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Esclusiva VNV: L’intervista a Carlalberto Ludi (DS Como)


Di Alberto Battimo

Tredici anni insieme non si dimenticano, prima calciatore e poi dirigente sportivo della società azzurra. Ha dato il massimo per dare lustro alla squadra dopo l’inattesa retrocessione in Serie C di due anni fa, ma le tante vicissitudini nel corso della stagione successiva non hanno permesso al Novara di lottare per le posizioni di vertice. Ha voluto dare la scossa all’ambiente annunciando le dimissioni e dopo pochi mesi è arrivata la chiamata del Como. Non ci ha pensato due volte ad accettare l’incarico nella società lariana, pronto a dare tutto sé stesso per regalare ai suoi nuovi tifosi una squadra che possa lottare per le prime posizioni. L’emergenza sanitaria ha rallentato il suo progetto, ma questo non ostacolerà di certo le sue idee e i suoi progetti. Lui è… Carlalberto Ludi.

Prima di addentrarci nel mondo del pallone, ci vuoi raccontare come stai e come hai vissuto il periodo di lockdown? “Fortunatamente io e la mia famiglia siamo sempre stati bene, nessuno di noi ha contratto il virus. Siamo stati fortunati perché i miei genitori erano i più a rischio, ma abbiamo rispettato sin da subito le varie norme e precauzioni. Siamo tutti in buona salute ma ancora non dobbiamo abbassare la guardia. Personalmente questo non è stato un periodo semplice da gestire, perché l’attività di noi direttori sportivi non si ferma mai e soprattutto cerchiamo di essere sempre vicini alla squadra: tutto questo mi è mancato molto. In questi mesi però il mio primo pensiero è sempre stato quello di rispettare appieno il lockdown, la salute di tutti viene prima di ogni altra cosa. Dobbiamo continuare a rispettare queste disposizioni anche dopo le riaperture, questo ci consentirà di costruire un futuro migliore per tutti”.

Il tema di questi giorni è il “via libera” del campionato di Serie C deciso dal Consiglio Federale. La vostra posizione rimane ancora quella di attesa: la squadra continua ad allenarsi singolarmente, pronta a scendere in campo qualora ci fossero delle novità importanti per quanto riguarda la gestione di questa emergenza sanitaria in ambito sportivo. Visto il parere contrario del Presidente di Lega Ghirelli, coadiuvato dai medici sociali delle varie squadre, come vedi l’imminente futuro di questa categoria? Pensi che qualsiasi decisione verrà presa troverà comprensione da parte di tutte le società, oppure immagini un’estate tormentata da ricorsi e poco calcio? “Faccio fatica ad esprimermi sull’imminente futuro perché la situazione di emergenza non è ancora passata, rendendo ancora poco chiaro il presente. Dal mio punto di vista il presidente Ghirelli ha sempre operato per il bene della Lega e delle squadre. Questa è una situazione drammatica nella sua incertezza e quindi è normale che ci siano delle decisioni contrastanti nel gestire questo momento. Sono consapevole che chi ha la gestione del calcio saprà attuare la giusta decisione per garantire la sostenibilità del sistema, uno degli obiettivi primari da considerare con attenzione. Mettere tutti d’accordo non è mai semplice ma allo stesso tempo non dimentichiamo un articolo presente nel “Decreto Rilancio”, che prevede che la FIGC abbia pieni poteri nella gestione calcistica di questa emergenza sia per quanto riguarda la conclusione di questa stagione ma anche per riformare la prossima. Questo modo di decidere secondo me renderà poco plausibili dei ricorsi, qualunque sia la decisione della Federazione”.


Carlalberto Ludi: 13 anni di legame
ininterrotto con il Novara Calcio

Questa è la tua prima stagione da dirigente sportivo del Como, la società si è affidata alle tue competenze per riprogrammare al meglio il ritorno in Serie C. Prima del blocco del campionato eravate in piena lotta per un posto play-off, a soli quattro punti dall’ultimo posto utile occupato dalle Juve Under 23 e con una partita in meno rispetto ai giovani bianconeri. Qualsiasi sarà l’esito di questa stagione, quali saranno le basi su cui si fonderà il tuo credo sportivo per puntare sempre più in alto? “Secondo me stavamo facendo un percorso in linea con le aspettative, anche se abbiamo buttato via un sacco di punti. La sconfitta casalinga contro l’Olbia nell’ultima partita prima del blocco del campionato ci ha fatto perdere l’ultimo posto play-off, eravamo sempre stati tra le prime dieci. Questa sconfitta ci brucia molto perché è stata una partita sbagliata in tutte le sue componenti, ma questa gara non deve cancellare quello che abbiamo fatto di buono contro altri avversari: molte volte abbiamo regalato ai tifosi delle importanti prestazioni ma ci dispiace aver perso tanti punti sul nostro cammino. Sono fiducioso perché il lavoro svolto, sia dalla società che dallo staff tecnico, è sempre stato eseguito con professionalità e serietà, questo mi porta a pensare che la base costruita è buona per poter puntare sempre più in alto. Se questa stagione non dovesse riprendere avrei comunque già un’ossatura di rilievo per affrontare con il piede giusto il prossimo campionato.
Dal punto di vista della società ci stiamo sviluppando nella gestione delle varie dinamiche del calcio e spero che tutta la squadra possa recitare un ruolo da protagonista già dalla prossima stagione”
.


E toccato a Ludi marcare un certo Del Piero in Serie A...

