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Classifica 2019/2020

Esclusiva VNV: L’intervista a Tommaso Bianchi


Di Alberto Battimo

Poteva benissimo lasciare la squadra alla fine della scorsa stagione, ma il senso di responsabilità per questa maglia ha prevalso e alla fine si è meritato la stima di tutto l’ambiente. La società era già a conoscenza delle sue doti umane, non solo quelle calcistiche e gli ha proposto un rinnovo e un ruolo chiave sia nello scacchiere azzurro, che come uno dei giocatori adatti a far crescere i tanti giovani promettenti in rosa, con il giusto approccio dentro e fuori dal campo. Il suo contributo è fondamentale, corre e lotta per tutta la gara, non è un caso se mister Banchieri lo ha sempre schierato titolare e sostituito solo nell’ultima gara. Un giocatore del genere è un lusso in Serie C, Novara se lo coccola e lui in campo sta dando il massimo per la maglia azzurra. Lui è… Tommaso Bianchi.

Contro la Pistoiese è arrivato un pareggio a reti bianche che lascia tanto amaro in bocca. Nonostante la squadra abbia avuto il pallino del gioco per tutta la gara, le poche occasioni create e alcune decisioni arbitrali molto discutibili non ci hanno permesso di arrivare alla vittoria. La tua opinione sulla prestazione della squadra? “Penso che la nostra prestazione sia stata buona nonostante il pareggio: abbiamo sempre avuto il pallino del gioco e anche qualche chances importante, soprattutto ad inizio gara, ma purtroppo non siamo riusciti a segnare. Il non essere riusciti a sbloccare subito la gara ci ha penalizzato perché quando si affrontano squadre chiuse come la Pistoiese diventa sempre più difficile trovare la via della rete con il passare dei minuti e trovare il varco giusto diventa più complicato. Vorrei anche evidenziare l’aspetto difensivo, perché non subire reti è sempre importante, hanno avuto una nitida occasione nel primo tempo ma Marchegiani si è superato compiendo una parata importante. Questo pareggio non ci soddisfa perché meritavamo i tre punti, però è un punto che fa comunque muovere la classifica”.

Questa è stata la terza partita nel giro di una settimana. Quanto ha influito il fattore stanchezza sulla prestazione della squadra? “In qualche modo ha inciso, era la terza partita in una settimana e le due gare precedenti sono state molto dispendiose. Nella sfida di domenica abbiamo dimostrato di stare bene fisicamente, ci è mancata però quella brillantezza necessaria per sbloccare la gara, soprattutto nella fase finale: se ti manca questo, contro squadre arroccate in difesa diventa molto difficile trovare i varchi giusti. Il nostro girone è molto equilibrato, anche in altre gare non si vedono tante occasioni da rete e questo ci “obbliga” ad essere sempre lucidi in fase realizzativa. Ad esclusione del Monza che sta creando un solco importante rispetto a tutte le altre squadre, le altre gare sono quasi sempre appese ad un filo dal punto di vista del risultato”.

In queste prime dodici partite di campionato abbiamo affrontato sia squadre che ci hanno sfidato con l’intento di batterci, che avversari pronti a fare le barricate per portare a casa un solo punto. L’atteggiamento della Pistoiese sembrava proprio di quest’ultima categoria e il Novara ha avuto delle difficoltà nel cercare di scardinare una difesa del genere. Secondo te, la nostra, è una squadra che trova maggiori ostacoli quando affronta sfide di questo tipo? “Secondo me tutte le squadre trovano delle difficoltà maggiori quando trovano avversari che pensano soprattutto a difendersi. Non è facile in queste partite trovare gli spazi giusti e questo ti porta a cercare delle giocate un po’ più difficili con il rischio di non essere efficaci. Quando abbiamo incontrato avversari che ci hanno affrontato per batterci, la nostra prestazione è sempre stata di qualità, creiamo più occasioni e riusciamo a fare appieno il nostro gioco, la sfida contro la Carrarese è l’emblema di questo mio pensiero. Ho visto delle partite del Monza e anche loro hanno fatto fatica a concretizzare quando hanno giocato contro avversari che lottano solo per portare a casa un punto, nonostante l’elevata qualità della rosa brianzola. Ci sta una gara complicata nel corso di una stagione, siamo consapevoli che è arrivato il momento di alzare l’asticella sotto il profilo della prestazione, perché rispetto alle gare iniziali le nostre avversarie ci rispettano un po’ di più, ormai conoscono il nostro tipo di gioco e ultimamente abbiamo trovato squadre che ci aspettano soprattutto quando giochiamo nel nostro “Piola”. Sarà importante sfruttare le occasioni al meglio ed essere sempre più attenti e decisi anche nei particolari”.

La prossima sfida ha sempre un sapore speciale, saremo ospiti dell’Alessandria in una partita sempre molto sentita da entrambe le tifoserie. Le dodici reti subite dai grigi dall’inizio del campionato ci fanno capire quanto vadano in difficoltà se aggrediti. Vedremo un atteggiamento del genere da parte del Novara o state preparando questa partita in modo diverso? “Abbiamo una nostra identità e nessun avversario ci costringerà a cambiare la nostra idea di gioco. Cerchiamo sempre di aggredire gli avversari, a cominciare dagli attaccanti, questo è utile perché non permette agli avversari di ragionare con tranquillità durante il possesso palla, con il “rischio” di indurli all’errore e allo stesso tempo li teniamo lontani dalla nostra area di rigore. L’Alessandria è una squadra molto forte, secondo me una delle squadre più attrezzate del girone, la posta in palio sarà alta visto che è anche un derby. Sarà una sfida difficile, il loro modulo è speculare al nostro e nonostante le dodici reti subite secondo me non sarà facile aggirare la loro difesa. Arrivano da una sconfitta strana e pesante contro l’Albinoleffe e anche loro avranno voglia di rivalsa. Sarà una sfida difficile ma noi siamo pronti”.

