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Barlassina e la sua agendina


Di Gianfranco Capra

Non molti sanno (ma non è una colpa) che uno dei più importanti arbitri di calcio italiano ed europeo è stato un novarese, Rinaldo Barlassina (nella foto in alto a sinistra), nato all’ombra della Cupola nel 1898 e morto tragicamente a Bergamo nel 1946. Crebbe nel rione di Sant’Andrea, frequentò l’Istituto “Mossotti”, anche se alla fine si diplomò geometra con ottimi voti e, soprattutto, fu uno dei primi dirigenti della società azzurra negli anni venti.

Dopo la Grande Guerra, infatti, fu prima segretario del Novara Calcio, poi uno dei due arbitri designati dal Novara per dirigere nei campionati di calcio (l’altro fu il poliedrico Gianni Canestrini).

Fece la sua trafila come tutti e impose presto la sua autorità e le sue decisioni, sempre attente e precise. Intanto svolgeva la professione di assicuratore presso le “Generali di Venezia” - ramo grandine - e aveva il suo ufficio in uno di quei due splendidi palazzi che si affacciano su Piazza Martiri e che furono costruiti a partire dal 1926.

Il “nostro” Barlassina venne promosso in Divisione Nazionale (l’attuale Serie A) nel 1924, dopo aver diretto un contestatissimo spareggio per la promozione fra Como e Udinese (vinsero i friulani per 3-2).


Rinaldo Barlassina impegnato a dirigere una gara internazionale

Barlassina debuttò nel massimo campionato italiano il 30 novembre del 1924, in Biellese-Juventus 0-1. Arbitrò sul campo fino al 1943 con oltre 200 partite nel nostro campionato, ma la sua fama restò legata alle 60 e più partite dirette in campo internazionale: due Mondiali, nel 1934 e nel 1938, un’Olimpiade nel 1936 e 18 partite della Mitropa Cup, una specie di piccolo campionato europeo di quei tempi per squadre di club.

Ovviamente non diresse mai l’Italia, né una finale mondiale od olimpionica perché l’Italia vinse tutte e tre le competizioni.

Contemporaneamente alla sua attività di geometra assicurativo e di arbitro in giro per l’Europa, il “nostro” Rinaldo “inventò” nel 1932 la famosa “Agendina Barlassina” di colore argento, che riportava tutte le cifre del calcio italiano e mondiale. “Agendina” preziosissima che uscì per dieci anni consecutivi e che - ancora oggi - è considerata il primo autentico “Vangelo” del calcio.


La copertina della famosa Agendina Barlassina (s.s. 1937-38)

Al massimo della gloria, Rinaldo Barlassina morì in un incidente stradale a Bergamo alla vigilia del Natale 1946.

Gianfranco Capra

 

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