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La sfida fra Grande Torino e Sparta


Di Gianfranco Capra

Al sciur Ricu, l’indimenticabile Enrico Patti, fondatore della Sparta... era appena tornato da un lungo “tour” dai campi di concentramento in Polonia e Germania. Aveva ripreso le redini della “sua” Sparta dopo l’inghippo insidioso con il Novara Calcio (ne parleremo in altra sede, del cosiddetto “affare Bonacossa”) ed era tornato anche per dare un contributo nel formare le squadre impegnate nei campionati dilettanti e nel nascente Torneo “Ragazzi di don Aldo”.

Era il 1946, con guerra terminata da un anno. Era settembre e l’ex giocatore spartano e novarese Francesco Rosetta (favoloso centromediano, nella foto di destra con la maglia scudettata della Fiorentina) era appena stato ceduto dal Novara al Torino. Un affare colossale per l’epoca, qualche milione al Novara più i giocatori Guaraldo, Bussi, Castelli e Benedetto. Allora Rosetta era considerato un campione come Carlo Parola, quello della rovesciata volante per intenderci.

Rosetta, persona seria e amabile, si era ricordato del suo scopritore e mentore Patti e a suo modo l’aveva premiato organizzando una partita amichevole per metà settembre contro il Torino, campione d’Italia uscente e già squadra famosa in tutta Europa. Nel 1946 la Sparta di Patti festeggiava i suoi primi vent’anni di vita sportiva.

La partita venne disputata a metà settimana allo stadio di via Alcarotti, stracolmo di tifosi curiosi di vedere all’opera il Grande Torino. Per l’occasione la Sparta convocò tutti i suoi giocatori che erano in giro per l’Italia e presentò questa formazione (fra parentesi la squadra di appartenenza): Panigoni (Sparta), Eugenio Patti (Venezia), Costa (Novara), Falzotti (Novara), Mainardi (Novara), Bonelli (Pro Patria), Cavigioli (Pro Patria), Peppino Molina (Pro Patria), Antoniotti (Pro Patria), Zweifel (Abbiategrasso), Marconi (Novara).

Il Grande Torino giocò il primo tempo al completo con Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Martelli, Rosetta, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II. Ben nove di questi campioni, ad eccezione di Rosetta e Ferraris II, periranno il 4 maggio 1949 nella tragedia di Superga. La partita fu bellissima, il Torino non era abituato alle amichevoli ma vinse 6-2. Le reti spartane furono di Cavigioli e Antoniotti.


La Sparta Novara festeggia i suoi primi venti anni

Alla sera, favoloso cenone all’Albergo Italia, con protagonista lo scatenato spartano Enrico Tacchini (futuro Re Biscottino) che ebbe la compiacenza di regalare il suo autografo a Valentino Mazzola, fra l’ilarità generale. Enrico Tacchini giocò anche nel secondo tempo come mediano. Fu una giornata meravigliosa. Arbitro il novarese Pino Fortina, con segnalinee Lipari e Gironi.

Nel 2009, lo storico stadio di via Alcarotti (costruito nel 1931) è stato intitolato a Enrico Patti.

Gianfranco Capra

 

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