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Classifica 2019/2020

Esclusiva VNV: L’intervista ad Andrea Sbraga


Di Alberto Battimo

Nella scorsa stagione non abbiamo avuto modo di vedere le sue reali qualità, a causa di una serie di infortuni e di un cammino difficile della squadra che non lo hanno aiutato ad esprimere al meglio le proprie caratteristiche. La società non si è però fatta ingannare e l’ha confermato per questa annata affidandogli anche la “chiavi” della difesa. Lui ha accettato questo ruolo con grandi motivazioni e in campo sta dimostrando di essere un centrale sicuro e affidabile. Lui è… Andrea Sbraga.

Domenica scorsa è arrivata un’importante vittoria contro il Como. Sfida non semplice da affrontare, con poche occasioni da entrambe le parti, ma il nostro pregio è stato quello di riuscire a concretizzare al meglio le opportunità create. Vincere una partita del genere significa che la squadra sta maturando sempre di più con il passare delle partite e che sono stati fatti ulteriori passi in avanti. Quale significato dai a questa vittoria, ottenuta con grande impegno e sacrificio contro una squadra ostica come quella lariana? “È stata una vittoria importante perché ottenuta contro una squadra difficile da scardinare. Rispetto a qualche sfida del passato siamo stati meno “belli”. Contro Renate e Pistoiese abbiamo giocato meglio ma non siamo andati oltre il pareggio. Sappiamo bene quanto sia equilibrato il nostro girone che fa della fisicità una caratteristica importante; essere riusciti a battere il Como - dimostrando la nostra supremazia anche sotto questo aspetto - è significativo per aumentare la fiducia nei nostri mezzi. Abbiamo dimostrato che anche quando la prestazione non è dei migliori riusciamo ad essere cinici davanti e allo stesso tempo a difendere il risultato con le unghie e con i denti, riuscendo a portare a casa l’intera posta in palio”.

Prima di questa vittoria la squadra aveva conquistato due punti nelle ultime tre partite. Alcuni addetti ai lavori avevano additato il modulo di gioco come causa principale di questa frenata, ritenendo ormai prevedibile il nostro gioco per gli avversari. Mister Banchieri è andato avanti per la sua strada e contro il Como ha riproposto lo stesso modulo. Pensi che andare avanti con la stessa identità di gioco sia una qualità, magari da perfezionare nel corso del tempo, oppure non escludi che dei cambi tattici - per affrontare certi avversari in determinate situazioni di gioco - possano essere utili? “La squadra è stata costruita con delle determinate caratteristiche e secondo me è corretto seguire questa direzione perché stiamo dimostrando che la stessa è forte ed equilibrata. All’interno di una sfida si può manifestare una difficoltà diversa e quindi cambiare assetto tattico nel corso della gara fa parte del gioco, ma la nostra preparazione a una partita sarà sempre incentrata nello sfruttare appieno le qualità di ciascuno di noi. Non saranno di certo un paio di partite girate male a cambiare le cose: contro la Pistoiese sarebbe bastato che ci dessero uno dei tre rigori a nostro favore e ora staremmo parlando di una vittoria elogiando il modulo; contro il Renate, se Capanni avesse realizzato quell’occasione a cinque minuti dalla fine, avremmo conquistato altri tre punti e parleremmo di mosse indovinate. Dobbiamo crescere dal punto di vista realizzativo perché quelle partite che meritavamo di vincere dovevano essere portate a casa, i due pareggi contro Pistoiese e Renate sono l’esempio”.

Le prossime due gare di campionato le faremo in trasferta, Olbia e Arezzo saranno le avversarie da affrontare. Il nostro andamento fuori casa non è dei migliori, solo cinque punti arrivati sui diciotto disponibili. Cosa manca per fare quel passo in più in trasferta e per riuscire a vincere nelle successive gare? “In trasferta dovremo essere bravi a gestire al meglio diversi momenti, capire quando attaccare, soffrire o ad essere equilibrati. Penso che contro il Como abbiamo dimostrato di saper fare tutto questo e adesso cercheremo di applicarci al meglio anche fuori dalle mura amiche. In effetti non sono tanti i punti conquistati in trasferta, però abbiamo fatto delle importanti prestazioni e molte volte non abbiamo portato a casa quello che meritavamo invece sul campo. Penso alla sfida contro la Giana Erminio: nel primo tempo avremmo potuto tranquillamente realizzare tre reti e alla fine siamo usciti sconfitti. Dobbiamo ancora crescere, siamo consapevoli che ci manca ancora qualcosa per gestire le varie fasi di una partita. Nessuna gara sarà facile, le trasferte di Olbia e Arezzo saranno insidiose, ma noi cercheremo comunque di affrontarle con la massima attenzione cercando di ottenere la vittoria”.

