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Olthoff, grande campione di hockey


Di Gianfranco Capra

Personaggi e interpreti:

Robert Olthoff, giocatore olandese di hockey

Dr. Gianni Mariggi, presidente Federazione Hockey

Santino Tarantola, presidente Hockey Novara

Ferruccio Panagini, allenatore Nazionale di hockey

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L’Hockey Novara, società sportiva nata nel 1924 e “fiore all’occhiello” della città, languiva.

Siamo nel 1969, da dieci anni la squadra azzurra non vince lo Scudetto, superata sempre da Monza e Triestina. La squadra azzurra è valida, con un buon portiere, Romussi, un difensore e un centrale molto forti, Aina e Mora, un attaccante che segna molto, Zaffinetti e una “spalla” intelligente come Colombo. E poi rincalzi ottimi, come Marcon e Romagnoli. La squadra, inoltre, poteva contare anche sui “milanesi” Crotti e Vighenzi.

Ma per arrivare allo Scudetto mancava sempre qualcosa… Disperato, il presidente Ceresa: si alternano gli allenatori, provano in tanti, ma il risultato è sempre uguale: secondo o terzo posto. Dopo dodici tricolori, il 13° tarda ad arrivare e i tifosi mugugnano…

Nell’estate del 1969, un’estate calda non soltanto per il clima, accade la svolta. Santino Tarantola, presidente del Novara Calcio, si accolla anche la presidenza dell’Hockey Novara, portando con sé alcuni fidati collaboratori. E naturalmente vuole fare qualcosa di nuovo, di sorprendente.

Gli viene in soccorso Ferruccio Panagini, grande ex del Novara, che in quegli anni allena la Nazionale. Dice Ferruccio, una sera a tavola: “Ho visto nella Nazionale olandese un autentico fenomeno, un certo Olthoff. Un ragazzone biondo, con un fisico rispettabile e un’enorme classe”. Io dico a Ferruccio: “Non certo come te”. Ma Panagini ribatte. “Ti assicuro, è più forte di me, il doppio e non lo dico tanto per dire!”.

Benissimo, il rinforzo c’è, ma esiste anche un problema mica facile da risolvere. L’hockey su pista italiano, infatti, non ha ancora aperto le porte ai giocatori stranieri, come invece accaduto in molti altri sport, basket e volley per esempio. Occorre interpellare Gianni Mariggi, presidente della Federazione Hockey e Pattinaggio, ma anche novarese e grande appassionato di hockey. Altra cena, a quattro: Mariggi sempre distinto ed essenziale: “Ragazzi, mi ponete un problema spinoso, anche perchè tutti sanno che io sono di Novara. Adesso sentirò la mia Giunta e il mio Consiglio federale: Vi faro sapere”.

Gianni Mariggi (classe 1910) è una vecchia volpe dello sport e della diplomazia e in poco tempo risolve il problema. Anche l’hockey su pista “apre” al giocatore straniero. Però (ed ecco il colpo da maestro di Mariggi) ogni squadra potrà tesserare un giocatore proveniente da Federazione estera soltanto a partire dal girone di ritorno. Dando così la possibilità ad ogni squadra, se lo vuole, di trovare e ingaggiare il giocatore straniero.

Protestano diverse società, con in testa il Monza (che ha tentato con un colpo di mano di strappare Olthoff al Novara). Ma alla fine la norma viene approvata dal Consiglio federale.

L’Hockey Novara ci mette dieci minuti ad ottenere la firma di Robert Olthoff e a trasmettere la pratica in Federazione. Soltanto un’altra squadra, il Follonica, assume un giocatore straniero. Lo spagnolo Nogué.


In piedi da sinistra: Scacchetti, il capitano Aina, Mora, Fontana, l'olandese Olthoff
accosciati da sinistra: Romussi, Battistella, Colombo, Zaffinetti

Ma chi è questo Olthoff (nella foto in alto a sinistra, abbracciato dal presidente Mariggi, sotto gli occhi soddisfatti di Santino Tarantola e Ferruccio Panagini) che sembra in grado di risolvere tutti i problemi?

E’ nato nella capitale olandese, l’Aja, nel 1944 e da dieci anni gioca con la squadra di casa, il Residentije. Ha già vinto cinque volte lo Scudetto olandese, è già una colonna della sua Nazionale con 130 partite giocate e ben 330 gol segnati. Capocannoniere negli ultimi Europei di Losanna 1969. Inserito nella selezione mondiale che ha pareggiato 2-2 con la Spagna, con due gol suoi.

Olthoff diventa un “caso”. I tifosi novaresi sono in ebollizione e l’olandese viene presentato al pubblico una sera di giugno in amichevole, 5-5 fra Novara e olandesi con Olthoff, cinque gol di Robert. Delirio totale.

Il debutto del biondo tulipano avviene il 19 luglio 1969, prima giornata di ritorno, in viale Buonarotti contro il Marzotto. 9-1, con Olthoff che si “contiene” segnando due gol. Poi l’uragano olandese si scatena e nelle successive nove partite, il Novara vince nove volte con 27 reti per Olthoff. Scudetto numero 13 vinto con otto punti su Modena e Breganze.


Olthoff con il portoghese Livramento, due tra i giocatori di hockey più forti al mondo

Gli Scudetti consecutivi per agli azzurri di Tarantola e Panagini (allenatore) diventeranno sette, anche perchè ad Olthoff si aggiungerà in seguito il più forte dei giocatori italiani, Mino Battistella. Gol a raffica, lo spettacolo c’è sempre ma comincia ad essere ripetitivo.

In quel periodo viene inaugurato, con un’apposita partita di hockey, il palazzetto di viale Kennedy poi intitolato a Stefano Dal Lago.

Robert Olthoff resta con noi sette anni per sette Scudetti. Tornerà in modo patetico nel 1979 per dare una mano al Novara calante. Ma gli anni sono passati anche per lui.

La sua presenza all’Hockey Novara è illustrata da sette Scudetti con 370 gol in campionato, tre Coppe Italia con 36 gol, due secondi posti in Coppa Campioni con 68 gol. Totale reti segnate per il Novara: 474. Un fenomeno!

Gianfranco Capra

 

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