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La fortuna di conoscere il “Nini”


Di Gianfranco Capra

Parliamo di tanti anni fa. Forse il 1953 o al massimo il 1954. Eravamo molto giovani. Giovanni Udovicich era del 1940 e proveniva da Fiume; faceva parte di quel massiccio e drammatico esodo dei giuliano-dalmati. A Novara ne arrivarono negli anni un paio di migliaia e all’inizio tutti trovarono un posto precario, ma pur sempre un posto, alla caserma Perrone. Un tendone fra stanza e stanza, una stufetta con la legna o il carbone, un letto matrimoniale, un lettino, un tavolo e così via.

“Nini”, così era familiarmente conosciuto, apparve subito “alto” rispetto alla media dei ragazzi di allora. E gli piacque il calcio con le squadre dei cosiddetti “profughi”: l’Olimpia, poi l’Edera, la Voluntas… Era difensore, a volte anche attaccante sfruttando la sua notevole statura. Partecipò al Torneo “Ragazzi di don Aldo” e si distinse nel 1955, quando l’occhio lungo di Ottavio Borzino lo segnalò al Novara Calcio.

E il “Nini” alla fine azzurro lo diventò, restandoci sino alla sua ultima partita giocata il 30 maggio 1976. Udovicich, segaligno ma tenace stopper, ebbe molte fortune: prima quella della salute, che gli permise di giocare con la maglia del Novara qualcosa come 516 partite fra Serie B e Serie C; poi quella di diventare un simbolo della nostra squadra, conosciuto in tutta Italia; terzo quello di vincere nel 1956 il campionato italiano del Centro Sportivo Italiano, in una bella squadra che comprendeva il portiere Mario Cei, Gildo Canelli (padre del futuro sindaco cittadino); Tito De Rosa, un vero talento come l’altro fiumano Zuliani e ancora Varallo, Ivaldi, Cerina, Bordino, Boschi, Mora, Ceffa e Marco Manzini, futuro musicista e pianista con il sinonimo di Igo Man. Quarta fortuna, ma non ultima, quella per Udovicich di costruirsi una bella famiglia con moglie e due figli e poi un bell’impiego alla Banca Popolare di Novara.

Certamente, una delle fortune più grandi (moralmente) sono state le 516 partite con il Novara, con due eccellenti promozioni in Serie B con Peppino Molina e Carlo Parola allenatori e lo spareggio del 1961 a Ferrara vinto contro la Triestina. Il debutto di “Nini”, per la storia, avvenne il 9 febbraio del 1958 a Bari, nel ruolo di estemporaneo centrattacco. Nel maggio del 1958 fu collocato al centro della mediana e ricoprì il suo ruolo per vent’anni consecutivi.

Fortune tante, accoppiate - però - anche a qualche sfortuna: quella di non aver mai potuto giocare in Serie A (malgrado qualche richiesta di grandi squadre, come il Bologna) e la sfortuna relativa ad un serio infortunio al ginocchio (30 maggio 1976, Novara-Ternana 0-0, al 70’ di gioco) che suggerì a Giovanni Udovicich, detto “Nini”, di interrompere la carriera. Ma contava già 36 anni abbondanti e qualcosa come 516 presenze, in quasi vent’anni di attività.

Noi vogliamo ricordarlo con le due foto a corredo di quest’articolo: quella in alto a sinistra lo ritrae giovanissimo, appena 13enne, già alto e stempiato; quella in fondo al centro lo vede con la squadra “ragazzi” del Novara, che nel 1956 vinse il campionato italiano del Centro Sportivo.

Gianfranco Capra


Udovicich con la squadra che nel 1956 vinse il campionato del Centro Sportivo

 

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