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Manuel Fangio galliatese adottivo


Di Gianfranco Capra

Quella che potete ammirare in foto (in alto a sinistra e, in forma più estesa, in basso al centro) è una scena della cerimonia di premiazione del famoso rally automobilistico “111 Minuti”, disputato nel 1983 con partenza e arrivo a Galliate. Nella foto, da sinistra, troviamo il vincitore Franco Uzzeni di Gargallo (su Porsche Carrera), poi il noto costruttore Osella, il cinque volte campione del mondo Juan Manuel Fangio, un grande campione del passato, ovvero il pilota Consalvo Sanesi, l’allora presidente della CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) Fabrizio Serena, l’allora presidente dell’Automobile Club di Novara Massimo Pietri e il presidente della Pro Loco Galliate Merville Ferrari.

Juan Manuel Fangio considerava Galliate come la sua “seconda patria”, essendo stato portato dall’Argentina in Italia dal celebre pilota galliatese Achille Varzi (nella foto centrale), morto prematuramente nel 1949. Prima della sua tragica dipartita a Berna, Varzi aveva invitato a Galliate un gruppo di piloti argentini per “imparare” le corse europee. Piloti che soggiornarono a Galliate per tre anni assistiti dai meccanici locali di via Asiago e via Carducci, con la sovraintendenza del meccanico di fiducia di Varzi, il famoso Bignami.


Il celebre pilota galliatese Achille Varzi: fu lui a portare Fangio in Italia

L’ équipo argentina era composta dai piloti Fangio, Gonzales, Marimon, Mieres, Campos e Paz, tutti ospiti della famiglia Varzi, per volere del padre di Achille, l’ingegner Menotti Varzi e della moglie di Achille, Norma Colombo.

Juan Manuel Fangio imparò così bene l’arte di guidare le auto che vinse per cinque anni il titolo di campione del mondo di Formula Uno, guidando cinque vetture diverse. Mancò purtroppo la vittoria nella Mille Miglia (due secondi e un terzo posto) e nella Targa Florio (un secondo posto).


Da sinistra: Uzzeni, Osella, Fangio, Sanesi, Serena, Pietri, Ferrari

Fangio, ad ogni modo, è entrato nella leggenda dello sport automobilistico per le sue cinque vittorie nel mondiale di Formula Uno e per il suo stile di guida che assomigliava molto a quello del suo maestro Achille Varzi.

Io ho avuto il privilegio di conoscere Fangio quel giorno d’estate del 1983 e di stringergli la mano.

Gianfranco Capra

 

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