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Esclusiva VNV: L’intervista a Cesare Pogliano


Di Alberto Battimo

La carriera di un giovane talentuoso non si giudica solo dalle qualità calcistiche, bensì anche dal carattere che dimostra in campo e non solo. Arrivato a Novara nell’ultima sessione estiva ha subito convinto mister Banchieri a lanciarlo titolare, conquistando la fiducia di tutto l’ambiente grazie a delle prestazioni difensive di sostanza. E’ un giocatore dalle idee ben chiare, sa quello che vuole ottenere ma - allo stesso tempo - la sua umiltà lo sta aiutando a crescere per diventare un difensore sempre più sicuro e affidabile. E’ contento di essere a Novara e per lui, il contratto stipulato sino al 2022, testimonia come la società voglia puntare su di lui anche nelle successive stagioni. Lui è… Cesare Pogliano.

Dopo il pareggio “beffa” contro la Juventus Under 23 è arrivato un altro punto contro il Pontedera. Il Novara è riuscito ad acciuffare il pari in extremis grazie al rigore trasformato da Schiavi dopo una prestazione tutto sommato positiva e senza mai subire il gioco degli avversari. A giudicare dall’andamento della partita è un punto guadagnato oppure un’occasione persa? “Sotto il profilo della prestazione siamo stati superiori al Pontedera, siamo usciti dal campo amareggiati perché - se doveva vincere una squadra - quella era la nostra. Nonostante il pallino del gioco certi episodi determinanti per il risultato non sono girati a nostro favore, basti vedere la rete del loro vantaggio. Il Pontedera è una squadra molto ordinata e organizzata, soprattutto quando devono difendere il vantaggio sono difficili da scardinare e noi ci siamo riusciti. Se valutiamo quest’ultimo aspetto possiamo dire che, per certi versi, questo punto è stato anche guadagnato. Siamo consapevoli di aver dimostrato le nostre qualità anche contro la seconda in classifica e ci spiace molto non essere riusciti a conquistare la vittoria davanti al nostro pubblico. Se continueremo a giocare così - e gli episodi cominceranno a girare anche a nostro favore -sono certo che la vittoria arriverà molto presto”.

Nelle ultime settimane sono state evidenziate le occasioni sprecate dal reparto offensivo, ma un dato cui non eravamo abituati sono le reti subite… nove nelle ultime quattro partite. Il vantaggio del Pontedera è stato inaspettato perché il Novara stava controllando la partita senza soffrire, questo poi ha permesso agli avversari di chiudersi e ripartire in contropiede. Cosa non ha funzionato nell’occasione della loro rete? Come spieghi questa involuzione in fase difensiva nelle ultime gare, dopo un girone di andata positivo per tutta la retroguardia azzurra? “Nell’azione della loro rete c’è stata una serie di errori dell’intero reparto ed è un peccato aver “macchiato” questa prestazione difensiva con questo episodio, perché secondo me siamo riusciti a tenere a bada le loro azioni offensive nell’arco di tutta la gara. Oltre alla loro rete non ricordo altre nitide occasioni. Anche nella gara contro il Monza il risultato potrebbe trarre in inganno, vero che abbiamo subito tre reti ma questo non cancella quanto di buono fatto anche contro i brianzoli. Essere perfetti non è facile ma di certo dovremo cercare di sbagliare meno in determinati frangenti; è anche vero che in questo periodo basta una piccola disattenzione per essere castigati e ultimamente non siamo molto fortunati. In settimana stiamo analizzando gli errori commessi e lavoriamo per evitare che questi episodi possano accadere di nuovo. Abbiamo voglia di scendere subito in campo e dimostrare i nostri miglioramenti, faremo di tutto per mantenere inviolata la porta perché - per rimanere nelle posizioni di vertice - bisogna subire meno reti possibili, il mister sin da subito ci ha inculcato questo tipo di mentalità che mi trova d’accordo.
Non penso che questa involuzione in fase difensiva, se così vogliamo definirla, sia dipesa dallo stile di gioco che adottiamo. Secondo me nelle ultime partite ci stanno girando storto certi episodi, anche contro il Monza e la Juventus Under 23 non abbiamo subito molto eppure ci hanno segnato cinque volte. Al minimo errore veniamo puniti e questo ci fa capire che il nostro modo di giocare è quello giusto per noi, non c’è nulla da modificare ma speriamo solo di ridurre gli errori, in modo da non dare neanche la possibilità ai nostri avversari di avvicinarsi pericolosamente alla nostra porta. In allenamento stiamo lavorando benissimo, sappiamo bene quanto i dettagli facciano la differenza in partita e noi ci focalizzeremo su questo per arrivare alla vittoria al più presto”
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L’anno nuovo non ha ancora portato vittorie, ora sono quattro le gare da cui il Novara non esce con i tre punti. Sappiamo bene che in questi casi l’unica soluzione per uscire da questo momento è la vittoria e la trasferta di Crema, contro la Pergolettese, potrà essere la giusta occasione. In un momento del genere come si affronta una gara così insidiosa a livello mentale? “Sono d’accordo che la prossima gara sarà fondamentale affrontarla soprattutto con il giusto atteggiamento mentale. Dopo quattro partite senza vittorie si può perdere qualche certezza e vengono messi in dubbio certi meccanismi che qualche settimana prima erano considerati adatti per il nostro stile di gioco, ma la nostra forza è che all’interno del gruppo ci sono dei giocatori esperti che sanno sempre indirizzare noi giovani sulla giusta strada, ovviamente insieme al mister. Ci hanno sempre elogiato per il nostro modo di lavorare e di scendere in campo in ogni partita, sia dal punto di vista tattico che caratteriale. L’ultima sfida ha messo anche in mostra la voglia di non mollare mai e di non darsi mai per vinti. Sappiamo che sfidare la Pergolettese sul loro campo non sarà semplice perché hanno bisogno di racimolare punti per la salvezza, ma noi saremo agguerriti perché vogliamo vincere e ci teniamo a fare felici i nostri tifosi conquistando l’intera posta in palio, daremo il massimo per raggiungere questo obiettivo”.