Dopo una scorsa stagione negativa sotto l’aspetto difensivo, la società ha deciso di puntare su giovani dal grande futuro confermando solo te e Davide Bove, ormai prossimo al rientro. I risultati di questo cambiamento si sono fatti subito sentire, la nostra difesa è una delle meno perforate del campionato: solo Monza e Renate hanno fatto meglio. Questo fa capire che non bastano i nomi per fare la differenza ma ci deve essere molto di più. Quali sono gli aspetti principali che stanno dando lustro e attenzione a questo settore? “Sono sincero, gioco da diversi anni e i meriti vanno condivisi con tutta la squadra, perché se un settore funziona significa che tutti si applicano nel giusto modo. Nel caso specifico la bravura non è solo racchiusa in noi difensori, basta guardare i movimenti dei nostri attaccanti, perché grazie al loro aiuto sono i primi a creare problemi alla manovra avversaria e questo ci avvantaggia molto. Faccio fatica a paragonare qualsiasi stagione a quella scorsa perché avevamo una rosa molto forte ma tutto ci è girato storto, ogni cosa era a nostro sfavore. Non voglio più vivere una stagione del genere. Alla prima occasione subita prendevamo sempre gol e addirittura da un nostro rigore sbagliato si è avviata una ripartenza avversaria conclusasi con una loro rete. Paragoni con la scorsa stagione non li voglio fare, ora stiamo lavorando bene durante la settimana e cerchiamo di dimostrare in campo tutto quello che prepariamo durante gli allenamenti. Voglio evidenziare l’atteggiamento che abbiamo in ogni partita e la voglia che ciascuno di noi mette dentro e fuori dal campo per il bene del Novara, tutti si dannano l’anima e questo, a lungo andare, potrà fare la differenza”.

In queste prime quattordici partite di campionato non hai saltato un minuto e hai ricevuto solo un’ammonizione nei minuti finali della gara contro il Renate, ricevendo sempre ottimi voti. Cosa è cambiato in te rispetto alla scorsa stagione? “La scorsa stagione era partita male ancora prima dell’inizio del campionato, perché avevo saltato due mesi di preparazione estiva. Per qualsiasi giocatore è fondamentale essere a pieno regime già nella fase pre-campionato, per assimilare al meglio schemi e tattiche di gioco. Già questa lunga assenza può mettere a rischio il percorso di una stagione. Inoltre ho saltato altri due mesi, novembre e dicembre, perché avevo un fastidio al ginocchio che proprio non voleva passare. Quando già salti i primi mesi di un campionato diventa difficile farsi trovare pronti nella fase decisiva della stagione, sia a livello fisico ma anche come intesa con i compagni di squadra. Sono anche tornato in campo in un periodo non felice per la squadra, tutto ci girava male e questo non ha di certo aiutato il mio inserimento in pianta stabile. Tra i miei infortuni e i problemi di squadra era anche “normale” vivere una stagione difficile sotto tutti gli aspetti. Ora sono contento di essere riuscito a curarmi bene quest’estate e di aver fatto tutto il ritiro estivo al massimo delle mie capacità: sto prendendo parte a tutti gli allenamenti e speriamo di continuare su questa strada”.

Essere un leader difensivo è un ruolo non semplice da affrontare, ma stai dimostrando di ricoprire questo incarico con grande responsabilità. Riesci a dirigere i tuoi compagni di reparto con ordine e diligenza e quando c’è da intervenire sei sempre efficace e sicuro. È stato questo il motivo principale che ti ha convinto a rimanere a Novara, nonostante varie voci di mercato nella sessione estiva? “Sì, è stato uno dei motivi che mi ha convinto a rimanere: sono molto grato alla società per avermi affidato questo ruolo e avere questa importanza mi lusinga. Questa posizione sta aumentando anche la mia autostima, fa parte di un ulteriore e importante processo di crescita personale, soprattutto dal punto di vista mentale. Questo aspetto è essenziale per un difensore centrale perché rappresenta il passo più grande e anche il più difficile da raggiungere. Avere questa responsabilità di gestire ragazzi più giovani - e di aiutarli con le mie indicazioni - mi sta trasmettendo tanti stimoli e voglia di fare bene. Sono contento della scelta fatta, la rifarei ancora”.

Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it. “Saluto e ringrazio tutti i nostri tifosi perché mai come quest’anno sentiamo vicino il vostro grande supporto. Nelle partite casalinghe siete sempre decisivi: in momenti in cui la squadra ha sofferto - o qualche giovane era in affanno - il vostro incitamento è stato fondamentale per non mollare mai e riuscire a portare a casa la vittoria. L’aria positiva che gira intorno a questa squadra si rispecchia in campo, in primis attraverso risultati positivi. Sono contento di questo bellissimo clima e spero che più tifosi possano seguirci con assidua costanza per diventare un gruppo sempre più unito e forte”.

Grazie ad Andrea Sbraga per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
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