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Inviato speciale a Trieste...


Di Gianfranco Capra

La mia prima partita da “inviato speciale” (parola grossa) accadde il 4 dicembre 1955. Avevo appena compiuto 19 anni. Mi mandò il periodico di quel tempo che si chiamava “Forza Novara!” ed era gestito da giornalisti novaresi molto importanti come Romolo Barisonzo, Gino Ardemagni, Gigi Cavagliano e con il bravissimo caricaturista Aldo Beldì.

Probabilmente mi inviarono per due motivi ben precisi. Primo perché Trieste era lontanissima e il viaggio in treno una specie di calvario. Mi diedero ventimila lire, tutto compreso, viaggio e mangiativa. Ricavai qualche soldino mangiando panini in treno e facendo il pranzo di domenica con la squadra. Accompagnatore degli azzurri era il mitico dottor Pino Fortina.

Prima di raccontarvi il secondo motivo (molto delicato) ricordo la squadra azzurra che scese in campo, allenatore tale Feruglio: Corghi, Pombia, Capucci, Feccia, De Giovanni, Baira, Marzani, Eidefijall, Formentin, Bronée, Savioni. Mancavano De Togni, Arce e Piccioni, ma i sostituti erano validissimi.

Nella Triestina, giocava fra gli altri il novarese “Cip” Passarin, mio carissimo amico fin dalle scuole al “Mossotti”. Altri importanti “alabardati” Brighenti, Szoke, Soldan, Lucentini

Appena arrivai all’albergo dove risiedeva il Novara, ebbi la mazzata decisiva. Uno dei giocatori azzurri più autorevoli, che mi conosceva bene, mi apostrofò: “Cosa sei venuto a fare? Tanto oggi finisce 0-0, siamo già d’accordo”.

Pensate… la mia prima partita da “inviato speciale” era fasulla. Ecco il secondo motivo per cui mi avevano fatto l’onore della trasferta. Anche i miei colleghi-capi conoscevano la tresca e nessuno volle sobbarcarsi quel viaggio in treno, allora piuttosto stancante, specie se realizzato di notte.

Praticamente la partita non fu giocata. Finì 0-0, con scarse occasioni da goal. Io, da buon cronista, riempii due pagine di “Forza Novara!” (che appariva in edicola il martedì), una pagina con la cronaca dettagliata della partita e una pagina con le interviste ai protagonisti.

Feci il mio dovere, obtorto collo; fui complimentato dai colleghi, mi rimase l’amarezza di aver assistito ad una “non partita”. Fui comunque soddisfatto di aver realizzato la mia prima cronaca da “inviato speciale”. A Trieste, non a Casalbeltrame (con tutto il rispetto per questo simpatico paese).

PS: Particolare importante, alla fine del campionato di Serie A 1955-56, sia il Novara che la Triestina retrocedettero in Serie “B”.

Gianfranco Capra

 

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