gototopgototop
News
Le voci dallo spogliatoio: Lecco-Novara Le voci dallo spogliatoio: Lecco-Novara Di redazione vanovarava.it Foto © Guido Leonardi ...
Lecco - Novara 3-2 Lecco - Novara 3-2 Di Giovanni Chiorazzi Foto © novaracalcio.com Il...
Mancano
 g  h  m  s
alla prossima partita di campionato del
Novara Calcio
Classifica 2019/2020
Sondaggio
Con la nuova proprietà del Novara Calcio, dove si può arrivare nell’attuale stagione?
 

5 “spartani-novaresi” in Serie A


Di Gianfranco Capra

Capitò nel campionato 1947-48 un evento eccezionale: cinque giocatori novaresi, cresciuti nella Sparta (piccola società calcistica novarese nata nel 1926) si incontrarono in una stessa partita, Pro Patria-Inter, sul vecchio campo “Speroni” di Busto Arsizio, alla presenza di una folla immensa.

I cinque ex-spartani, rappresentati nella foto sotto riportata al centro, sono in piedi da sinistra Peppino Molina, Mino Muci (unico interista), Eugenio Patti, Emidio Cavigioli e, accosciato, Lello Antoniotti. Per la cronaca vinse la Pro Patria 2-0, con reti di Cavigioli e autorete di Susmel. A fine campionato, la Pro Patria si classificò magnificamente all’ottavo posto; l’Inter finì dodicesima, salvandosi con il fiatone.

Fu un evento veramente straordinario a conferma del magnifico lavoro compiuto da Enrico Patti, grande “conducator” della Sparta. Cavigioli fu poi nazionale alle Olimpiadi di Londra 1948 e Antoniotti più volte convocato nella Nazionale B, mentre Peppino Molina diventò un eccellente allenatore di Legnano, Novara (promozione dalla Serie C alla B nel 1965) e Biellese.


Cinque “spartani-novaresi” in una sola partita: Pro Patria-Inter del 1948
Da sinistra: Molina, Muci, Patti, Cavigioli e, accosciato, Antoniotti

A proposito di Peppino Molina, nostro grande amico, ci piace ricordare un episodio capitato quando il Novara era in Serie B dal 1966 in poi. In un campionato cadetto il Novara partì male; i tifosi rumoreggiavano all’interno dello stadio di via Alcarotti (nella foto in alto a sinistra) dove allora era posizionata la segreteria, sotto il famoso albero frondoso che d’estate assumeva le sembianze di un bell’ombrello fresco e protettivo. Peppino Molina, negli spogliatoi, sentì bollire le critiche al suo indirizzo. Prese un blocco di carta, strappò una ventina di fogli e uscì allo scoperto. Distribuì i fogli a venti fra i tifosi più agitati e disse loro: “Ognuno scriva la sua formazione per domenica prossima!”.

Tornò negli spogliatoi e dopo un quarto d’ora uscì a raccogliere i fogli. Cinque minuti più tardi riapparve ai tifosi che si erano molto calmati. E pronunciò queste parole diventate “storiche”. “Allora… su venti formazioni che avete scritto, non ce n’è una uguale all’altra. Visto che non siete d’accordo su niente, la formazione la faccio io!”.

Tutti capirono l’antifona, qualcuno applaudì. La contestazione finì e la domenica successiva il Novara di Peppino Molina batté la Salernitana 2-0 con reti di Bramati su rigore e di Pogliana. Era domenica 30 ottobre 1966, si giocava ancora nel mitico stadio comunale di via Alcarotti, poi intitolato a Enrico Patti.

Gianfranco Capra

 

Storico Articoli