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La tripletta di Alberico


Di Gianfranco Capra

Anche se il derby fra Pro Vercelli e Novara è stato rinviato per questioni legate al “coronavirus”, è bello raccontare un episodio a margine dell’eterno “derby delle risaie”.

Domenica 2 maggio 1948: si gioca a Vercelli, mentre il Novara di Silvio Piola sta “veleggiando” verso la Serie A… Palcoscenico dell’evento è il vecchio campo “Robbiano” (pioniere vercellese del volo aereo). La Pro Vercelli tenta l’impossibile perché deve salvarsi dalla retrocessione. Nelle sue fila gioca un futuro mediano del Novara, Guglielmo Oppezzo, detto “Memo”, giovane molto interessante, classe 1926.

Il Novara, a modo suo, è una “corazzata” con in porta il pisano Russova, terzini Bussi e Galimberti (due “colonne d’Ercole”), mediani Mainardi, Castelli e Falzotti, attacco con i vercellesi Silvio Piola, Walter Carasso e Lanfranco Alberico, il trecatese Piero Pombia e il barese Canonico.

Piola ammonisce i compagni: “State calmi, lasciateli attaccare, noi li colpiremo in contropiede”. Silvio Piola è al massimo della forma, ha 35 anni ma è come se fosse a inizio carriera. Avviene tutto quello che Piola ha previsto: alla fine del primo tempo il piccolo Alberico, di Asigliana Vercellese, detto “Ricu”, infila in mischia il primo gol al portiere casalese Renato Rustico.

Avvio della ripresa: il piccolo “Ricu”, classe 1917, sfrutta una bella combinazione Pombia-Piola e nuovamente batte Rustico. 2-0 e le speranze vercellesi si riaprono con un bolide di Accotto, ma ancora Alberico ribadisce il successo azzurro con una terza rete che fissa il punteggio sul 3-1. Vittoria che avvicina ancora di più la promozione in Serie A.


La figurina “Lavazza” di Lanfranco Alberico

Negli spogliatoi esultano i novaresi con in testa l’allenatore Rigotti e il direttore tecnico Marmo. In un angolo, affranto, piange Alberico e mormora “Io sono vercellese, ho segnato tre gol alla squadra in cui sono cresciuto. Domani al caffè Beccuti i miei amici mi tratteranno male… diranno che sono un traditore”. Piola lo consola: “Ricu, noi abbiamo bisogno di vincere, mettiamo da parte il sentimento”.

Ma il “Ricu” di Asigliana continua a piangere. Lui che ha giocato nel Venezia a fianco di Mazzola e Loik non può dimenticare i suoi esordi con le bianche casacche, anche se Novara gli ha dato spazio e Silvio Piola gli vuole bene più che a un fratello.

Erano i tempi d’oro del calcio novarese, mentre declinava inesorabilmente quello vercellese. Lanfranco Alberico, già 31enne, giocherà con la maglia del Novara un totale di 227 partite, quasi tutte in Serie A, segnando 42 gol. E pensare che fumava come un turco…

Gianfranco Capra

 

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