Sei arrivato a Novara a titolo definitivo dal Chievo e sin da subito hai conquistato la fiducia del mister e di tutto l’ambiente con delle prestazioni positive, grazie ad interventi sempre puliti ed efficaci. Le sole nove presenze con la Reggina nella scorsa stagione sono bastate alla vecchia società per puntare sulle tue qualità e il tempo gli ha dato ragione. Come pensi di aver convinto mister Banchieri a puntare su di te sin dall’inizio della stagione? “Una cosa che ho imparato negli anni, soprattutto nella stagione scorsa anche se sono sceso poco in campo, è che il lavoro paga sempre. Ho cercato di farmi trovare pronto da subito, mi sono impegnato duramente già nel ritiro estivo per dimostrare le mie doti al mister e che potevo dire la mia con questa maglia. Ammetto che sono stato anche “fortunato” perché sono arrivato a Novara in un reparto composto già da due ottimi giocatori di ruolo come Sbraga e Bove. L’infortunio di Davide per qualche mese mi ha permesso di partire titolare e aver ottenuto la fiducia - sia dello staff tecnico che dell’intera squadra - mi ha dato sempre più sicurezza. Quando poi trovi una certa continuità di rendimento e un inizio di stagione positivo, per l’intera squadra tutto è risultato più semplice e ho conquistato anche l’appoggio e il sostegno dei tifosi che per me è fondamentale. Sono contento di questi miei primi mesi a Novara, sento di essere migliorato molto rispetto alle prime gare. Ringrazio molto la vecchia proprietà che ha creduto in me e mi ha dato questa possibilità nonostante il mio curriculum non presentasse un elevato numero di prestazioni, sono contento di vestire questa maglia e giocare per il Novara. Spero di continuare così e di migliorare con il passare delle partite, in primis per il bene della squadra e poi anche per me stesso”.

