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Le voci dallo spogliatoio: Novara-Lecco


Di redazione vanovarava.it
Foto © Guido Leonardi

Uno dei principali protagonisti in maglia azzurra nella sfida contro il Lecco è stato sicuramente Andrea Sbraga, autore di una prestazione eccellente e abile a salvare la porta del Novara per ben due volte. Un’autentica trasformazione per il difensore centrale del Novara rispetto alla scorsa stagione: “Il termine di paragone qui è giustamente l’anno scorso. Sappiamo tutti che, nel passato campionato, sia a livello personale che soprattutto di squadra, tante cose non sono andate come avremmo voluto. Il mio problema al ginocchio, poi, sicuramente non mi ha aiutato. Se sono rimasto qui quest’anno è perché ci credo e sono convinto di questo. Sto bene con la squadra e appoggio il progetto della società, penso che migliorando ancora - senza farci prendere dall’euforia del 3-0 con il Lecco - si possano raggiungere buoni traguardi. Quest’estate, quando era partito il ritiro, c’era stato chiesto di aiutare i più giovani dando a noi più “vecchi” qualche responsabilità in più, è una cosa che ti dà più fiducia e coraggio. Il triennale offerto dall’Alessandria mi ha fatto pensare, ma non appena ho avvertito la vicinanza della società azzurra non ho avuto il minimo dubbio a rinnovare, indipendentemente dal contratto. Non penso che questa sia stata la mia miglior partita con la maglia del Novara, ce ne sono state altre. Quello che conta è il risultato ovviamente e aver salvato due gol ha permesso di centrare l’obiettivo. Lo scorso anno sono state fatte buone partite, ma gli episodi ci hanno un po’ penalizzato. Quest’anno c’è sicuramente un’aria diversa, allo stadio si respira una diversa atmosfera e non a caso abbiamo fatto due vittorie in due partite, con cinque gol fatti e zero subiti, mentre l’anno scorso vincere una partita in casa era una fatica. Se restiamo tutti insieme, le cose vengono meglio”.


Mister Banchieri
(nella foto di © Guido Leonardi) è ovviamente molto soddisfatto della prova offerta dai suoi ragazzi. La prima domanda è per ottenere una spiegazione circa la sua espulsione dal campo: “C’è stato un malinteso. Nel momento in cui c’è stato assegnato il rigore stava andando sul dischetto Peralta ma il designato era Schiavi e ho solo detto all’arbitro quello. E’ una decisone che va rispettata, non sapevo che non si potesse uscire dall’area tecnica anche a gioco fermo. Anche perché da parte mia non c’era nessuna intenzione di protestare, anzi”.

Una partita dai due volti per il Novara, con una ripresa decisamente in grande stile. “Nel primo tempo dopo il gol del vantaggio abbiamo sofferto, ma mi piace sottolineare quest’aspetto perché in campo il Novara deve avere anche questa capacità, come già fatto con la Juve U23 e il Monza... Soffrire 20/25 minuti e poi fare un secondo tempo come contro il Lecco, dove abbiamo avuto almeno 4/5 occasioni da gol. Penso di dire una cosa giusta nell’affermare che il migliore del Lecco è stato il portiere. Insomma... Tante occasioni oltre ai tre gol. Poi mi è piaciuto il crescendo della squadra, con i cinque cambi che hanno cambiato la partita. Nardi, Schiavi, Peralta sono stati fantastici”.

Giocare in un ambiente che dà fiducia alla squadra è importante… “Sì ma sta a noi portare questo ambiente in positivo. Questa è una squadra di ragazzi eccezionali, con tanti giovani che fanno ottime prestazioni dimostrandosi intraprendenti e che sanno giocare a calcio. Senza dimenticare il valore aggiunto dei giocatori con più esperienza”.

Sotto l’aspetto psicologico non sembra esserci quella pressione dello scorso anno… “Perché si arriva alla partita con quella positività accumulata in settimana. Io credo che la preparazione ad una gara non si possa basare solo sulla partita, ma sull’allenamento di ogni giorno. Questo è un gruppo coeso, oltre a essere bravi sono tutti ragazzi intelligenti. Noi abbiamo una netta coerenza, abbiamo una nostra missione e cerchiamo di rispettarla giocando sempre al meglio. Questo pubblico eccezionale, che ci sostiene in questo modo, per noi è un valore aggiunto”.

Nel finale si è visto anche un cambio di modulo. “Era necessario cambiare atteggiamento in quel momento della partita”.

redazione vanovarava.it
Foto © Guido Leonardi

 

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