ottima condizione psico-fisica e di stare forgiando un gruppo molto unito, pronto a seguire il diktat del proprio allenatore e, allo stesso tempo, a sacrificarsi per il bene collettivo?
In uno stato emozionale come quello attuale la ricetta ottimale per migliorarsi ancor di più è scendere in campo, ancora ed ancora, nel modo più ravvicinato possibile: sono infatti questi successi quelli che, nel computo di un’intera stagione, possono dare quel qualcosa in più per raggiungere traguardi ambiziosi e lo “spirito Novara” - cui la settimana scorsa proprio Buzzegoli aveva fatto riferimento - sembra ad oggi essere il collante più adatto per facilitare l’inserimento dei nuovi arrivati e stimolare ulteriormente chi era già presente nella passata stagione. Tuttavia il difficile potrebbe arrivare proprio ora, con un troppo acceso entusiasmo che spenga gli adeguati carichi motivazionali e faccia distrarre il gruppo da quell’umiltà che dovrà regnare all’interno dello spogliatoio sino all’ultima partita di tutta la stagione.
Dunque, per concludere, spazio ai festeggiamenti per questa sera che riportano il Novara vittorioso in un derby (si spera anche in quello di ritorno con la Pro Vercelli) e da domani sotto con il prossimo avversario, che per gli azzurri dovrà rappresentare una conferma di quanto di positivo intravisto sino ad oggi.

Giovanni Chiorazzi
Foto © novaracalcio.com

ALESSANDRIA: Crisanto; Prestia (dal 27'st Blondett), Cosenza, Macchioni; Parodi, Suljic, Castellano, Celia; Chiarello (dal 31'st Arrighini), Eusepi, Corazza.
A disposizione: Baschiazzorre; Crosta; Bellodi, Rubin, Scognamillo, Casarini, Di Quinzio, Gazzi, Poppa.
Allenatore: Angelo Gregucci.

NOVARA: Lanni; Lamanna, Sbraga (dal 18'st Bellich), Migliorini, Cagnano; Schiavi (dal 9'st Firenze), Buzzegoli, Bianchi (dal 18'st Collodel); Lanini (dal 9'st Gonzalez), Panico; Zigoni (dal 27'st Cisco).
A disposizione
: Desjardins; Natalucci, Pagani, Iervolino, Rusconi, Tordini, Zunno.
Allenatore
: Simone Banchieri.


Arbitro: Sig. Ermanno Feliciani della sezione di Teramo.
Assistenti: Sigg. Giulio Basile (sezione di Chieti) e Giuseppe Di Giacinto (sezione di Teramo).
Quarto ufficiale: Sig. Marco Ricci (sezione di Firenze).

Marcatori: 11'pt Buzzegoli (N), 23'pt Eusepi (A) su rigore; 46'st Firenze (N).

Ammonizioni: Suljic e Cosenza per l’Alessandria; Schiavi per il Novara.

Espulsioni: nessuna.

Calci d’angolo: 5 per l’Alessandria; 1 per il Novara.

Recupero: 1'pt; 3'st.

Note: serata con cielo parzialmente nuvoloso, temperature nella media stagionale, terreno di gioco in discrete condizioni. Novara schierato in campo con la seconda divisa da gioco: maglia bianca, pantaloncini azzurri e calzettoni bianchi con bordo azzurro. Partita giocata a “porte chiuse” nel rispetto del protocollo sanitario nazionale.

Cronaca:
Il big match della 4a giornata di campionato vede affrontarsi l’Alessandria e il Novara in un derby che si preannuncia molto aperto, per il valore di entrambe le squadre ma anche per la voglia di rivalsa che accomuna entrambe le società. L’Alessandria si schiera in campo con un offensivo 3-4-3 dove sono tanti gli ex azzurri a partire dal primo minuto, con Cosenza in difesa e il tandem formato da Eusepi e Corazza in attacco, con a supporto Chiarello. Mister Banchieri risponde con il consueto 4-3-2-1 e la vera novità è vedere titolare dal primo minuto al centro della difesa Sbraga, in coppia con Migliorini, mentre in attacco Lanini e Panico agiscono a ridosso di Zigoni punta avanzata.

