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Le pagelle della stagione 2018-19


Ora che la stagione del Novara Calcio 2018-19 si è conclusa, è possibile tracciare un bilancio dei protagonisti azzurri tenendo conto di tutte le loro prestazioni, in un “pagellone” riassuntivo dove - naturalmente - ogni tifoso può sempre avere la sua personale visione al riguardo. E’ chiaro che, dato anche l’andamento e l’epilogo della stagione da poco finita in archivio, i voti indicati non possono dirsi encomiabili…


Cominciamo dai portieri…

BENEDETTINI: VOTO 6
(540 minuti - 6 presenze - 8 gol subiti)
Poco impegnato nel corso della stagione ma, nonostante questo, quasi sempre “pronto alla chiamata” e senza mai far rimpiangere l’assenza del “titolare” Di Gregorio. Di questa stagione, il suo ricordo più bello resterà il rigore parato ad un certo Ciro Immobile negli ottavi di Coppa Italia contro la Lazio, a dimostrazione di tutte le sue potenzialità.

DI GREGORIO: VOTO 6,5
(2.855 minuti - 32 presenze - 28 gol subiti)
In più di un’occasione è risultato decisivo con i suoi interventi, dando sicurezza a tutto il reparto arretrato, quest’ultimo andato in affanno troppe volte nel corso della stagione. Attento sulle punizioni e nei tiri dalla distanza, qualche pecca è giunta sulle palle inattive dove - comunque - i suoi compagni non l’hanno di certo agevolato. Riconfermare il prestito dall’Inter per un altro anno sarebbe un buon punto di partenza per la prossima stagione, considerando che il giovane portiere è risultato il giocatore più utilizzato tra gli azzurri in campionato.

MARRICCHI: S.V.
(25 minuti - 1 presenza - 2 gol subiti)
Esperienza a dir poco “sfortunata”, per lui, sul campo della Carrarese.


Proseguiamo con i difensori…

ARMENO: S.V.
(0 minuti - 0 presenze - ceduto nel mercato invernale)

BELLICH: S.V.
(45 minuti - 1 presenza - approdato dal mercato invernale)
Un giovane “promettente” dal quale ripartire per il futuro.

BOVE: VOTO 6
(2.640 minuti - 33 presenze - 1 gol)
Il salto dalla formazione “Primavera” alla prima squadra avrebbe potuto in parte destabilizzarlo, invece il “roccioso” centrale azzurro ha mostrato grande carisma e personalità, oltre a una crescita esponenziale nel suo primo impatto tra i professionisti. Forse, sotto il profilo dello stile, non è ancora perfetto, ma i suoi punti di forza sono stati concretezza e perseveranza.

CHIOSA: VOTO 4
(1.176 minuti - 14 presenze - ceduto nel mercato invernale)
Il suo rapporto con la squadra, la società, l’ambiente e i tifosi si è concluso peggio del suo rendimento in azzurro, nonostante la scelta - a inizio stagione - di “promuoverlo” sul campo capitano del gruppo. Spesso poco motivato e impreciso nelle chiusure, le ragioni di questo possono trovare una risposta nella voglia del giocatore di cambiare aria.

CINAGLIA: VOTO 5
(2.133 minuti - 31 presenze - 1 gol)
Il suo rendimento è risultato altalenante, anche perché nel corso della stagione “adattato” in molteplici casi a più ruoli, non solo limitati a quello di esterno difensivo. Un autentico peccato perché, viste alcune sue prestazioni (fra tutte quella in casa contro la Lucchese, impreziosita da una rete molto bella), la votazione finale sarebbe potuta essere ben migliore soltanto con un pizzico di sacrificio in più.

RIGIONE: VOTO 5
(490 minuti - 9 presenze - approdato dal mercato invernale)
Il suo ingaggio avrebbe dovuto puntellare un reparto dove - troppe volte - si sono commesse delle ingenuità evitabili. Invece anche lui si è ben presto “allineato” a questo stato confusionale, dovuto anche ad un inserimento piuttosto “lento” all’interno del gruppo. La sua goffa autorete, nella sfida interna con il Cuneo, ne è un esempio tangibile.

