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Di Giovanni Chiorazzi

Con l’inizio delle vacanze in quel di Novarello, al termine di una stagione dove sono state più le ombre che le luci, la dirigenza azzurra sta facendo tutte le valutazioni del caso per non farsi cogliere ancora una volta impreparata con l’avvio del prossimo campionato, dove le attese della piazza e della tifoseria restano ancora legate ad un obiettivo ben preciso… il ritorno in serie cadetta.

Ma ad oggi la strada da inseguire appare ancora molto lunga, considerando che la stagione appena conclusasi non è coincisa solo con un fallimento sul piano sportivo, bensì ha segnato due lasciti molto importanti in casa azzurra (prima quello del DG Morganti, poi quello del DS Ludi, quest’ultimo approdato ufficialmente al Como la settimana scorsa). Se a questo aggiungiamo la situazione - molto ingarbugliata - di mister Viali, esonerato per un rendimento non consono alle aspettative ma, in extremis, richiamato per la disputa dei play-off al posto di Sannino, è chiaro a tutti che la programmazione per il Novara Calcio 2019-20 sia ancora agli albori e in quella fase molto delicata dove, una società seria e ambiziosa, deve programmare il proprio percorso e fare delle scelte, affidandosi agli uomini giusti che avranno il compito di allestire la nuova rosa e, in seguito, di guidarla verso il traguardo prefissato.

Non è un segreto che, play-off a parte, molti dei giocatori giunti lo scorso campionato abbiano tradito le aspettative, con un rendimento altalenante e a tratti poco incline alle potenzialità dei singoli. Probabilmente sarà proprio questo uno dei temi principali che dovrà affrontare il nuovo DS azzurro, ad oggi carica ricoperta “ad interim” da Mauro Borghetti, destinato a tornare al ruolo a lui più caro (e ricco di traguardi raggiunti) di responsabile del settore giovanile. Ma su chi farà affidamento la dirigenza del Novara vige ancora un assordante silenzio, soprattutto dopo che le prime voci al riguardo avevano ipotizzato un possibile ritorno proprio del dimissionario Ludi. E’ chiaro che il ruolo del DS, specie in un campionato dove non conta solo il curriculum dei giocatori ma, in particolare, le motivazioni degli stessi, assume una chiave importantissima nella programmazione della stagione ed è forse proprio per questo motivo che la società si sta prendendo il suo tempo nella scelta, visionando più profili e cercando di capire come meglio intervenire. Oppure, se la soluzione non possa essere già “in casa”, con la promozione al ruolo di DS del “vice” di Ludi nello scorso campionato, quel Moreno Zebi che in più di un’occasione ha assistito alle partite assieme all’ex difensore centrale del Novara e che spesso ha condiviso con lui pensieri e opinioni sia tecniche che caratteriali. Ma in questo caso, il timore di affidarsi a una persona che - per quanto motivata - non possa offrire quella necessaria esperienza, sta aumentando le riflessioni in casa azzurra, per evitare nuovi sbagli in questa direzione.

Al contrario, per il ruolo del DG, anche in questo caso affidato “ad interim” a Roberto Nespoli, “catapultato” nel mondo calcistico nonostante la mancanza di esperienza in questo campo, la soluzione di una possibile riconferma potrebbe concretizzarsi a breve, laddove venisse premiato lo sforzo di quest’ultimo nel calarsi immediatamente in un mondo a lui poco avvezzo e con risultati, sul piano personale ed umano, molto apprezzabili.

Resta infine un nodo spinoso il capitolo “allenatore”. William Viali, ormai è risaputo, ha dimostrato di avere un buon feeling con i suoi giocatori, ma nel contempo è mancato qualcosa nella sua guida tecnica, anche sul piano caratteriale, dove al contrario Sannino ha battuto maggiormente sino ad arrivare ad un attrito con alcuni suoi uomini. Continuare con lui in panchina (nonostante la scadenza del contratto a giugno 2019) equivarrebbe a proseguire in una scommessa che sino ad oggi non ha dato i suoi frutti, oltre a non accontentare buona parte della tifoseria che imputa al tecnico azzurro parte delle responsabilità per l’insuccesso ottenuto. Serve dunque trovare una figura carismatica, motivata ma anche con tanta esperienza nella categoria, che sappia riportare entusiasmo in casa azzurra, ritrovando finalmente i successi venuti meno - da due anni a questa parte - tra le mura amiche. Il nome in cima alla lista, dopo tanto tempo, resta ancora quello di Tesser, ma il suo fresco rinnovo con il Pordenone, approdato in Serie B per la prima volta proprio con il tecnico di Montebelluna, non rende obiettivamente plausibile questo scenario. Allora meglio concentrarsi sul futuro - e non sul passato - trovando le figure giuste per ricaricare l’ambiente e dare un senso anche ad un progetto ambizioso come la nuova “Cittadella dello sport”… un disegno che darebbe un valore aggiunto al panorama sportivo novarese, solo - e soltanto - con il Novara Calcio in una categoria più consona al proprio blasone.

Giovanni Chiorazzi

 

La maglia azzurra 2019-20

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