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Esclusiva VNV: L’intervista a Giammario Piscitella


Di Alberto Battimo

Quando ha la palla tra i piedi puoi aspettarti di tutto da lui, le sue accelerazioni sulla fascia e la qualità nel variare il tipo di giocata sono elementi indispensabili nel modulo del mister. Oltre ad essere un giocatore fondamentale e una persona generosa, è inoltre molto attivo nel sociale per contribuire personalmente a regalare momenti di spensieratezza ed emozione a tanti bambini. Gli manca solo la ciliegina sulla torta, ma la prima rete azzurra arriverà presto. Lui è… Giammario Piscitella.

Bellissima e importante vittoria contro la Pro Patria, conquistare l’intera posta in palio in una delle sfide più sentite dai tifosi, ha dato ulteriore lustro a questo successo. Un Novara che non è mai stato in totale balìa degli avversari, ha dimostrato grande autorità e sicurezza in tutto l’arco della gara, soprattutto quando il loro pareggio avrebbe potuto destabilizzare. Qual è stato il fattore determinante che ha permesso alla squadra di vincere il “Derby del Ticino”? “Siamo molto contenti di questa vittoria. Non sapevo fosse così sentita dai tifosi, la cena insieme a loro - svoltasi qualche giorno prima - mi aveva fatto capire quanto ci tenevano a vincere questa sfida e ci hanno caricato ulteriormente. Ne approfitto per ringraziarli perché sono stati fantastici anche a Busto Arsizio, abbiamo sentito il loro incessante incitamento e ci hanno dato una grossa mano per uscire da questa partita con i tre punti. È stata una sfida tosta, la Pro Patria è una squadra molto organizzata ma noi siamo riusciti a dimostrare la nostra superiorità. Un plauso a noi per la reazione avuta dopo il pareggio subìto, poteva dare loro coraggio e intraprendenza ma noi siamo stati bravi a ritornare in vantaggio giocando sempre il nostro calcio. Il fattore determinante è proprio questo, il giusto atteggiamento che abbiamo dimostrato nei vari momenti della partita. Ci abbiamo creduto sino alla fine e questo ha fatto la differenza. Abbiamo capito la lezione dopo la sfida contro la Pianese, volevamo subito dimostrare il nostro livello di crescita non perdendo mai la giusta lucidità fino all’ultimo secondo di gara e ci siamo riusciti”.

In quest’ultima sfida è stato fatto un passo in avanti anche nella prestazione, la squadra è riuscita a reagire al pareggio subìto consapevole delle proprie qualità. Non era capitato spesso in questo campionato. Il lavoro sta dando i suoi frutti negli allenamenti settimanali, squadra e staff tecnico stanno lavorando in sintonia per il bene della squadra. Visto che hai sempre avuto modo di lavorare insieme ad importanti allenatori, Luis Enrique su tutti, come giudichi l’operato svolto da mister Banchieri? Su quali dettagli vi state concentrando per riuscire a dare il meglio in campo? “Siamo una squadra composta prevalentemente da giovani e sappiamo quanto mister Banchieri sia un allenatore perfetto per loro perché riesce a farli esprimere al meglio sotto tutti gli aspetti. Rispetto ad altri allenatori lui non si focalizza molto sull’aspetto tattico, ma in settimana lavoriamo molto su noi stessi e apprezzo molto questo tipo di approccio perché lui vuole vincere ma allo stesso tempo ci dobbiamo divertire perché il calcio è un gioco. Spesso tendiamo a dimenticare questo concetto ma se pensiamo che questo sia solo un lavoro perdiamo l’essenza del calcio. Sono molto contento dell’operato del mister, riesce anche a mantenere un ambiente sereno e unito con l’obiettivo principale bene in testa, che è quello di dare il massimo per questa maglia. Sappiamo bene quanto i risultati possano influire su vari aspetti di una squadra, tutti stiamo facendo bene, compresa la società capace di starci vicino e farci sentire la loro fiducia. Ora non dobbiamo assolutamente fermarci, ci sono ancora margini di miglioramento e per raggiungere un nuovo step non bisognerà mai perdere l’obiettivo principale che è il bene del Novara”.

