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La pista di viale Buonarroti


Di Gianfranco Capra

L’avevamo chiaramente dichiarato al loro presidente, l’ingegnere forestale Vittorio Masera: “Abbiamo finito di giocare. Non abbiamo la pista, non possiamo più allenarci sulle aie delle cascine o in piazzali improvvisati”. Questa era stata la dichiarazione del capitano dell’Hockey Novara, “Gip” Cestagalli, classe 1904. In totale accordo con i suoi compagni Fiorenzo Zavattaro, Carletto Cioccala, Lino Grassi, Piero Drisaldi, Pomella, Lombardini.

L’Hockey Novara, vanto di tutti gli sportivi cittadini, aveva già vinto gli Scudetti tricolore, cinque consecutivi, dal 1930 al 1934, interrompendo il dominio dell’Unione Sportiva Triestina.


Il campo di viale Buonarroti diventò presto molto frequentato da tanti sportivi

Poi, nel campionato 1935, disputato dal 1° al 3 luglio a Genova, con dodici squadre partecipanti, il Novara aveva perso la finale con il Milan di Zorloni e Rasponi, che inseguivano lo Scudetto da svariati anni. Gli azzurri erano molto demoralizzati e anche stanchi di girovagare da una cascina all’altra per allenarsi.

I dirigenti sportivi cittadini si allarmarono e incaricarono il vice-federale Gianni Mariggi di tentare il compromesso. Mariggi, con il beneplacito del podestà Luigi Tornielli, usò tutta la diplomazia di cui era provvisto, riunendo squadra e dirigenti all’Albergo Croce di Malta (di proprietà della famiglia Zavattaro). Alla fine fu raggiunta questa intesa: se l’Hockey Novara avesse vinto lo Scudetto del 1936, il podestà Tornielli avrebbe assicurato la costruzione di una nuova pista. Pista che sarebbe sorta in viale Buonarroti, in uno spazio ancora libero da villette padronali. Zona incantevole sotto il verde della sovrastante Allea.


Formazione dellHockey Novara anni '30, vincitore di sei Scudetti
In piedi (da sinistra) Zavattaro, Drisaldi, il dirigente Monfrone, Ciocala, Gallina;
accosciati (da sinistra) Grassi e Cestagalli

Campionato 1936, per la prima volta a girone unico di sola andata e con la partecipazione di undici squadre, tutte le migliori d’Italia. Ogni squadra doveva incontrare le altre dieci squadre in tre giorni sulla pista del parco reale di Monza in viale Boccaccio, dall’11 al 16 giugno. Una “maratona” enorme. Il Novara sconfisse il Parioli di Roma con un “netto” 13-3; poi la Mens Sana Siena 3-0; quindi il Fascio Giovanile Monza 8-4. Al girone finale vennero ammesse, oltre al Novara, le squadre del Pubblico Impiego di Trieste (cioè la Triestina), il Monza, il Parioli Roma, il Dopolavoro Ferroviario di Trieste e il Milan, campione in carica.


La prima squadra dellHockey Novara nella sala sotterranea del cinema Vittoria

Avvio tremendo, subito Novara-Monza al “calor bianco”; si impongono gli azzurri 2-0 con doppietta del fuoriclasse Fiorenzo Zavattaro, detto “il Meazza dell’hockey”. Poi sofferto pareggio con il Pubblico Impiego Trieste (1-1, reti di Cergol e Cestagalli). Partita decisiva il 16 giugno contro il Milan: Segnano Rasponi, pareggio del “nostro” Zavattaro e, nel finale, la giovane riserva Pomella sorprende il portiere Cellerino e dà al Novara la vittoria che vale il sesto Scudetto della sua storia.

Il Novara è ancora campione e - dopo i naturali festeggiamenti - il podestà Luigi Tornielli dà il via ai lavori per la nuova pista, che viene inaugurata domenica 22 novembre 1936 con un piccolo torneo cui partecipano il Novara campione d’Italia, l’Hockey Parioli di Roma, il Dopolavoro Ferroviario di Trieste e il Fascio Giovanile di Novara. Ovviamente vince la squadra novarese fra gli applausi del folto pubblico, convenuto in viale Buonarroti per ammirare la nuova pista.


Formazione dellHockey Novara del secondo dopoguerra
Da sinistra Ghione, Prandi, Nanotti, Grassi, Gallarini, Monfrinotti e Panagini

Una pista che vedrà i trionfi dell’Hockey Novara fino al 1975, per oltre quarant’anni, quando verrà inaugurato il Palazzetto dello Sport di viale Kennedy. Ricordiamo che, per iniziativa del sindaco Giordano, dell’assessore allo sport Caressa e del sottoscritto, la pista di viale Buonarroti verrà intitolata nel 2008 al portiere Lino Grassi, pioniere e 150 volte nazionale.

Gianfranco Capra

 

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