Per un dirigente sportivo vivere questo periodo di “anormalità” a livello gestionale richiede tanta organizzazione e idee chiare: tante cose da pensare nello stesso periodo senza andare a compromettere la prossima stagione. Da dirigente come stai pianificando questi mesi di lavoro? “Questi mesi sono stati complicati perché l’incertezza del futuro ha destabilizzato il lavoro, sia da parte dei dirigenti che dei calciatori. Per cercare di gestire al meglio questa situazione ho sempre cercato di mantenere un filo diretto con la squadra e con lo staff tecnico: ci siamo aggiornati su tutto e sui possibili scenari futuri. Questo è stato un modo per non creare dubbi che potessero portare i giocatori a porsi delle domande senza avere una risposta certa. Questo è stato un passo importante per dare un segno che la società è forte e credibile, rendendo partecipi i propri giocatori in modo da mantenere intatta la forza del gruppo nonostante il periodo di lockdown che ci ha reso distanti. Questo blocco del campionato ci ha permesso di pensare già a dei progetti futuri collaborando in sinergia con tutte le altre aree della società. Purtroppo giocheremo per qualche tempo senza pubblico e questo ci farà fare delle scelte strategiche diverse rispetto a qualche tempo fa”.

Hai vissuto la tua prima esperienza come uno degli uomini della società a Novara, squadra e città che ti hanno permesso di crescere sia come calciatore che come uomo. La fatale sconfitta contro Cuneo nella scorsa stagione ti aveva portato a dare le dimissioni, chiudendo dopo anni il tuo bellissimo rapporto con la maglia azzurra. Nel calcio vedere un membro dello staff dare le dimissioni è un evento sempre più raro, questa presa di posizione pensando alle proprie responsabilità mette in risalto la personalità di una persona. A mente fredda, ripensando a quel campionato, cosa confermeresti e cosa cambieresti del tuo operato? “Non voglio pensare al passato. Ribadisco il mio enorme grazie a tutta Novara, a partire dalla famiglia De Salvo fino a tutti i componenti della società, soprattutto all’ambiente azzurro che mi ha adottato per tanti anni e dove ho vissuto delle esperienze di vita indimenticabili. Di questo mio percorso da dirigente del Novara ne riparleremo più avanti, ma ora non vorrei tornare sulle mie dimissioni. Purtroppo la stagione era cominciata con tanti problemi, in primis il discorso ripescaggio in Serie B che ha reso incerto il nostro futuro riducendo il tempo di lavoro in base alla categoria di appartenenza. La retrocessione in Serie C aveva lasciato delle scorie non ancora dissipate del tutto. Alcune scelte sono state corrette visto che alcuni giovani aggregati alla prima squadra si sono rivelati degli ottimi giocatori. Purtroppo non abbiamo trovato una continuità sia di risultati che di prestazioni, penso si fosse chiuso un percorso umano all’interno di quella realtà e questo mi ha portato a lasciare il mio incarico in società”.

Non si finisce mai di imparare, l’esperienza è l’aspetto determinante per crescere in tutti i settori. Rispetto ad un anno fa, quanto ti senti migliorato in questo ruolo di direttore sportivo? “Vero, l’esperienza aiuta tantissimo. La mia conoscenza in questo ruolo sta aumentando con il passare delle giornate, inoltre le dinamiche della passata stagione mi hanno permesso di avere il giusto atteggiamento in una situazione simile. Certo ogni squadra ha una sua realtà e l’abilità del direttore sportivo è quella di adattarsi alle specificità che trova in un determinato contesto e più si ha esperienza e più ci si sente parte integrante della società in poco tempo. Questa esperienza è molto appassionante, più passano i mesi e più si capisce il modo giusto di operare”.

In futuro varcare la porta di “Novarello” come dirigente sarà sempre uno dei tuoi desideri? “In questo momento il capitolo Novara è chiuso e sono solo concentrato sul lavoro che sto facendo a Como. Sto vivendo con grande partecipazione questa esperienza e sono felice della scelta fatta. Quando ho dato le dimissioni non pensavo di ricevere una chiamata da Como e ho accettato subito questa sfida. Sto dando tutto me stesso per creare le giuste fondamenta e per dar vita ad una squadra di alto livello. Per ora Novara è un bellissimo ricordo, sarà sempre una parte indelebile della mia vita”.


Tante aspettative all’orizzonte per la nuova carriera da DS di Ludi al Como

Vuoi lasciare un saluto a tutti i tifosi azzurri che non ti hanno mai dimenticato e ai lettori del sito? “Un caloroso saluto a tutti i tifosi del Novara, mi avete dato tanto nel corso della mia bellissima esperienza sotto la Cupola. Nella mia avventura da dirigente ho cercato ogni giorno di dare il massimo in termini di professionalità, serietà e passione. Sono orgoglioso che Novara mi riconosca queste qualità. Auguro al Novara il mio in bocca al lupo perché tredici anni insieme saranno sempre dentro il mio cuore. Il calcio merita progetti seri e piazze importanti, tra questi c’è ovviamente anche la squadra azzurra. Anche il Como merita delle soddisfazioni, mi trovo in un’altra società di rilievo e darò tutto me stesso per cercare di portare la squadra a recitare un ruolo da protagonista nelle stagioni a venire”.

Grazie al DS del Como Carlalberto Ludi per la disponibilità nel concederci questa intervista. Da parte di tutta la redazione del sito, un grandissimo “in bocca al lupo”.

Alberto Battimo

 

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