La sostituzione nella sfida contro la Pistoiese è stata la prima di questo campionato, nelle gare precedenti sei sempre partito titolare e mai rimpiazzato. Il tuo ruolo richiede tanta corsa e attenzione nella zona nevralgica del campo, un aspetto non da poco da considerare. Come ti trovi negli schemi tattici del mister? “Mi sto trovando bene, contro la Pistoiese sono stato io a chiedere il cambio perché ho avvertito un fastidio al flessore e non volevo peggiorare la situazione. Inoltre non avevo più la forza di dare il massimo e nella parte finale di gara ci volevano giocatori pronti a dare tutto se stessi. Al mio posto è entrato Schiavi e ha fatto molto bene. Sono contento di questo inizio di stagione, già dal ritiro mi sentivo bene e ho lavorato molto per essere subito a disposizione del mister e al massimo delle mie potenzialità. Sto bene e questo modulo è perfetto per le mie caratteristiche, il ruolo da mezzala mi si addice molto e credo che sia la posizione più congeniale, perché mi permette di contrastare le avanzate degli avversari e allo stesso tempo impostare le nostre azioni offensive e non lesinare qualche incursione in area avversaria. Personalmente sono molto contento di questo positivo inizio di stagione ma sono consapevole che posso dare qualcosa in più, devo cercare di sbloccarmi anche dal punto di vista realizzativo”.

Sei uno dei pochi superstiti rispetto alla scorsa stagione. Essere stati scelti dalla società come uno dei giocatori da cui far ripartire un nuovo e interessante progetto sarà sicuramente stato motivo di orgoglio. Qual è il ruolo di Tommaso Bianchi, sia dentro che fuori dal campo? Quali sono i motivi che ti hanno spinto ad accettare la tua permanenza sotto la Cupola e di rimanere in Serie C? “Mi fa piacere di questa fiducia che la società ha riposto in me, faccio parte dei giocatori più esperti della rosa e questa responsabilità mi inorgoglisce. Noi giocatori più navigati cerchiamo di dare quel qualcosa ai nostri giovani ragazzi, tutti hanno qualità e mi piace molto la loro voglia di migliorare ogni aspetto con grande impegno e serietà. Cerchiamo di dare loro una mano sotto il profilo dell’esperienza e del comportamento sia dentro che fuori dal campo. Si è creata una giusta alchimia all’interno del gruppo e i risultati in campo parlano chiaro: c’è una bella atmosfera e non solo allo stadio, anche quando ci alleniamo a “Novarello” c’è un clima sereno che ci permette di lavorare con fiducia e tranquillità. Tutto questo non può che farci bene per il prosieguo della stagione.
Sono rimasto volentieri a Novara perché sentivo il bisogno di rilanciarmi a livello personale, la stagione scorsa ero partito anche bene, ma poi da metà novembre ho avuto un infortunio e non sono più riuscito a recuperare pienamente. Il cambio di allenatore non mi aveva permesso di trovare la giusta continuità per recuperare la condizione e la stagione non si è conclusa positivamente. Sento di dover dare qualcosa a questa società e ai tifosi, il progetto di questa stagione mi è piaciuto sin da subito e questa responsabilità mi ha dato ancora più carica e fiducia in me stesso: sono molto contento di questo rinnovo e farò di tutto per proseguire su questa strada”
.

In una rosa come la nostra è normale che i giovani seguano le indicazioni e i comportamenti dei giocatori con più esperienza. Ma voi giocatori esperti non siete solo degli “insegnanti”, allo stesso tempo fare parte di una squadra composta da tanti giovani di prospettiva è un bel banco di prova. Quali aspetti ti stanno facendo crescere ancora di più nel vivere momenti dentro e fuori dal campo con questi ragazzi? “L’empatia che si è creata all’interno di questo bellissimo gruppo sta facendo ulteriormente crescere anche noi “senatori”. Quando c’è una situazione in cui vedi tutti i ragazzi che si spronano a vicenda e che non mollano di un centimetro, trasmettono anche a me la giusta carica per dare tutto me stesso per questa maglia. Hanno la capacità di trasmetterti sempre nuovi stimoli, non si arrendono mai e io apprezzo molto questo loro carisma. Quando parlo di gruppo intendo anche tutta la tifoseria e lo staff che ci incitano e ci spronano attivamente durante la partita. Davanti a tutto questo ho solo voglia di giocare bene e fare le cose nel modo giusto cercando di realizzare qualcosa di importante per il Novara. Sono d’accordo con la tua osservazione perché non siamo solo insegnanti, ma anche noi più grandi stiamo imparando molto dai nostri ragazzi perché ci stanno facendo capire che abbiamo ancora delle potenzialità da mettere al servizio della squadra e questo ci dà grande forza. L’obiettivo di tutti è quello di migliorare partita dopo partita per il bene del Novara”.

Il tuo messaggio per i tifosi e i lettori di VaNovaraVa.it. “Dico ai tifosi di continuare a seguirci numerosi e sempre con questo spirito perché si è creata una bella atmosfera allo stadio, senza dimenticare il vostro encomiabile supporto anche nelle gare in trasferta. Questo clima ci permette di rendere molto di più, questa unità mi piace molto perché potrà essere anche utile nel superare degli ostacoli che nel corso di una stagione sono da preventivare. Questa è la strada giusta, dobbiamo continuare così e stare ancora più vicini nei momenti di difficoltà”.

Grazie a Tommaso Bianchi per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all’Ufficio Stampa del Novara Calcio per la gentile concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

 
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