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Zurbriggen, dalle Alpi alle Ande


Di Gianfranco Capra

In questi giorni di emergenza per il “coronavirus”, con la necessità collettiva di restare a casa e con ogni disciplina sportiva (giustamente) ferma per evitare il diffondersi dell’epidemia, abbiamo pensato di uscire un po’ “fuori dal coro” con un articolo diverso dal solito. In particolare, con la presentazione di un personaggio “mitico” della montagna e di Macugnaga: Mattia Zurbriggen (nella foto in alto a sinistra).

Nasce a Saas Fee, nel cantone Vallese della Svizzera, nel 1856, da una famiglia walser poverissima e numerosa. Si trasferisce a Macugnaga nel 1858. A soli due anni passa il confine nella gerla di papà, attraverso il passo di Monte Moro. La famiglia si sistema in qualche modo nella frazione “Testa” di Macugnaga.

Lavora come aiuto-muratore, poi nelle miniere d’oro di Pestarena. A seguire si improvvisa fabbro a Losanna e in diverse occupazioni in Algeria, nelle vesti di doppio emigrante. Torna finalmente a casa nel 1880 e partecipa alla costruzione della capanna Marinelli sul Monte Rosa. Comincia a conoscere la montagna e a frequentare i migliori alpinisti delle valli ossolane.


Mattia Zurbriggen ed Edward Fitzgerald

Mattia Zurbriggen, uomo di forza eccezionale e di carattere tremendo, diventa presto una guida richiestissima specie dagli appassionati stranieri. Primo perchè si adatta bene con le lingue e poi perchè è una guida straordinariamente abile e affidabile. I suoi migliori clienti sono gli inglesi che ne fanno un idolo. Zurbriggen è esperto sia della roccia che dei ghiacciai.

Tra il 1892 e il 1895 si concede una “scappata” in Asia per conoscere da vicino il Karakorum; i clienti inglesi lo vogliono in Australia e Nuova Zelanda dove conquista numerose vette fino ad allora inesplorate.

Nel 1897 la sua grande occasione di passare alla storia. Una spedizione inglese, formata dal nobile Edward Fitzgerald, vuole assolutamente Mattia come guida per tentare la conquista dell’inviolato Aconcagua, 6.962 metri, la cima più alta dei continenti americani.

L’Aconcagua è una montagna difficilissima della Cordigliera delle Ande, nella provincia di Mendoza, Argentina. Sino ad allora soltanto il tedesco Gussfekldt aveva sfiorato l’impresa, raggiungendo i 6.560 metri nel 1883.


La spedizione inglese, formata dal nobile Edward Fitzgerald

La spedizione di Briton Edward Fitzgerald parte verso il 10 gennaio del 1897. Zurbriggen dà ordini secchi e precisi, nessuno deve sgarrare. Poco alla volta cedono tutti i membri della spedizione stremati; resiste soltanto Fitzgerald che deve arrendersi ai 6.900 metri e lascia a Mattia l’onore di piantare sulla vetta la bandiera inglese.

Mattia Zurbriggen resta nella storia e la sua piccozza con le iniziali “M-Z” è conservata in un museo. Dopo la conquista dell’Aconcagua (che significa “sentinella bianca” nel linguaggio locale), Mattia assiste diversi alpinisti amatori in ascese sul Rosa e su altre montagne, italiane e straniere. Fra i suoi clienti si trovano famosi industriali come Borsalino, oppure il conte Bonacossa con il quale Zurbriggen scalò il Cervino.

Dopo tante imprese e cospicui guadagni, che servirono alla numerosa famiglia per vivere a Macugnaga, improvvisamente Mattia decise di smettere tornando in Svizzera, a Ginevra, trovando occupazione come cameriere di albergo. Morirà suicida nel 1917.

Gianfranco Capra

 
La maglia azzurra 2020-21

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