SBRAGA: VOTO 6
(1.957 minuti - 25 presenze)
Non sempre perfetto e a volte protagonista di abbagli abbastanza clamorosi; tuttavia - nel complesso generale della retroguardia azzurra - il centrale azzurro è risultato ugualmente fra quelli con il rendimento più alto, dove l’impegno non è mai stato messo in discussione. Alcuni problemi legati alla condizione fisica non lo hanno agevolato e questo gli rende onore, per aver saputo “stringere i denti” al momento opportuno.

TARTAGLIA: VOTO 5
(2.161 minuti - 30 presenze - 1 gol)
Anche per lui, come per il compagno di reparto Cinaglia, una stagione con alti e bassi dove è sempre mancata quella conferma di maturità, che lo avrebbe potuto rendere un valore aggiunto per l’intero gruppo. In troppe circostanze, in affanno contro gli avversari nella fase difensiva.

VISCONTI: VOTO 5,5
(2.745 minuti - 32 presenze - 2 gol)
Nel suo specifico caso, a venir meno è stata la continuità nelle sue giocate dove - a tratti - sono esplose anche qualità tecniche di rilievo per la categoria. Il suo gol che ha illuso i tifosi azzurri contro la Carrarese, oppure quello che ha regalato i tre punti al Novara nella trasferta di Olbia, sommati alle sue brillanti prestazioni nei play-off, forniscono ancora più rammarico per un campionato dove ci si sarebbe attesi di più da lui, circostanza forse valida anche per Viali e Sannino, dato che Visconti è risultato - alla fine - il giocatore di movimento più utilizzato.


Passiamo ora al centrocampo…

BASTONI: VOTO 6
(1.075 minuti - 16 presenze - approdato dal mercato invernale)
Il suo punto di forza si è rivelato uno spiccato gioco offensivo, che in alcune situazioni ha aiutato il Novara a “penetrare” le difese avversarie con un costante movimento in campo e qualche pregevole inserimento. Dal suo approdo a Novarello, il centrocampista è stato sempre impiegato in ogni circostanza e questo la dice lunga sul contributo offerto alla squadra.

BIANCHI: VOTO 5,5
(2.026 minuti - 28 presenze - 3 gol)
Senza dubbio più incisivo nella parte centrale del campionato, dove sono emerse le sue qualità realizzative (contro l’Arzachena in trasferta e, in casa, contro l’Arezzo, quest’ultima sfida nella quale si messo in luce con una personale doppietta). Ma il suo rendimento troppo discontinuo, sommato a una serie di piccoli infortuni che lo hanno costretto a saltare le partite del momento più topico della stagione, non lo hanno messo in condizione di risultare determinante come ci si sarebbe aspettati a inizio stagione.

BUZZEGOLI: VOTO 5
(1.119 minuti - 14 presenze - approdato dal mercato invernale - 1 gol)

Il suo ritorno in azzurro ha “illuso” i tifosi di aver ritrovato finalmente quel “faro” in cabina di regia che da due stagioni a questa parte era venuto a mancare. Ma nonostante una condizione fisica accettabile, che ha permesso al centrocampista fiorentino di inserirsi facilmente negli schemi adottati (con la sua proverbiale umiltà), il rendimento non ha giustificato un’operazione di mercato che avrebbe dovuto portare più solidità e risultati concreti alla linea mediana del Novara.

CATTANEO: VOTO 5
(623 minuti - 13 presenze - ceduto nel mercato invernale - 1 gol)

Utilizzato con troppa “parsimonia” e ben presto accantonato per un ruolo nel quale, le alternative, non erano poche, non è mai riuscito a esprimersi come avrebbe potuto - e soprattutto voluto - data la voglia del giocatore di scendere maggiormente in campo, che alla fine ha portato alla sua cessione.

FONSECA: S.V.
(155 minuti - 7 presenze)

Pochissimo spazio per un giovane “figlio d’arte” che potrebbe mettersi in luce già dalla prossima stagione.