Domenica prossima affronteremo la Robur Siena, una sfida d’alta classifica. Fa riflettere il trend in campionato della squadra toscana, in casa hanno perso cinque volte mentre in trasferta sanno solo fare punti, hanno subìto solo quattro reti fuori dalle mura amiche. Senza entrare nei dettagli, avete individuato un loro punto debole per riuscire ad essere la prima squadra a battere il Siena in casa? “Siamo consapevoli che domenica arriverà una grande squadra, sarà una sfida bella e interessante perché sarà una partita giocata a viso aperto da entrambe le compagini. Sono gare che ti impongono di dare quel qualcosa in più per avere la meglio, inoltre giocheremo nel nostro stadio e davanti ai nostri tifosi, fattore da considerare visto che al “Piola” difficilmente stecchiamo. Vero che il Siena non ha ancora mai perso in trasferta e stanno facendo un campionato positivo, ma questo non ci spaventa perché anche loro dovranno stare attenti alle nostre iniziative. Vincere domenica significherebbe occupare il terzo posto e questo pensiero ci deve caricare per scendere in campo con la giusta cattiveria agonistica e determinazione. Come tutte le squadre anche loro hanno dei punti deboli ma in settimana preferiamo lavorare sulle nostre caratteristiche, a prescindere dall’avversario. Se anche domenica riusciremo a dare vita ad una prestazione di livello, come abbiamo quasi sempre fatto in casa, sarà difficile anche per il Siena avere la meglio”.

Per la prima volta in campionato mister Banchieri non ti ha schierato fra i titolari nella sfida contro la Pro Patria, anche se da subentrato il tuo apporto è stato fondamentale. Quando i ritmi si sono abbassati e la stanchezza ha cominciato a farsi sentire, la tua verve è stata fondamentale per mantenere “alta” la squadra e andare alla ricerca della terza rete. Quanto è importante avere in rosa un giocatore dalle tue capacità, pronto a creare scompiglio in area avversaria e non solo? “Da qualche settimana cominciavo a sentire una certa stanchezza fisica, accentuata prima della sfida di domenica scorsa: avevo le gambe pesanti e non ero in condizione per partire dall’inizio. Sapevo che il mister mi avrebbe fatto entrare nel secondo tempo quindi ho avuto modo di concentrarmi sulla gara per dare il mio contributo quando sono stato chiamato in causa. Quando sono entrato il mio obiettivo era proprio quello di tenere la palla il più lontano possibile dalla nostra porta ed è un tipo di situazione che mi piace e che riesco a fare nel migliore dei modi. Penso che le mie prestazioni finora abbiano aiutato la squadra a raggiungere le zone di vertice in classifica, avere in squadra un giocatore dalle mie caratteristiche è importante. Spero sempre di giocare tutte le partite, ma se il mister deciderà di impiegarmi anche solo per uno spezzone di gara io mi farò trovare sempre pronto perché il Novara viene prima di ogni altra cosa”.

Con la prima rete in campionato di Buzzegoli salgono a undici i giocatori azzurri andati a segno in questa stagione. A quando la prima rete di Piscitella? “La mia rete arriverà sicuramente, sto lavorando anche per questo e spero di sbloccarmi presto. Mi manca molto segnare, sappiamo bene quanto sia importante per un giocatore offensivo entrare nel tabellino dei marcatori: è la giusta medicina. Trovare la via della rete mi darebbe quell’ulteriore carica e spensieratezza. Compagni e tifosi aspettano questa mia prima rete azzurra, non vedo l’ora che tutto questo accada per vivere un’emozione del genere insieme a tutto l’ambiente. Durante gli allenamenti lavoro anche sulle conclusioni e su degli eventi che potrebbero succedere in una partita per andare al tiro. Sono momenti che bisogna equilibrare bene perché - se uno si fissa su questo - potrebbe entrare in un tunnel mentale difficile da gestire… personalmente ho anche qualcuno che mi segue sotto questo aspetto e insieme stiamo costruendo il giusto percorso da seguire per non farlo diventare un assillo che potrebbe essere solo deleterio”.

