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Esclusiva VNV: L’intervista a Daniele Buzzegoli


Di Alberto Battimo

È stato uno dei pochi giocatori confermati dalla scorsa stagione. Tutti noi conosciamo il suo valore umano e le sue qualità da calciatore: il suo apporto alla squadra è di vitale importanza, sia dentro che fuori dal campo. La sua esperienza è fondamentale per far crescere i giovani nella giusta direzione e - nel presente - ad aiutare la squadra a ben figurare in questo campionato, come già stiamo vedendo. Il calcio è una parte importante della sua vita e quando deciderà di chiudere con il calcio giocato sarà sicuro protagonista nelle vesti di allenatore. A Novara è la sua sesta stagione e il suo legame con la città e i tifosi è speciale. Lui è… Daniele Buzzegoli.

Dopo due vittorie consecutive il Novara cade ad Arezzo, una sconfitta arrivata nei minuti finali di gara. Eravamo passati in vantaggio grazie alla prima rete in campionato di Sbraga, ma non siamo riusciti a gestire al meglio il ritorno degli avversari. Pensi che ci siano stati degli errori nel non essere riusciti ad amministrare il vantaggio, oppure sono stati solo gli episodi che hanno indirizzato la gara a nostro sfavore? “Ci è mancato quel briciolo in più di maturità per riuscire a portarla a casa. Siamo andati in vantaggio su un campo difficile e contro una squadra che sta attraverso un periodo positivo, stanno bene e sono una rosa molto attrezzata viste le qualità di ciascun giocatore. La rete di Sbraga era il modo giusto per indirizzare la gara sui nostri binari, eravamo messi bene in campo e stavamo conducendo una buonissima partita. Dovevamo gestire al meglio questa situazione e dispiace tanto non essere riusciti a vincere: avevamo la sensazione di essere abbastanza padroni del campo, non avevo il sentore che da un momento all’altro potessero segnare ma poi è arrivata la loro rete del pareggio che ha rimesso tutto in discussione. In questa azione hanno avuto anche un po’ di fortuna, ho avuto modo di rivederla e secondo me non abbiamo commesso errori gravi, ma c’è stata una buona manovra da parte loro e un grande tiro di Corrado che ha impattato benissimo la palla. Due di noi erano sulla traiettoria del tiro ma la palla è passata ad un millimetro da loro, sappiamo bene quanto nel calcio anche i minimi episodi possano fare la differenza: c’è quella componente che non puoi gestire in alcun modo e che può incidere sul risultato. Il loro pareggio comunque non ci ha disunito, siamo sempre rimasti in partita, nei minuti finali è arrivato questo rigore e il loro vantaggio ci ha messo in difficoltà perché avevamo controllato la gara con grande autorità e non meritavamo di essere sotto. Per il campionato che stiamo facendo questa partita ci deve insegnare molto, dobbiamo saper gestire certi momenti del match e dare importanza ai punti perché uscire da Arezzo con l’intera posta in palio sarebbe stata un’ulteriore iniezione di fiducia, purtroppo siamo usciti sconfitti per degli episodi”.

Contro l’Arezzo hai subito un duro colpo, aggiornaci sulle tue condizioni fisiche… “Si, ho subito questa brutta botta che ancora adesso mi fa un po’ male, ma nulla di serio: mi auguro di essere a pieno regime già tra qualche giorno. La mia presenza per domenica rimane in dubbio, tutto dipenderà da questo fastidio nella speranza che passi completamente… sono fiducioso e ce la metterò tutta”.

Nonostante quest’ultima sconfitta la classifica ci sorride, siamo a soli tre punti dal Renate secondo in classifica. Questa rivoluzione della rosa ci ha fatto partire a fari spenti, ma ora siamo una delle squadre di alta classifica. Sorpreso da questa positiva prima parte di campionato? “Anche noi giocatori all’inizio eravamo curiosi del nostro andamento in questa stagione. C’è stata una rivoluzione importante, la società ha voluto dar vita a questo nuovo progetto che vede protagonisti tanti ragazzi giovani e di qualità. All’interno di questa rosa ci siamo io e tanti altri giocatori esperti che stanno aiutando questi ragazzi nel quotidiano. La speranza di fare un campionato importante l’abbiamo avuta sin dall’inizio, ma anche la consapevolezza della nostra forza visto che molti giocatori li conoscevamo già. Adesso si respira un’aria positiva, siamo contenti di questo clima ma dobbiamo continuare su questa strada per riuscire a migliorare sempre di più questa bellissima atmosfera. Daremo sempre il massimo per questa maglia e cercheremo di dimostrare il giusto approccio in ogni gara. In questo momento sarebbe stupido porsi degli obiettivi perché non ne vale la pena, il nostro è un girone equilibrato e quindi bisogna solo pensare partita per partita e dare il meglio di noi stessi contro ogni avversario. Il campionato ci sta dicendo che nessuna sfida è già scritta, tutte le squadre possono dire la loro contro qualsiasi avversario. Voglio sottolineare che a partire dalla prima giornata il Novara non ha mai giocato una partita sottotono, non ci siamo mai fatti sottomettere da nessun avversario e questa osservazione non era scontata visto che scendono in campo tanti giovani che, tuttavia, hanno subito dimostrato grande carattere e voglia di far bene. Giornate “no” possono capitare a tutti, ma finora non abbiamo mai subito il gioco degli avversari: questa dovrà essere la nostra forza da mantenere sino alla fine perché siamo consapevoli che se scenderemo in campo con il giusto atteggiamento potremo toglierci delle belle soddisfazioni”.

