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Il primo Giro d’Italia 110 anni fa


Di Gianfranco Capra

Storie antiche, antichissime. Ma che non moriranno mai. Il primo giro d’Italia in bicicletta, organizzato da “La Gazzetta dello Sport”, fu varato nel 1909 e si svolse in otto tappe dal 13 al 30 maggio, per un totale di 2.500 chilometri. Ogni giorno si correva una tappa di circa 500/600 chilometri.

Dieci anni fa, in occasione del Centenario, “La Gazzetta dello Sport” chiese di individuare per ogni città il primo corridore che partecipò al primo Giro. L’elenco degli iscritti superava le centoventi unità.

L’elenco comprendeva un corridore di Galliate, uno di Intra e due di Baveno.

Ovviamente puntammo la nostra attenzione sul corridore di Galliate che si chiamava Domenico Ferrari ed era nato nel 1883 a Villavallelonga, provincia di L’Aquila. Si era trasferito al Nord, a Galliate, all’inizio del '900, per aprire un negozio di biciclette, riparazioni e vendita della famosa bicicletta “DEI” (Umberto Dei pioniere nato nelle Marche ma trasferitosi da bambino a Milano).

Questo Domenico Ferrari, dopo la Grande Guerra, si trasferì negli Stati Uniti, a Rochester e di lui non si seppe più nulla. Nemmeno una fotografia. Si sa soltanto che partecipò due volte alla Milano-Sanremo, due volte al Giro di Lombardia e nel 1909 al Giro d’Italia. Si ritirò dopo tre tappe zeppe di forature e di cadute nel polverone stradale. I giornali novaresi del tempo riportano alcune sue vittorie nelle gare ciclistiche provinciali.

Il vincitore di quel primo Giro d’Italia (ovviamente mitico) fu invece Luigi Ganna, muratore varesino, su “Atala”, già noto per aver vinto la Milano-Sanremo. Partiti in 127, arrivarono al traguardo dell’Arena di Milano soltanto in 49. Selezione implacabile.

Quando, stravolto dalla fatica e irriconoscibile per la polvere e il fango, i giornalisti chiesero a Ganna una sua impressione su quel Giro d’Italia pionieristico, lui rispose: “Am brusa tantu al cu” (superflua la traduzione).

Gianfranco Capra



Una raffigurazione storica del primo giro d’Italia

 

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