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Piola e un’insolita partita di guerra


Di Gianfranco Capra

Si è appena verificato il drammatico 8 settembre 1943 e dopo quattro giorni le truppe tedesche hanno già occupato tutta l’Italia settentrionale.

Un corposo reparto di militari, un po’ tedeschi e un po’ austriaci, si è insidiato anche a Vercelli. Il comandante della piazza vercellese è un generale sportivo e sa che Silvio Piola risiede in quella città. Lo convoca e gli ordina di organizzare una squadra vercellese che incontrerà, nell’ottobre successivo, una partita amichevole contro una rappresentativa militare tedesca, forte di quattro nazionali.

Piola si attiva immediatamente e raccoglie quei giocatori vercellesi che risiedono in città o nei paesi vicini.

Ed ecco pronta una formazione che si batterà contro i “plufar”, domenica 10 ottobre allo stadio “Lamarmora” di Biella, molto accogliente e affollato di gente desiderosa di rivedere un po’ di calcio. Infatti il campionato 1943-44 è stato sospeso per evidenti cause di guerra.

Piola, capitano e allenatore, ha convocato il portiere Zanetti, poi Beretta, Vanoli, Bertani, Mocca, Bergamasco, Ottino, Barera, Alberico, Carasso e il giovane Castigliano. Tutta gente che ha giocato in Serie A o B, qualcuno anche nella Pro Vercelli. E’ in ogni caso una squadra fortissima, che esalta la potenza di Castigliano e la classe di giocatori come lo stesso Piola, allora trentenne, il triestino Bergamasco, Alberico del Venezia, il laterale Carasso futuro partigiano.

Purtroppo per i tedeschi, in maglia azzurra, i quattro giocatori annunciati della loro Serie A non riescono a raggiungere Biella per mancanza di collegamenti e per la Pro Vercelli, rigorosamente in maglia bianca, è un gioco da ragazzi sfondare l’incerta e inesperta difesa tedesca. Silvio Piola si scatena come gli capita sempre sui campi di calcio, mettendo a segno due reti, mentre il giovane Eusebio Castigliano ne infila quattro al portiere avversario. Finisce 8-1 e completano le marcature Barera del Casale e Ottino del Modena.

Entusiasti un centinaio di tifosi trasportati sui camion tedeschi a Biella insieme ai giocatori, come nel famoso film “Fuga per la vittoria”. Soddisfatti anche gli ufficiali tedeschi prodighi di complimenti e di regali (viveri) verso Silvio Piola, da loro considerato un idolo del calcio mondiale.

Preoccupatissimo il piccolo Lanfranco Alberico (che vestirà presto la maglia del Novara Calcio). Ogni volta che la squadra vercellese infilava il portiere tedesco, si avvicinava a Piola e gli mormorava in dialetto stretto: “Silvio, alla fine non è che ci arresteranno e ci porteranno in Germania?…”.

Gianfranco Capra


Un ritratto di Silvio Piola con la maglia del Novara

 

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