Le prime due giornate di campionato le hai assistite dalla panchina, poi il tuo rendimento è aumentato sempre più e ora sei un perno fondamentale del centrocampo grazie alle doti che tutti noi conosciamo. Come ti trovi con le idee tattiche del mister? Quali compiti ti chiede di eseguire in campo? “Il mio percorso in questa stagione era chiaro sin dall’inizio, mi sono sempre messo a disposizione. La società ha puntato molto sulla qualità dei nostri giovani dandogli uno spazio importante e di rilievo. Voglio spendere due parole per Nicolas Fonseca: tutto lo staff vuole valutare il livello di crescita di ciascun giocatore della rosa e secondo me Nicolas sta dimostrando di poterci stare tranquillamente in questa squadra. Per un giocatore vivere dei momenti in cui si vede difficilmente il campo può starci, fanno parte del processo di crescita di un giocatore, soprattutto alla sua età.
Io sono molto sereno, lo ero anche inizialmente quando non giocavo. Mi sento un giocatore i
mportante e quando non sono in campo cerco di dare sempre il mio apporto perché è anche questo uno dei motivi per cui la società ha voluto puntare su di me. Metto a disposizione la mia esperienza per insegnare ai ragazzi i principi base, sfruttando tutto ciò che ho appreso nel corso della mia carriera. Quando terminerà il mio percorso da calciatore vorrei fare l’allenatore e questa situazione che sto vivendo anticipa un po’ alcuni aspetti che richiamano questo ruolo: l’idea di parlare con dei ragazzi, di farli crescere e di poter condividere le tue esperienze è una cosa che mi inorgoglisce e che mi dà ulteriori stimoli.
Il mister mi chiede equilibrio, il ruolo del play è molto importante e in determinati momenti anche decisivo, specie quando c’è bisogno di gestire certe situazioni e dettare i tempi in una certa maniera: questo è il mio ruolo, non ci sono richieste specifiche ma quello che mi viene chiesto è di mettere la mia esperienza al servizio della squadra”
.

Il tuo legame con questa squadra e con questa città è molto forte, hai appoggiato in toto questo progetto e grazie anche al tuo contributo è nato un gruppo molto unito e con la giusta mentalità. Essere uno dei pochi confermati dalla scorsa stagione significa che la società ha sempre avuto fiducia in te, rispettando la durata del contratto. Nella tua carriera hai stipulato tanti accordi con diverse società, ma questa conferma che valore ha nel tuo percorso da calciatore? “Questa conferma per me rappresenta un valore assoluto. Ho sempre messo in risalto la parte umana e i valori della vita, il rispetto in primis. Non basta valutare solo l’aspetto sportivo di un calciatore, anche le qualità di una persona devono essere valutate e viaggiano sulla stessa linea d’onda di quelle calcistiche. Il fatto che la società abbia deciso di investire su di me, non solo dal punto vista sportivo ma anche sotto il profilo umano, è un grande motivo di orgoglio per me. Un doveroso ringraziamento va a tutta la società, cercherò di ripagare questa loro fiducia portando avanti le idee della società stessa che combaciano anche con le mie. Questo nostro rapporto dura già da molti anni, significa che abbiamo tanti punti in comune. Stare in un ambiente del genere agevola il mio lavoro, perché quando si viaggia sulla stessa linea d’onda tutto avviene con semplicità e credo che tutto questo diventi un valore aggiunto per il gruppo. Siamo una squadra unita e ci aiutiamo a vicenda. Non siamo solo noi veterani a dare consigli ai giovani, ma anche loro ci stanno insegnando tanto. Abbiamo avuto modo di parlare con loro di questo argomento, avevamo bisogno della loro spensieratezza e di toglierci quel pesante fardello che a Novara - purtroppo - ci portavamo dietro dopo le ultime stagioni non esaltanti. Il loro aiuto ci ha permesso di liberarci da questo peso e anche noi stiamo giocando in maniera più tranquilla e distesa. È un continuo dare e avere che sta dando i suoi frutti e che sta costruendo un gruppo solido e importante”.

