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Emergenza Covid-19: giusto fermare del tutto la stagione?
 

Il presidente Ghirelli: “La ripresa? Deciderà il virus”


Di redazione vanovarava.it

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli (nella foto), ha rilasciato un’intervista molto interessante alla redazione sportiva de “Il Corriere della Sera”, facendo il punto della situazione dopo lo “stop forzato” di tutte le attività agonistiche per l’emergenza dettata dal virus Covid-19. Tanti gli argomenti trattati, con anche qualche ipotesi per gli scenari futuri.

Di seguito riportiamo integralmente l’intervista al presidente Ghirelli:

Francesco Ghirelli è stato il primo a fermare le squadre lombarde quando si è diffuso il virus, il primo a bloccare due gironi della Lega Pro e il primo a sospendere il campionato anticipando lo stop definitivo del governo.

Presidente è stato perlomeno lungimirante... “Speravo di sbagliarmi e di esagerare, ma non è stato così. E allora le ricordo che siamo stati anche i primi a interrompere gli allenamenti. Un accordo che, d’intesa con AIC, Assoallenatori e medici sportivi, abbiamo prolungato sino al 3 aprile”.

Anche lei pensa che il calcio possa ricominciare a vivere il 2-3 maggio? “Deciderà il virus. Il ministro Spadafora ha indicato quella data. Noi, come la Lega di A e quella di B, abbiamo l’intenzione di arrivare in fondo alla stagione. Per quanto ci riguarda vuol dire completare i gironi e disputare play-off e play-out. Quindi, magari, sforando sino al 10 luglio. Ma questo, ora, non è tanto importante”.

Cosa lo è, allora? “Il calcio deve capire l’umore della gente, che è spaventata. È giusto concentrarsi su risorse e ricavi, perché altrimenti il sistema non reggerebbe, ma è necessario ripensare ai valori che trasmettiamo”.

Faccia un esempio. “L’ottusità dell’UEFA, che mentre la gente pensa alle mascherine e ai ventilatori per gli ospedali, fa passare il messaggio dei 300 milioni di danno causato dal rinvio degli europei”.

Il danno però c’è... “Sono d’accordo. Ma è posto con totale cecità, tanto da produrre agli occhi della gente un effetto boomerang. Non dobbiamo apparire avidi e insensibili”.

C’è una ricetta? “Dobbiamo ripensare a tante cose. Ragionare senza coltivare ciascuno il proprio orticello”.

Mica facile. In Serie A litigano sulla data della ripresa degli allenamenti e non solo su quella... “Abito a pochi passi dal Colosseo, l’Arena del più grande spettacolo del mondo per 450 anni. Ora lo vanno a vedere solo i turisti. Questo per spiegare che neppure il pallone è immortale. Abbiamo 120-130 anni e a volte penso che siamo obsoleti e lontani dai giovani. E questo ci pone un problema anche sulla formula dei campionati. Nella mia Lega, durante i play-off, registriamo il tutto esaurito a ogni partita”.

Gravina i play-off li ha proposti come scialuppa di salvataggio. “Il presidente federale sta svolgendo con maestria il ruolo di coordinatore del movimento in un momento davvero complicato. Se ci mostriamo spaccati, siamo finiti. La gente non capirebbe. È ora di fare la pace e non la guerra”.

Per questo c’è l’esigenza di concludere la stagione senza cause e ricorsi? “Non ci deve essere un corto circuito tra virus e regolamenti. Se una società, una sola, varcasse l’aula di un tribunale, ci meriteremmo un bel calcio nel sedere. Alle mie società ho chiesto di essere responsabili: dobbiamo superare il momento insieme”.

Che ne pensa del taglio degli stipendi dei giocatori? “Noi, sull’argomento, abbiamo aperto un tavolo con l’AIC e con gli allenatori. Più in generale, credo che ognuno debba fare la sua parte di sacrifici. È interesse di tutti, anche di chi va in campo, che il sistema regga”.

Tommasi sull’argomento è stato prudente. “Capisco che per lui sia complicato, soprattutto con la Serie A, ma deve metterci la faccia. Il calcio va ricostruito con l’aiuto di tutti”.

redazione vanovarava.it

 

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