MALLAMO: VOTO 6
(1.060 minuti - 20 presenze - 1 gol)

L’unico giocatore azzurro (oltre a Benedettini) ad essere stato selezionato in una Nazionale (quella under 20 dell’Italia) in questa stagione, ha avuto il merito di saper accettare un impiego non troppo continuo e che lo ha visto “adattato” a più ruoli di centrocampo. Ha mostrato buone qualità, che forse si sarebbero potute sfruttare in modo migliore assegnandogli una responsabilità specifica e più ricorrente. Uno dei pochi centrocampisti azzurri a salvarsi in questo campionato.

NARDI: VOTO 5,5
(1.124 minuti - 24 presenze)

Impegno, abnegazione e grande spirito di sacrificio sono state le sue doti caratteriali, ma il giovane centrocampista azzurro ha dimostrato di essere ancora un po’ troppo “acerbo” con la necessità, obbligata, di crescere ulteriormente per spiccare in un campionato professionistico. Dalla sua resta l’età “verde” e la capacità di adattarsi alle esigenze, circostanza che lo ha visto - in particolare sotto la gestione Sannino - maggiormente coinvolto.

PERRULLI: VOTO 5
(347 minuti - 10 presenze - approdato dal mercato invernale)

Approdato in non perfette condizioni fisiche, il centrocampista “ex Cremonese” non si è mai calato integralmente nello scenario azzurro, pur mettendo in risalto - in rare occasioni - buone individualità e un’esperienza che in campo avrebbe potuto fare la differenza.

RONALDO: VOTO 6
(1.826 minuti - 27 presenze - 2 gol)

Probabilmente il giocatore più “discusso” della stagione. Ma al di là delle opinioni personali, i numeri (e le statistiche) parlano per il brasiliano, che è risultata la figura con il più alto tasso tecnico. Viali ne ha fatto un punto fisso del centrocampo azzurro, puntando sulla sua voglia di adattarsi a una categoria che non premia giocatori con le sue caratteristiche. E’ risultato prezioso nel finale di stagione e il miglior azzurro nelle due gare play-off. Ma il suo contributo non si è limitato a questo. Nel complesso una stagione sufficiente.

SCHIAVI: VOTO 6
(2.291 minuti - 33 presenze - 4 gol)

“Croce e delizia” per il Novara… che in lui ha trovato una figura dalle spiccate qualità offensive, ma in alcuni frangenti troppo estraniato dalle manovre e poco incisivo. All’impegno e alla voglia di sacrificio, si sono contrapposte un po’ troppa irruenza e - a volte - poca maturità tattica, che hanno limitato le sue potenzialità, le quali godono ancora di un ampio margine di crescita.

SCIAUDONE: VOTO 5
(1.415 minuti - 19 presenze - ceduto nel mercato invernale)

A Novara non è riuscito ad esprimere quelle qualità che - al contrario - è riuscito a far valere a Cosenza, squadra alla quale è stato ceduto nel mercato di riparazione. Paga forse lo “scotto” della retrocessione del passato campionato, anche se in alcuni frangenti a tradirlo è stata una “mira” decisamente sballata. Sempre utilizzato dall’inizio della stagione salvo in una circostanza, Viali lo ha sempre tenuto molto in considerazione e probabilmente non sbagliando, ma rimanendo deluso anche lui rispetto alle aspettative.

ZAPPA: S.V.
(93 minuti - 5 presenze - approdato dal mercato invernale)

La condizione fisica non lo ha aiutato a dare un senso alla sua stagione.


E per finire l’attacco…

CACIA: VOTO 6
(2.248 minuti - 32 presenze - 12 gol)

Bene, senza dubbio, visto anche il numero di gol messi a segno… Tuttavia, però, non benissimo. Il bomber azzurro - ad un certo punto della stagione - ha risentito di una flessione nel suo rendimento, in particolare sotto la gestione Sannino con il quale - non è un segreto - non ha mai legato come con Viali, che al suo ritorno ha “galoppato” il ritrovato entusiasmo dell’attaccante. Con più costanza, probabilmente, il Novara avrebbe potuto trarre maggior beneficio dal suo giocatore di maggior spicco.

CORDEA: S.V.
(9 minuti - 1 presenza)

Solo un’apparizione per lui.