Contro l’Arezzo hai raggiunto la 150a presenza con la maglia azzurra, questo dato rafforza ancora di più il tuo rapporto con questa maglia. Cosa provi nell’aver raggiunto questo obiettivo con la maglia del Novara? “Questo è un traguardo importante, Novara è diventata per me una seconda casa. Fare così tante partite con una sola maglia non è da tutti, è una grande soddisfazione e spero di aggiungerne ancora altre. Questo dato amplia un discorso che va anche al di infuori dell’ambito sportivo, perché sono già diversi anni che mi trovo a Novara insieme alla mia famiglia e tutta la città ci ha accolto a braccia aperte sin dal nostro arrivo e ho avuto anche un percorso nel sociale che dà ancora più risalto a questo legame. Anche grazie a tutto questo in campo riesco a dare quel qualcosa in più, perché ogni giorno sento il dovere di ringraziare non solo la Novara sportiva ma tutta la gente di questa città. Il mio modo per ringraziare tutti voi è quello di dare il massimo per questa maglia e mettermi a completa disposizione per il bene del Novara Calcio: darò sempre tutto me stesso dimostrando passione e professionalità. Ringrazierò sempre tutte quelle persone che mi vogliono bene e che mi dimostrano ogni giorno tanta stima e affetto, non solo a me ma anche alla mia famiglia”.

Come hai già accennato in questa intervista stai seguendo il corso per diventare allenatore. Com’è nata questa decisione di intraprendere questa strada alla fine della tua carriera da giocatore? “Ho la fortuna di avere le idee abbastanza chiare sul mio futuro dopo aver appeso le scarpe al chiodo. Fare l’allenatore è un ruolo che vorrei provare e quando si inizia qualcosa di nuovo bisogna capire se si possiedono le giuste basi per farlo e io mi voglio mettere in discussione. Adesso sto studiando e sto cercando di mettermi nelle giuste condizioni per fare ogni cosa nella maniera più professionale possibile, cercando di approfondire ogni conoscenza: il calcio è in continua evoluzione e il patentino non basta per stare sul pezzo, ci vogliono studio, passione e applicazione. Non bastano le conoscenze che si acquisiscono sul campo… guidare una squadra è un aspetto totalmente diverso, questo è il mio punto di vista. Ci saranno da imparare tante cose, in primis la gestione di un gruppo e l’approcciarsi alla squadra nella giusta maniera per ottenere subito la fiducia: ci sono tanti aspetti da prendere in considerazione e che mi interessano tantissimo. Il fatto di avere le idee chiare su tutto mi sta aiutando molto, sarà poi il tempo a dire se sarò in grado di portare avanti questo ruolo, ma la voglia di vedermi in questa veste è tanta”.

Non è da tutti seguire un corso di allenatore e allo stesso tempo essere ancora in attività. “Hai ragione ma ci sono vari motivi che mi stanno permettendo di fare tutte e due le cose nella maniera più completa possibile. Il primo vantaggio è che il corso che sto seguendo è a Oleggio e poi gli orari della lezione sono perfetti, perché non tolgono nessuno spazio a quello che tuttora è il mio lavoro ma soprattutto la mia passione, quindi non avrei mai preso una decisione del genere se questa fosse andata a intaccare la mia attività da calciatore. Un altro motivo è che in questo modo riesco ad accorciare un po’ i tempi: quando deciderò di smettere come calciatore avrò già degli attestati in mano che mi permetteranno di essere subito operativo in questo nuovo ruolo. Non voglio stare fermo e prendermi anni sabbatici. Questi sono i motivi principali, l’importante è avere sin da subito la possibilità di intraprendere la carriera che desidero seguire”.

Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it? “Posso solamente ringraziare i nostri tifosi per tutto quello che mi stanno dando a livello personale. Decidere di tornare a Novara è stato anche perché mi sono sempre trovato bene in questa città e questo è un modo per farvi capire quello che provo quando indosso la maglia del Novara. Vi chiedo di continuare a starci vicino perché credo che questa squadra lo meriti, avanti così perché quello che state facendo è encomiabile: siete venuti in tutte le trasferte e grazie a voi l’atmosfera in casa è stupenda. Cerchiamo di coltivare tutti insieme questo bellissimo clima e non roviniamo tutto perché questo è un valore aggiunto, i risultati testimoniano questo”.

Grazie a Daniele Buzzegoli per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 

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