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Gianni Canestrini e la “Mille Miglia”


Di Gianfranco Capra

In pochi, anzi pochissimi, sanno a Novara che Gianni Canestrini (nella foto in alto a sinistra), uno dei quattro inventori della “Mille Miglia”, era novarese di adozione.

La “Mille Miglia” fu la più importante corsa al mondo su strade aperte: nata nel 1926, durò fino al 1956, quando fu interrotta per l’esplosivo aumento del traffico e perché nell’ultima edizione accadde un gravissimo incidente, con diversi morti nei pressi di Mantova.

Gli “inventori” di questa straordinaria gara automobilistica furono due imprenditori di Brescia (Aymo e Mazzotti), il milanese Castagneto e appunto il “novarese” Giovanni Canestrini (1893-1975). Realizzarono e resero concreta questa loro fantastica intuizione a casa di Canestrini a Milano.


I quattro fondatori della “Mille Miglia”

Canestrini era nato a Catania, seguendo gli spostamenti del papà Provveditore agli studi. Gianni arrivò a Novara ai primi del Novecento, sempre al seguito del papà, che fu chiamato nella nostra città come nuovo Provveditore agli studi. Gianni frequentò il liceo classico Carlo Alberto e nel 1908 fondò, con altri compagni di ginnasio, una delle prime squadre di calcio novaresi, la F.A.S. (Football Association Studenti), matrice del futuro Novara Calcio.

Canestrini giocò i primi campionati con il Novara, come ala sinistra. I suoi compagni di squadra erano Meneghetti, il portiere Terzi, Pensotti, Quaglia, Tommaselli e altri pionieri. Poi diventò vice-presidente della società azzurra, ma anche il primo novarese a fungere da arbitro nella Prima Divisione. Il nostro Canestrini rimase nella società azzurra fino alla Grande Guerra, che Gianni svolse come aviere (aveva preso il brevetto a Cameri).

Intanto, mentre seguiva i corsi universitari come ingegnere, Canestrini iniziava a scrivere articoli di motori e di calcio. Appassionatissimo di auto e moto, seguì personalmente tutta la carriera del galliatese Achille Varzi. Scriveva i suoi articoli per “Il Corriere di Novara” e per “Il Guerin Sportivo”.


Tanti appassionati sostenitori per la “Mille Miglia” sin dalle prime edizioni

Finché nel 1925 (Gianni aveva 32 anni e aveva sposato la novarese Elda Malinverni) il colpo di fortuna, meritatissimo: “La Gazzetta dello Sport” lo chiama a dirigere il settore motorista di quel quotidiano sportivo, già allora famosissimo. E il novarese Canestrini (intanto trasferitosi a Milano) diventa nel tempo il “principe” dei giornalisti dei motori, con competenza assoluta, polemica incorporata e grande notorietà.

Gianni Canestrini, che noi abbiamo personalmente conosciuto negli anni Sessanta presso l’Automobile Club di Novara, è stato anche presidente dell’Automobile Club d’Italia e organizzatore a Stresa della famosa “Conferenza del traffico e della circolazione”.

Gianfranco Capra

 

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