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Esclusiva VNV: L’intervista a Michela Moioli


Di Alberto Battimo

Dopo Arianna Fontana, abbiamo intervistato un’altra delle ambasciatrici “cardine” per la candidatura italiana alle Olimpiadi 2026. Il suo contributo e il suo intervento diretto, insieme a Sofia Goggia, hanno dato - nel giorno della scelta - quella spinta decisiva in più per la vittoria finale. A soli 23 anni il suo palmarès è già ricco di successi, ma la fame di vittoria è uno dei suoi segreti… non si sente mai sazia e il suo unico obiettivo è quello di primeggiare in tutte le gare. Farà di tutto per essere protagonista anche alle Olimpiadi italiane del 2026, manca ancora tanto tempo ma è impossibile non pensarci già. Campionessa olimpica dello snowboard, carattere forte e mai arrendevole: siamo lieti di dare voce a... Michela Moioli.

Grazie al tuo proficuo impegno e a quello dell’intera delegazione azzurra, siete riusciti a riportare in Italia le Olimpiadi invernali del 2026 grazie alla candidatura di Milano - Cortina, vent’anni dopo l’esperienza di Torino. Complimenti da parte di tutta la redazione! Avete battuto la Svezia per 13 voti di differenza, un dato che dimostra quanto il vostro lavoro sia stato svolto minuziosamente senza lasciare nulla al caso. Secondo te quali sono stati i principali punti cardine, che hanno convinto i membri del Comitato Olimpico Internazionale a votare per il nostro Paese? “L’Italia ha avuto una marcia in più, su tutti i fronti. Il nostro progetto era sicuramente più realistico, con minore impatto ambientale e con soluzioni logistiche molto più valide. Inoltre l’esperienza italiana su eventi a livello mondiale è indiscussa. In secondo luogo la nostra delegazione e i nostri momenti di dibattito sono stati più efficaci rispetto a quelli svedesi; spesso si nascondevano cercando di mettere in luce i possibili difetti della candidatura italiana, senza però mettere in risalto i loro punti di forza”.

Molti addetti ai lavori sono d’accordo nel reputare te, insieme a Sofia Goggia, come un “asso nella manica” giocato nel momento clou della decisione, per dare ancor più forza alla candidatura italiana. La vostra dichiarazione d’amore per lo sport e per le piste italiane hanno colto nel segno in tutti quei giudici ancora indecisi su chi votare. Com’è nata l’idea di salire sul palco e preparare questo discorso insieme a Sofia? “L’idea è nata dal CONI, ma la fantasia e il teatrino finale è farina del nostro sacco. Sicuramente abbiamo lasciato il segno e spinto chi magari fosse stato ancora indeciso”.

Dopo questa importante vittoria ci sarà ancora tanto da lavorare, tutta la squadra azzurra dovrà mettere in pratica quello che ha progettato in modo da rendere perfette queste Olimpiadi. Come una delle ambasciatrici di questa rassegna, quali sono i compiti che dovrai compiere per svolgere al meglio il ruolo assegnato da qui fino al 2026? “In primis il mio compito è fare l’atleta, al meglio, cercando di arrivare al 2026 il più in forma possibile. Gli altri compiti di rappresentanza sono sicuramente molto importanti ma in secondo piano”.

Quando cominceranno le Olimpiadi in Italia avrai trent’anni, età che ti permette ancora di essere competitiva nello snowboard. L’esempio di oggi è l’americana Lindsey Jacobellis che a 33 anni è ancora ai vertici di questa disciplina. Anche se mancano ancora sei anni, cosa provi al solo pensiero di gareggiare in casa e nelle piste che ti hanno visto crescere come atleta? Per essere competitivi anche nel 2026 quali saranno le caratteristiche fisiche e mentali idonee per farsi trovare pronta a questo evento? “Sono carica al pensiero di poter fare le Olimpiadi in Italia. La cosa fondamentale però è andare per gradi, anno dopo anno, stagione dopo stagione, lavorando sempre al massimo e cercando di non perdere il passo: il segreto per arrivare al top nel 2026 è proprio questo. Non pensare al 2026, ma vivere al meglio tutto quello che c’è prima”.

Ora però parliamo del presente e dell’imminente futuro: hai raggiunto l’apice della tua carriera conquistando l’oro alle Olimpiadi di Pyeongchang, mentre ai Campionati Mondiali di Park City hai conquistato un bronzo nell’individuale e un argento nella gara a squadre assieme ad Omar Visintin. Come si fa ad essere sempre sul pezzo nonostante le tante attenzioni nei tuoi confronti, grazie alle tue numerose vittorie? Quali sono i tuoi prossimi impegni e quali saranno i prossimi obiettivi? “Se devo essere sincera, per me la scorsa stagione è stata molto difficile a livello mentale. I risultati sono stati buoni, ma la verità è che ora ho una voglia pazzesca di vincere ancora e ancora... ho fame di vittoria, mai accontentarsi. Questo è il segreto per proseguire su questa strada e ottenere sempre nuove soddisfazioni!”.

Il 16 febbraio 2014 è una data che evoca brutti ricordi: nella finale olimpica di Sochi una rovinosa caduta ti è costata cara: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Ad ottobre dell’anno scorso una cisti parameniscale, sempre al ginocchio sinistro, ti ha bloccato per qualche settimana causa intervento. Dopo entrambi questi episodi negativi sei sempre riuscita ad avere la meglio, si dice sempre "tornerai ancora più forte" ma la verità è che molti atleti - dopo gli infortuni - non riescono a ritornare al livello di prima. Come si superano al meglio questi momenti, sia fisicamente che mentalmente? “Non bisogna avere fretta, no rush! Bisogna prendersi il tempo che ci vuole, lavorare bene e con persone preparate. Anche a livello mentale è importante superare l’infortunio e imparare qualcosa in più dai momenti di difficoltà”.

Praticare snowboard è una disciplina che richiede sacrificio, allenamento e velocità. Quando hai capito che lo snowboard poteva diventare parte attiva della tua vita? Quanto ti sta facendo crescere questo sport anche sotto il profilo umano? “Lo snowboard è diventato parte della mia vita dal momento in cui ho allacciato gli attacchi la prima volta. L’amore si è evoluto e da grande passione è diventato lavoro quotidiano e mezzo per vincere. Sono cresciuta moltissimo da quando faccio l’atleta, non solo a livello fisico ma soprattutto mentale. Ho imparato a stare da sola in mezzo agli altri, a stare bene con me stessa, a contare su di me e sulle mie capacità, a convivere con le debolezze, ad accettare i difetti e a sognare in grande!”.

Vuoi lasciare un messaggio a tutti i tuoi sostenitori e a tutti gli italiani che faranno il tifo per te già dalle prossime gare? “Continuate a seguirmi perché ho ancora tante emozioni da regalarvi, tanto da fare e soprattutto tanto da vincere!”.

Grazie a Michela Moioli per la disponibilità nel concederci questa intervista. Da parte di tutta la redazione del sito, un grandissimo in bocca al lupo!

Alberto Battimo

 

La maglia azzurra 2019-20

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