La partita di domenica prossima contro la Robur Siena chiuderà il girone di andata. Una squadra rivoluzionata in estate sia nella rosa che nello staff, ma che ha subito trovato la giusta alchimia, con prestazioni e risultati che testimoniano l’efficacia del lavoro svolto dall’intera squadra in questi mesi. Un tuo parere su questa prima parte di stagione. “Quando sono arrivato a Novara sono riuscito a recepire la delusione che c’era intorno alla squadra dopo l’ultima nefasta stagione, soprattutto perché la rosa dell’anno scorso era forse più completa della nostra. Ho notato questo distacco tra squadra e tifosi e l’obiettivo primario della società è stato quello di riconciliare le due cose per arrivare insieme alla vittoria. Per riuscire in questo intento bisogna vincere, tutto si basa sui risultati. Nonostante ci sia stata un’importante rivoluzione in rosa siamo partiti subito forte e merito va dato anche ai nostri compagni di squadra con più esperienza perché grazie ai loro consigli e al modo di stare in campo sono dei perfetti esempi di calciatori che amano questo sport e questa squadra. Tutto questo ci ha permesso di dare vita ad un gruppo unito e compatto e, ottenere risultati importanti da subito, è stata una logica conseguenza. Non mi aspettavo di fare un girone di andata così positivo ma mi sono bastate poche partite per capire il valore immenso che ha questa squadra e ora non sono sorpreso nel vederci così in alto in classifica. Non abbiamo ancora fatto nulla, ma questa prima parte di stagione ci ha fatto capire che possiamo giocarcela contro tutti e dire la nostra in questo girone equilibrato e pieno di insidie”.

Un progetto che la società sta dando vita da qualche settimana è “Azzurri a scuola”. A turno voi giocatori vi recate nelle scuole di Novara e dintorni pronti a soddisfare qualsiasi curiosità dei piccoli tifosi azzurri. Hai già avuto modo di vivere da protagonista questa esperienza. Com’è andato questo incontro e cosa ti porti dietro dopo questo evento? “Mi piacciono molto queste iniziative, sono molto attivo per il sociale. Ho chiesto alla società se prima di Natale potrò recarmi in pediatria per regalare qualche gioco ai bambini perché vedere il loro sorriso e la loro gioia mi fa sentire meglio e mi rende felice. Sono tutte iniziative che faccio spesso perché mi fanno sentire una persona migliore. Tornando al progetto “Azzurri a scuola” devo dire che i bimbi sanno essere imprevedibili con le loro domande, ci sono stati anche dei quesiti “scomodi” che mi hanno messo in difficoltà. Tutto questo però è stato divertente perché la loro spontaneità è un pregio che non dovrà mai perdersi nel percorso della vita. Insieme ai professori abbiamo cercato di conciliare due aspetti importanti per ciascuno di noi: la scuola e lo sport. Abbiamo espresso i nostri pensieri e speriamo che i nostri consigli possano rappresentare l’inizio di un percorso significativo. Spero tanto che tutti possano unire questi due aspetti nella giusta maniera, senza che uno prevalga sull’altro”.

Ancora due partite di campionato e poi appuntamento al 2020 per la sfida casalinga contro Monza. Cosa vorresti augurare a te e alla squadra per il nuovo anno? “Prima del nuovo anno abbiamo ancora due partite da affrontare quindi in primis mi auguro di fare sei punti in modo da festeggiare un bel Natale. Per l’anno nuovo mi aspetto un ulteriore miglioramento della squadra, un numero sempre più elevato di tifosi allo stadio e che non si disfi questo legame tra squadra e città, perché se siamo in questa posizione di classifica il merito è da dividere anche con i nostri tifosi capaci di seguirci in ogni parte d’Italia. Personalmente vorrei che il mio nuovo anno mi dia sempre nuovi stimoli per affrontare ogni partita con le giuste motivazioni”.

Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it. “Venite in tanti domenica perché non sarà una gara semplice e abbiamo bisogno del vostro aiuto. Come sempre noi daremo il massimo e speriamo di farvi sempre divertire. Stateci accanto perché finora avete sempre fatto la differenza e non lasciateci mai soli. Buone feste azzurre a tutti voi!”.

Grazie a Giammario Piscitella per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
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