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Silvio Piola “ricercato” dai tedeschi


Di Gianfranco Capra

Silvio Piola (nella foto storica in alto a sinistra), autentica “leggenda” del calcio italiano (1913-1996) era tornato a casa, a Vercelli, nell’estate del 1943 in modo abbastanza avventuroso, dopo un viaggio affannato da Roma a Vercelli. Il campionato era bloccato dalla guerra e lui, dopo dieci anni, lasciava la Lazio per stare accanto alla sua mamma.

Nel novembre del 1943, nubi nerissime si addensavano sul mondo e di conseguenza anche su Vercelli. Qualcuno riferì a Piola che un “ufficiale tedesco” lo stava cercando da giorni. Silvio aveva dato l’ordine alla mamma di non aprire a nessuno, quando lui non era in casa.

Al caffè “Beccuti”, tradizionale ritrovo degli sportivi vercellesi, continuavano a correre le voci: “Piola è ricercato!”. Erano tempi calamitosi, di paura, di sospetto. I militari tedeschi erano noti per la loro durezza. Piola allora aveva 30 anni e poteva magari ancora essere richiamato!

Una sera del novembre 1943 bussarono alla porta di casa Piola con pugno pesante. Silvio, che era l’uomo di casa, andò ad aprire. Di fronte si trovò un “tedesco” che senza dire nulla improvvisamente lo abbracciò, con una stretta poderosa e chiamandolo per nome: “Silvius” Silvius!”.

Piola era oltremodo stupito di fronte a quel corazziere vestito con la divisa da ufficiale. In un attimo le cose si chiarirono. In qualche modo, infatti, il tedesco si fece riconoscere (traduzione): “Silvio è da un po’ di tempo che ti sto cercando… Sono Platzer il portiere della Nazionale austriaca!...  (pausa)”.

“Quel portiere al quale tu hai segnato due gol in quel marzo del 1935 al Prater di Vienna…”. Ovviamente Piola ricordava tutto e con chiarezza. Aveva superato la morsa dei due centrali austriaci Suzsta e Mistik, due veri e propri “fabbro-ferrai” e con tiri precisi aveva superato quel portiere, Peter Platzer (nella foto di cui sotto al centro) cogliendo, per la Nazionale italiana, il primo clamoroso successo sul campo viennese.

Era anche il giorno del debutto di Piola nella Nazionale maggiore! Come poteva dimenticare quel giorno meraviglioso?!

E Platzer, felice con un bimbo che aveva ritrovato il suo giocattolo, continuava a raccontare. Sono qui a Biella con le truppe tedesche. Sono ufficiale. Quando ho saputo che abiti a Vercelli, ho iniziato a cercarti… Alla fine ti ho trovato!”.

Platzer non disse che era stato (dopo l’”Anschluss”, annessione forzata dell’Austria alla Germania) anche il portiere della Nazionale tedesca. Lui era per sempre il portiere dell’Admira Wacker di Vienna! E Silvio Piola, il grande centravanti dell’Italia, era per sempre e da sempre il suo “idolo”.

Gianfranco Capra



Il portiere della Nazionale austriaca Peter Platzer

 

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