EUSEPI: VOTO 6,5
(2.565 minuti - 37 presenze - 10 gol)

Il giocatore azzurro più propositivo della stagione. L’attaccante, purtroppo giunto solo in prestito a inizio campionato, vanta il numero record di 37 gettoni di presenza… in pratica sempre in campo in ogni occasione, tranne nella gara di Olbia dove ha dovuto scontare un turno di squalifica. La voglia di mettersi in luce e trovare riscatto, per dimostrare al Pisa lo sbaglio nel non credere in lui, lo hanno motivato costantemente facendolo apprezzare dai tifosi azzurri. Forse, a voler essere pignoli, troppo similare nella caratteristiche a Cacia, con il quale non sempre è risultato in accordo.

GONZALEZ: VOTO 5
(1.077 minuti - 18 presenze - approdato dal mercato invernale - 2 gol)

Spiace dover giudicare il suo rendimento con un’insufficienza, ma anche i più grandi estimatori dell’argentino hanno dovuto ammettere che - il suo ritorno in azzurro - non è coinciso con l’immagine del “Pablo” che cavalcava il campo con la sua velocità e trafiggeva le difese avversarie con diagonali da manuale. Troppo indietro nella preparazione rispetto ai compagni, non è mai riuscito a mettersi in risalto per quelle che sono (erano?) le sue potenzialità.

KYEREMATENG: S.V.
(60 minuti - 3 presenze)

Ambizioso, ma ancora “lontano” dal poter essere inserito in un campionato professionistico.

MANCONI: VOTO 5
(654 minuti - 17 presenze)

Una delusione sotto tanti punti di vista. In quella che sarebbe dovuta essere la stagione del suo “coronamento”, ha fallito ancora l’obiettivo con poca verve e altrettanta poca voglia di mettersi in gioco. I problemi fisici, che lo hanno portato all’operazione al menisco (anticipata rispetto alla fine della stagione, di comune accordo fra le parti), hanno arrecato ulteriore rammarico.

PERALTA: S.V.
(254 minuti - 7 presenze - ceduto nel mercato invernale)

Un’operazione di mercato sbagliata in partenza, ma non tanto per le qualità del giocatore, quanto per la poca fiducia in lui riposta.

SANSONE: S.V.
(39 minuti - 2 presenze - ceduto nel mercato invernale - 1 gol)

No comment…

STOPPA: VOTO 5,5
(622 minuti - 18 presenze - 1 gol)

Per lui una stagione da “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”... L’aggregazione ufficiale alla prima squadra è stata sicuramente un traguardo importante, data anche la sua giovane età. Ma davanti a sé ha manifestato qualche difficoltà di inserimento, che tuttavia potrà essere facilmente superata facendo leva sulle sue qualità, che richiedono un utilizzo più costante del giocatore.

VAI: S.V.
(8 minuti - 1 presenza - ceduto nel mercato invernale)

Un gettone di presenza come “biglietto da visita” per la sua cessione invernale.


Oltre ai giocatori…

VIALI: VOTO 5,5
(28 panchine)

Dalla sua “gioca” in positivo la grande coesione venutasi a instaurare con buona parte dei giocatori, che per lui hanno speso buone parole anche al momento del suo esonero. Ma la mancanza di un gioco concreto, con poche idee e tanti esperimenti prolungati nel corso della stagione (che non hanno dato un’identità alla sua squadra) non può essere “cancellata” per le due gare play-off che lo hanno rivisto al timone della squadra, dopo la scelta della società di richiamarlo. Anzi… accresce il rammarico per non aver visto quell’atteggiamento e quell’anima in altre occasioni fondamentali del campionato, utili per incanalare la stagione verso obiettivi più prestigiosi.

SANNINO: VOTO 5
(10 panchine)

La sua media-punti è risultata, dati alla mano, anche peggiore di quella di Viali. Eppure l’inizio era stato di quelli memorabili, con la vittoria interna sulla Pro Vercelli che aveva riaperto le speranze. Invece neppure un uomo carismatico come lui è riuscito a invertire un trend negativo fra le mura amiche, che non ha permesso di migliorare la posizione in classifica rispetto a quella momentanea del suo arrivo. Il carattere troppo schietto lo ha portato a incrinare i rapporti con alcuni giocatori “cardine” (tra cui Cacia) e questo non ha agevolato il suo compito, svolto sempre in maniera professionale e impeccabile.

redazione vanovarava.it

 

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