Dopo la nefasta stagione scorsa, la precedente proprietà aveva deciso di puntare sui giovani talenti per dar vita a una squadra composta da ragazzi con tanta voglia di mettersi in mostra e di dare tutto loro stessi per il bene del Novara, vincendo pienamente la scommessa. Cosa significa per voi giocatori avere la possibilità di dimostrare le vostre doti calcistiche con costanza? Giocare con continuità - e in una Serie C dove impegno e cattiveria agonistica sono la base per far bene in questa categoria - quanto ti sta facendo crescere sotto il profilo umano e professionale? “Penso che per noi giovani militare in una squadra che punti sulle nostre capacità sia fondamentale per metterci alla prova, ti fa sentire subito protagonista. Credo che far parte di un gruppo solido e coeso sia un elemento importante per dare il massimo anche durante gli allenamenti, perché ti senti sicuro delle tue capacità e pronto ad affrontare determinate situazioni sapendo di avere l’intera rosa pronta a incoraggiarti e sostenerti. Tutto questo però basta fino ad un certo punto perché non c’è scuola migliore che il campo, trovare una certa continuità di gioco e prestazioni è l’aspetto migliore per un giocatore che vuole crescere e confrontarsi con gli altri avversari. Non è semplice però arrivare a tutto questo, perché ogni squadra ha dei propri obiettivi da raggiungere e molte volte si punta subito a giocatori di esperienza perché a quelli più giovani serve tempo per raggiungere certi livelli. Penso che questo progetto voluto dalla società precedente, nel puntare sui giovani, è quello che noi giocatori cerchiamo, sono contento di essere stato scelto e di farne parte. Accettare Novara è stata per me una doppia occasione perché faccio parte di una squadra storica e che si affida ai giovani per essere protagonista, un’oasi perfetta per chi vuole giocare con continuità indossando una maglia prestigiosa. Adesso tocca a me sfruttare al meglio questa occasione e avere in rosa dei grandi professionisti come Bianchi, Buzzegoli, Gonzalez e Sbraga ci permette di crescere sotto tutti i punti di vista e inoltre sono bravissimi nel toccare i tasti giusti, soprattutto quando le cose non vanno bene. Si dice che sbagliando si impara e per noi giovani questo è un pensiero che prendiamo in considerazione: sbagliare in certe occasioni ci rende più attenti e diligenti in futuro, grazie anche all’aiuto dei giocatori più esperti che ci spingono ad andare avanti e a superare certi momenti lavorando con intensità e concentrazione, magari ragionando su certe disposizioni tattiche che magari non venivano prese in considerazione se non si commetteva l’errore.
Io penso che si possa crescere professionalmente solo giocando, l’allenamento sicuramente può darti tanto ma è nulla in confronto ad affrontare varie sfide con continuità. Competere con vari avversari ti porta a confrontarti con squadre diverse e certe situazioni si possono solo creare in una partita e questo ti permette di dare vita ad un tuo stile di gioco e di ampliare il tuo livello di calciatore, sia dal punto di vista tecnico-tattico ma anche mentale. In un ruolo delicato come il difensore centrale, penso sia importante trovare il giusto spazio e una certa continuità, non è facile trovare una società pronta a darti un minutaggio così elevato e che mi sta dando la possibilità di mettermi in mostra e di farmi migliorare grazie alla guida di persone competenti e che conoscono il calcio in tutte le loro sfaccettature”
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Nel guardare le rose di Serie A sono poche le squadre che puntano sui talenti italiani o, comunque, molti prima di dare il giusto spazio preferiscono mandare i giocatori in prestito e non è semplice tornare poi alla “base”. Secondo te perché le società preferiscono “gestirvi” in questo modo e come si può uscire da questa situazione? “Penso che questa situazione sia dovuta al fatto che molte squadre che partecipano nel nostro campionato maggiore pongano come primo obiettivo il raggiungimento di un certo traguardo stagionale, quindi vincere il più possibile. In questo modo la crescita di un giocatore viene sopraffatta da questo bisogno delle società di arrivare subito al risultato a discapito di noi giovani. Come dicevo in precedenza, un ragazzo ha bisogno di sbagliare e sappiamo bene quanto in Serie A sia fondamentale sbagliare il meno possibile per pervenire all’obiettivo prefissato. La via del prestito è spesso usata per questo motivo, per dare la possibilità al giocatore di dare tutto se stesso in una squadra, magari di categoria inferiore, con la possibilità di giocare con meno pressione addosso e crescere come calciatore. Rischiare che una squadra con delle ambizioni importanti faccia giocare un giovane è un azzardo, perché al minimo errore si rischia di bruciare una carriera e questo è un momento che non auguro a nessuno. Esistono anche situazioni positive, penso ad Alessandro Bastoni dell’Inter: prima di tornare alla “base” era in prestito al Parma e questo gli ha permesso di giocare con tranquillità visto che gli obiettivi dei ducali erano diversi rispetto a quelli della società nerazzurra. I meriti vanno anche al loro allenatore Conte che è stato capace di capire che Bastoni era pronto per dire la sua anche nell’Inter, gettandolo nella mischia con sempre più frequenza fino a diventare protagonista.
La cosa migliore sarebbe quella di guardare meno il risultato e dare più attenzione alle prestazioni e alla crescita dei propri giocatori, magari provenienti dai rispettivi vivai. Un campionato che punta molto sui giovani è quello olandese, ultimamente sono tanti i giovani che si stanno mettendo in mostra e gli ultimi risultati raggiunti dalla loro Nazionale parlano chiaro. Prendere esempio da loro potrebbe essere la giusta strada, in parte si sta già facendo ma osare di più non sarebbe male”
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Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it. “Un grande e caloroso saluto a tutti i tifosi azzurri. Continuate a seguirci e a sostenerci con tutto il calore e la passione che ci state mettendo in ogni partita perché, oltre alla vittoria, vi vogliamo far divertire e dimostrare il nostro attaccamento a questa squadra uscendo dal campo con la maglia sudata. Non vediamo l’ora di tornare a farvi gioire per una vittoria. Speriamo di conquistare più punti possibili e di regalarvi grandi prestazioni sia in casa che in trasferta”

Grazie a Cesare Pogliano per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
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