Al 4' il Novara beneficia subito di una ghiotta azione: cross dal fondo verso il primo palo dove Lanini anticipa tutti ma la sfera esce di un soffio, con il portiere Crisanto battuto. Due minuti più tardi, Corazza conquista una punizione dai 25 metri. Alla battuta va Suljic con il destro e la palla sfiora l’esterno della rete. All’11' si concretizza il vantaggio del Novara: bella palla lavorata in area da Panico che, spalle alla porta, vede Buzzegoli e lo serve di precisione dal limite. Il capitano del Novara lascia partire un mancino che si infila alla destra di Crisanto. 13' immediata reazione dell’Alessandria che conquista un angolo, sugli sviluppi segnalato un fallo in attacco su Sbraga. Al 22' viene assegnato un penalty all’Alessandria: sul tentativo di Castellano, la traiettoria del pallone incoccia il braccio di Schiavi. Sul dischetto va l’ex Eusepi che spiazza Lanni e trova il pareggio per 1-1. 31' Schiavi serve in area Lanini, la conclusione di quest’ultimo sul primo palo viene disinnescata dall’intervento di Crisanto. Un minuto più tardi, Chiarello viene fermato in fuorigioco dopo una conclusione che aveva visto Lanni trafitto sulla sua destra. Vibranti le proteste della squadra di casa, con qualche dubbio sulla posizione del giocatore. La prima frazione di gara si chiude con 41' l’Alessandria in avanti: cross dal fondo di Celia, con nessun compagno che riesce a trovare il tap-in vincente da due passi.

La ripresa si apre senza cambi. Al 2' Parodi scarica per Castellano dal limite dell’area ma alza la mira e la palla supera la traversa. 5' Veloce contropiede di Panico che supera un avversario al limite, converge e si vede deviare da un difensore la sfera in corner. Mister Banchieri si affida a Firenze e Gonzalez, in campo al posto di Schiavi e Lanini. 11' Punizione di Castellano dalla sinistra, la sfera calciata a mezz’altezza attraversa l’intero specchio della porta e finisce sul fondo. Sul versante opposto, poco dopo, tocca a Gonzalez in contropiede tentare la conclusione da posizione defilata, ma la sfera è facile preda per il portiere alessandrino. 13' Cross insidioso di Parodi, Lanni smanaccia sul primo palo, mentre sul secondo Celia calcia alto da posizione defilata. Un minuto più tardi nuova chance per Celia, che calcia dal limite senza successo. Al 24' Cagnano chiude bene in area su Eusepi, che nel frattempo aveva cercato la conclusione. Si riaffaccia in avanti il Novara con Zigoni che appoggia per Panico sulla sinistra, ma l’ultimo passaggio per Gonzalez è un po’ corto e può intervenire la difesa. Al 38' Buzzegoli tenta l’imbeccata per Cisco, nel frattempo subentrato, ma il giocatore viene fermato in fuorigioco. Quando ormai tutto avrebbe fatto presagire ad un pareggio, al primo dei tre minuti di recupero concessi dal direttore di gara arriva il gol del definitivo 1-2: Cisco si invola sulla destra superando in velocità ben due avversari, lascia partire un cross teso in area sul quale Gonzalez fa un ottimo “velo” che permette a Firenze di concludere da due passi. Nel finale il Novara potrebbe addirittura allungare ulteriormente, su un’azione di contropiede nella quale Gonzalez è abile a servire Panico, la cui conclusione viene respinta da Crisanti, mentre Collodel era completamente smarcato per la conclusione.

La gara finisce qui e il Novara centra il terzo successo consecutivo. Tre punti “pesanti” per la classifica, per il morale e per la coesione di un gruppo che ha saputo soffrire senza però mai darsi per vinto e credendoci sino alla fine. Indicazioni molto positive in ottica futura, con gli azzurri che hanno senza dubbio ancora ampi margini di miglioramento.

redazione vanovarava.it

 
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